Non vi e’ dubbio che “la Vi­sion 2030 abbia generato un tan­gibile cambiamento nella struttu­ra economica del Paese, renden­dola piu’ dinamica, piu’ aperta agli investitori internazionali e piu’ allineata alle economie G20, di cui l’Arabia Saudita fa parte dal 2008”.

Sul piano piu’ strettamente economico, “la Vision ha contri­buito in primo luogo a migliora­re il clima complessivo. Sono state istituite numerose nuove agenzie esecutive ed autorita’ di controllo per potenziare l’effica­cia della macchina amministrati­va e creare singoli uffici (one-stop shops) per l’interfaccia con imprese e cittadini. Ne cito solo alcune: l’Autorità Generale per il Commercio Estero ed il nuovo sistema di Business Council con i principali partner internaziona­li; il rinnovato Ministero degli Investimenti con i suoi Business Centre per le licenze e l’Autori­ta’ per promuovere le piccole e medie imprese”.

Ambasciatore Cantone, quali nuove opportunità stan­no nascendo nel Paese di fronte alla pandemia e con quali so­stegni all’economia?

L’Arabia Saudita rappresenta un mercato in rapida trasforma­zione, quello con il maggiore po­tenziale di crescita nell’area del Golfo, alla luce del numero di abitanti e del taglio della sua economia. Nel 2020 la pandemia ha certamente generato una con­trazione, ma le proiezioni pre­sentano un chiaro quadro di ri­presa. Nel quadro della Vision 2030, lanciata nel 2016 dal Prin­cipe Ereditario, Mohammed bin Salman, è stato messo in cantiere un poderoso programma di rifor­me e progetti per accrescere la quota di Pil generata da altri set­tori, legati all’ambito dei servizi (con un focus su retail, ospitali­ta’, turismo e cultura), costruzio­ni (immobiliare ma anche grandi complessi infrastrutturali), logi­stica e trasporti, salute e farma­ceutico, nonche’ l’ulteriore svi­luppo del settore bancario ed as­sicurativo. Ecco, in tutti questi settori l’Italia vanta un’expertise di lunga data che puo’ incidere su questo mercato.

Come sono e stanno cam­biando scambio bilaterale, Ide italiani in Arabia Saudita e vi­ceversa?

L’andamento dei nostri flussi registra per il 2020 un saldo po­sitivo per l’Italia nella bilancia commerciale per circa 257 milio­ni di euro. Il valore complessivo delle nostre esportazioni si atte­entro sta a 3,217 miliardi di euro, testi­moniando la centralita’ dell’Ara­bia Saudita quale partner com­merciale per l’intera area Mena. Complessivamente, l’Italia si colloca all’ottavo posto tra i for­nitori dell’Arabia Saudita dopo Cina, Stati Uniti, Emirati, Ger­mania, Giappone, India e Francia e quindi al terzo posto tra gli Sta­ti membri dell’Ue. Sul piano del­la presenza imprenditoriale, l’Ita­lia vanta una posizione di primo piano nel settore Oil&Gas.  Le nostre eccellenze contri­buiscono da tempo al primato dell’industria petrolchimica sau­dita e la loro professionalita’ e’ riconosciuta ed apprezzata. Nell’attuale fase miriamo poi a sostenere le nostre imprese anche in quei settori su cui si sta foca­lizzando la Vision 2030. Da più parti, mi viene ripetutamente confermato l’interesse verso l’I­talia e il suo sistema produttivo, che gode qui come altrove di un’immagine molto positiva.

Quali sono le opportunità per le imprese italiane legate a Giga/ Mega projects previsti dalla Saudi Vision 2030?

I Giga-Projects spaziano dal­la costruzione della “smart-city” di Neom sul Golfo di Aqaba alla progettazione di lussuosi resort turistici sulla costa incontamina­ta del Mar Rosso, come Amaala e The Red Sea, fino alla realizza­zione del più grande parco tema­tico al mondo a Qiddiya, vicino Riad. L’ecosostenibilita’ e’ il principio cardine di tutti questi progetti, come quello che preve­de la trasformazione green di Riad con la piantagione di più 7,5 milioni di alberi.  A fine 2020, l’Ambasciata ha organizzato un webinar dedicato alle opportunità che si aprono in vari settori interconnessi con i Giga-Projects: progettazione ar­chitettonica; materiali edili e co­struzioni; mobili e design; ener­gie rinnovabili e tecnologie inno­vative. In termini tecnici, occorre che le imprese italiane si registri­no nella lista di fornitori (vendor list) delle societa’ incaricate di Per contro le importazioni si at­testano a 2,959 miliardi di euro in declino rispetto al dato del 2019, per effetto del calo del prezzo del greggio registrato du­rante la pandemia.  eseguire i Giga-projects e moni­torare regolarmente i possibili bandi gara.

Spazio e Intelligenza Artifi­ciale: in quale modo si sta ri­lanciando la cooperazione in questi settori?

Negli ultimi mesi l’Amba­sciata d’Italia a Riad ha avviato una serie di iniziative dedicate alle aziende italiane per illustrare le opportunità di investimento esistenti in Arabia Saudita, non solo con riferimento ai settori tradizionali dell’oil&gas, delle infrastrutture, etc. ma anche in quei settori dove la Vision 2030 dischiude nuove opportunità. Spazio e Intelligenza artificiale rientrano tra i settori prioritari su cui possiamo costruire la coope­razione economica tra Italia e Arabia Saudita del futuro. Nel settore AI, ad esempio, la strategia saudita lanciata ad otto­bre 2020 ambisce a smobilizzare entro il 2030 investimenti locali e internazionali per circa 20 mi­liardi di Euro, favorire la crea­zione di 300 start-up locali e for­mare 20 mila nuovi addetti del settore. Di questi piani e delle opportunità di collaborazione con l’Italia discuteremo in una tavola rotonda organizzata dall’Ambasciata e dall’Ufficio Ice di Riad a metà giugno. Ana­logo seminario virtuale è in pro­gramma per il settore dello spa­zio e si terrà molto probabilmen­te in autunno. Si tratta di iniziati­ve rivolte principalmente alle no­stre imprese e inquadrate nel più ampio impegno della Farnesina a sostegno dell’export e della ri­presa economica post-pandemia.

Energie pulite e sostenibi­lità ambientale. Un Paese che…

punta moltissimo sulla green economy, nonostante sia il primo produttore al mondo di idrocarburi. Durante la Presiden­za saudita del G20, l’Arabia Sau­dita ha promosso il concetto di ‘circular carbon economy’ ruo­tante attorno allo sviluppo di tec­nologie di cattura, uso e conser­vazione (Ccus) di emissioni di Co2, tramite cui riequilibrare l’industria Oil&Gas.  La Vision ha inoltre indivi­duato un chiaro obiettivo in rela­zione alla transizione energetica:  ­entro il 2030, meta’ del fabbiso­gno energetico del Paese dovra’ essere soddisfatto da fonte rinno­vabili, in primis eolico e solare, oltre che passare dal petrolio al gas per le centrali termoelettri­che. Un obbiettivo ambizioso, sul quale il Paese si sta impe­gnando molto. In questo senso, lungo tutto il corso del decennio vi saranno opportunita’ rilevanti per le nostre imprese attive nelle rinnovabili, alla luce dell’interes­se con cui l’Arabia Saudita guar­da al nostro modello di transizio­ne energetica.

Come si schierano coopera­zione culturale e opportunità per il settore cultura/entertain­ment/turismo?

Il settore culturale, l’industria dell’intrattenimento e il turismo costituiscono, nonostante le limi­tazioni imposte nell’ultimo anno dalla pandemia, uno dei pilastri fondamentali della Vision 2030. Le Autorità saudite intendono garantire, da una parte, una mi­gliore qualità della vita ai propri cittadini e, dall’altra, aprire il Paese al mondo, per permettere a tutti di godere delle sue innume­revoli bellezze paesaggistiche (la costa sul Mar Rosso o le monta­gne dell’Assir) e storiche (gli ot­to siti riconosciuti dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità).  Negli ultimi anni, le riforme sono state senza precedenti: dall’apertura dei cinema all’or­ganizzazione di concerti ed even­ti culturali di livello internazio­nale, dalle gare sportive in ogni disciplina all’attivazione dei visti turisti elettronici. Ma le opportu­nità economiche inesplorate sono ancora enormi. L’obiettivo ulti­mo è che la cultura contribuisca al 3% e il turismo al 10% del prodotto interno lordo entro il 2030. Pensiamo poi che il Ministe­ro della Cultura saudita, che è stato istituito nel 2018 e ha tra i suoi obiettivi quello di “fare del­la cultura uno stile di vita”, con­sta di 11 commissioni incaricate di promuovere lo sviluppo di al­trettanti settori: dai musei alla tu­tela del patrimonio culturale, dal­le arti culinarie alla moda, al de­sign e all’architettura. Le Auto­rità saudite guardano con grande interesse a possibili opportunità di collaborazione con l’Italia, sia nella sua componente istituzio­nale sia nel settore privato, per­ché il nostro Paese è riconosciuto a livello internazionale come una super-potenza culturale.

Tribuna Economica

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