Il Parlamento Rumeno sta di­battendo in questi giorni il Piano Nazionale di Ripresa e Resilien­za, che verrà presentato nei pros­simi giorni ed il cui scopo è quello di mitigare l’attuale im­patto sull’economia della crisi indotta dalla pandemia e preveni­re l’insorgere

di effetti negativi a lungo termine che possano dan­neggiare la crescita del paese.  In generale il piano prevede di dedicare l’11% del budget all’istruzione, il 9% al potenzia­mento del sistema sanitario e al­meno il 28% a infrastrutture e trasporti, necessari a potenziare gli strumenti del paese per reagi­re alla crisi e ritornare alla cre­scita il prima possibile. Il pro­cesso di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione avra’ anch’esso grande rilevanza”.

Presidente Musneci, a pro­posito di pandemia come si sta muovendo la Romania sotto il profilo vaccinale?

Il piano vaccinale in Roma­nia è iniziato il 27 dicembre 2020 e sta procedendo in modo piuttosto efficiente, posizionando il paese al quarto posto al livello europeo quanto a dosi sommini­strate in percentuale alla popola­zione e al sesto per quantità gior­naliera di dosi somministrate. I vaccini attualmente impiegati so­no Pfizer/BioNtech, Moderna e AstraZeneca, mentre il nuovo vaccino Johnson & Johnson è stato approvato per l’utilizzo e se ne attende l’impiego nelle prossi­me settimane.  A differenza di altri stati eu­ropei, le autorità sanitarie rume­ne non hanno ritenuto di limitare l’utilizzo del vaccino AstraZene­ca in quanto non sono state ri­scontrate correlazioni con effetti collaterali tali da metterne in dubbio la sicurezza. Dopo aver esaurito in anticipo sulla tabella di marcia la vaccinazione di per­sonale sanitario, lavoratori essen­ziali e persone vulnerabili, in questi giorni ha preso inizio la fase 3 del piano vaccinale, che dà la possibilità a tutti i cittadini di registrarsi online per poter prenotare il proprio appuntamen­to.

Sempre a proposito del Co­vid, come avviene la circolazio­ne delle persone soprattutto per quanto riguarda aziende ed imprenditori?

Le autorità Rumene hanno stilato ed aggiornano frequente­mente una lista dei paesi ad alto rischio epidemiologico. Ai viag­giatori provenienti da questi pae­si (tra cui l’Italia) si applicano particolari misure preventive co­me la presentazione di un test molecolare negativo ed un perio­do di quarantena domiciliaria.  Tuttavia, al fine di non com­plicare ulteriormente le operazio­ni di aziende ed imprenditori che per necessità si debbano muove­re da e verso il paese, si è dispo­sto che i dipendenti e rappresen­tanti di imprese straniere che operano sul territorio Rumeno siano esentati dal periodo di qua­rantena, purché tuttavia presenti­no test molecolari negativi sia in entrata sia in uscita. Dobbiamo sottolineare la notevole apertura delle autorita’ a dialogare con la Camera di Commercio Italiana sia nel chiarire gli aspetti norma­tivi sia intervenendo su situazio­ni specifiche per mitigare gli ef­fetti delle restrizioni. Cio’a rico­noscimento del ruolo fondamen­tale delle aziende italiane nello sviluppo dell’economia romena.

Nel Paese si contano intor­no alle 25mila aziende registra­te a capitale italiano. Che cosa vuol dire in termini commer­ciali e di presenza?

La Romania è un paese in forte crescita ed il suo ruolo qua­le partner strategico per l’Italia si sta rafforzando. Il valore dell’ex­port Italiano verso la Romania supera i 7,5 miliardi di euro e si sta sviluppando una forte inter­connessione tra imprese Italiane e Rumene.  La presenza imprenditoriale italiana sul mercato Rumeno è una delle più forti, posizionando­si da oltre 10 anni al primo posto in termini di aziende registrate e formando oltre il 47% delle im­prese a partecipazione estera pre­senti nel paese. In particolare vi sono alcuni settori strategici che in un prossimo futuro potrebbero costituire un punto di forza per intensificare ulteriormente la presenza Italiana sul territorio: primo fra essi quello agroindu­striale che costituisce una asset primario per l’economia Rumena e in cui le aziende italiane stanno avendo un ruolo di primo piano, ma anche i trasporti e l’industria dell’energia sono mercati estre­mamente promettenti in cui lo sviluppo ed il potenziamento del­le sinergie tra i sistemi economi­ci dei due paesi potrebbe offrire grandi opportunità di crescita che porteranno benefici sia all’Italia sia alla Romania.

A suo avviso, quale sarà il futuro della Romania in Euro­pa e nella Regione?

La Romania si sta afferman­do come un protagonista di pri­mo piano nell’economia regiona­le, ma anche al livello europeo in generale data la sua posizione geostrategica nel sud est Europa. Il suo alto livello di integrazione economica e politica con l’Unio­ne Europea come istituzione e con i paesi dell’Europa occiden­tale ne fanno un partner molto stabile e sicuro per gli investi­menti anche sul medio e lungo periodo.  La Romania non e’ piu’ sol­tanto un mercato a costi del lavo­ro contenuti ma anche ormai un interessante mercato di sbocco ed un hub strategico per la regio­ne. Tutto cio’ nonostante le per­sistenti carenze infrastrutturali che saranno al centro di notevoli investimenti nei prossimi anni.  Si tratta di un paese che si sta incamminando sulla strada della crescita e che sicuramente occu­perà un ruolo di maggiore rilievo sulla scena economica e politica Europea in un prossimo futuro.

Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica  del 29 marzo 2021

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