Oltre ai temi economici, nell’intervento dell’Ambasciato­re Guariglia non poteva mancare un approfondimento sulla Presi­denza italiana del G20: “Il pro­gramma è molto articolato ma possono fissarsi alcuni punti car­dinali che rispecchiamo le “3P”: persone, pianeta e prosperità.

Le persone, innanzitutto, devono es­sere al centro delle politiche e prioritaria deve essere la nostra attenzione - specie nella fase di recupero e di “building back better” - nei riguardi dei giovani e delle donne (non a caso il logo della Presidenza italiana è ispi­rato all’uomo Vitruviano di Leo­nardo, simbolo del Rinascimento e dell’umanesimo). Altrettanto essenziale è la transizione verde che implica non soltanto un maggiore uso di energia deri­vante da fonti rinnovabili ma an­che un impegno in termini di effi­cienza energetica. Quanto al pi­lastro “prosperità” occorrerà, in particolare, focalizzarsi sulle sfi­de e opportunità della digitaliz­zazione. Non dimentichiamoci, inoltre, la questione del debito pubblico, che proprio durante la pandemia è aumentato: occorre evitare che possa essere il foco­laio di una nuova crisi globale; particolare attenzione sarà, in tale ambito, riservata alle esi­genze dei Paesi in via di svilup­po”

Ambasciatore Guariglia, lei ha assunto le funzioni di Am­basciatore di Spagna e Andor­ra a maggio 2020, in piena emergenza sanitaria. Che si­tuazione ha trovato e come so­no andati i primi mesi del suo mandato?

È proprio così. Sono arrivato in Spagna mentre era in vigore il primo “stato d’allarme” e i viag­gi tra i due Paesi erano ancora estremamente difficoltosi. I pri­mi mesi di lavoro sono stati mol­to intensi. Il Presidente del Con­siglio italiano è venuto in visita a Madrid nel mese di luglio e il Presidente del Governo spagnolo si è recato a Roma nel mese di ottobre in occasione del Foro di Dialogo. Poi ci sono stati diversi incontri e scambi di visite a livel­lo di Ministri degli Esteri, ma an­che dell’Interno e della Difesa, e a livello di Presidenti delle Ca­mere. E, infine, il Vertice inter­governativo svoltosi a Palma di Maiorca il 25 novembre 2020, con la presenza dei due Presiden­ti di Governo e una decina di Mi­nistri da ambo i lati. Tutti incon­tri e visite, questi, che non si svolgevano da diversi anni: cre­do dunque che si possa parlare di risultati più che soddisfacenti per i rapporti tra i nostri Paesi!  Tra le cose che la pandemia ci ha insegnato c’è proprio l’im­portanza di lavorare assieme. In questo senso, il Vertice di Maior­ca ha rappresentato una signifi­cativa conferma della forte sinto­nia tra Roma e Madrid sulle prin­cipali sfide del nostro tempo, a cominciare dalla lotta al Covid-19. Il lavoro congiunto dei nostri due Paesi è stato determinante, tra l’altro, per gli importanti ri­sultati raggiunti a livello euro­peo, a partire dall’accordo sul “Next Generation EU”.

Il 2020 è stato l’anno nero per le economie mondiali. C’è stato un rallentamento negli scambi commerciali Spagna Italia?

In effetti la crisi sanitaria ha inciso profondamente sull’anda­mento economico a livello glo­bale. In particolare, l’effetto re­cessivo non ha risparmiato le economie europee che, essendo all’interno di un mercato unico e quindi molto interdipendenti, hanno visto trasmettersi inevita­bilmente tale flessione anche a livello dei loro scambi commer­ciali.  La crisi ha colpito molto du­ramente l’economia italiana e quella spagnola che, per le loro caratteristiche, risultano tra le più danneggiate in Europa. An­che per questo, la diminuzione dell’interscambio bilaterale tra Italia e Spagna nel 2020 sarà molto significativa: dovrebbe ag­girarsi attorno al 15-20% rispetto ai volumi del 2019. Non va di­menticato però che i decrementi sono statisticamente più sostan­ziosi quanto maggiori sono i rap­porti commerciali in essere. E i nostri due Paesi, che con oltre 45 miliardi di euro di interscambio nel 2019 si sono dimostrati part­ner di primaria importanza l’uno per l’altro, ne hanno ovviamente risentito in maniera sensibile.  Ma tale interdipendenza com­merciale è anche la migliore base da cui ripartire per ritrovare slan­cio nel momento in cui l’anda­mento dell’economia, come au­spicato, inizierà a migliorare. I nostri Paesi sono già al lavoro per favorire questa ripresa. In occasione del Vertice bilaterale di Palma di Maiorca sono state rag­giunte importanti intese che defi­niscono una preziosa cornice di collaborazione in settori trainanti per la ricostruzione delle nostre economie, come il digitale, le in­frastrutture, la transizione ener­getica.

Attraverso il G20, la comu­nità internazionale avrà il com­pito di vincere grandi sfide: pandemia, cambiamenti clima­tici, sostegno all’innovazione. Che tipo di collaborazione ci sarà fra Spagna e Italia?

L’Italia detiene sia la presi­denza del G20 che la co-presi­denza della COP26, assieme al Regno Unito (che è a sua volta Presidente del G7), per cui in materia di ambiente si potrà co­gliere l’opportunità di stabilire le opportune sinergie tra i distinti formati. Sulle tematiche globali Roma e Madrid possono dirsi “like-minded”, la pensano cioè allo stesso modo, come evidente anche dai contenuti della dichia­razione politica conclusiva del Vertice di Palma di Maiorca.  In ambito G20 la Spagna ha, inoltre, guadagnato lo status di “invitato permanente” per cui parteciperà appieno sia al Vertice G20 del 30-31 ottobre che ai nu­merosi incontri ministeriali e preparatori organizzati dalla Pre­sidenza italiana. Sui temi del­l’ambiente, ad esempio, il Go­verno spagnolo ha adottato una serie di strategie e piani naziona­li volti alla de-carbonizzazione dell’economia, esercitando anche una leadership a livello interna­zionale interna­zionale, come dimostra l’avere presieduto a gennaio l’XI As­semblea dell’Irena, l’organizza­zione sulle energie rinnovabili con sede ad Abu Dhabi. La Spa­gna, che è al contempo fortemen­te impegnata per la consecuzione degli obiettivi di sviluppo soste­nibile dell’Agenza 2030, è in de­finitiva un partner fondamentale, su cui l’Italia conta molto.

Quali progetti futuri per le relazioni bilaterali, oltre il set­tore economico? E per l’Amba­sciata?

L’Ambasciata vuole essere il catalizzatore degli straordinari vincoli tra Italia e Spagna e ac­compagnatrice del dialogo politi­co, soprattutto in chiave europea. Cultura e turismo, in questa con­giuntura, sono i settori a cui cre­do sia giusto dedicare una parti­colare attenzione. Per quanto ri­guarda l’Ambasciata e la rete di­plomatico consolare italiana in Spagna, il nostro obiettivo è quello di essere sempre più vici­no agli italiani che risiedono o vivono temporaneamente in Spa­gna e a tutti gli spagnoli che so­no interessati all’Italia.  Oltre alla recente apertura di uno Sportello Consolare alle Ca­narie, c’è in cantiere il trasferi­mento del Consolato Generale di Barcellona in locali più moderni e funzionali e un innovativo pro­getto – di più lungo termine – di ristrutturazione degli uffici della Cancelleria Consolare di Madrid. Si tratta di programmi ambiziosi ma su cui siamo impegnati a fon­do perché riteniamo che miglio­reranno sensibilmente l’offerta di servizi a favore dei nostri conna­zionali.

 

Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica  del 29 marzo 2021

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