Il Portogallo, attuale presi­dente del Consiglio dell'Ue, si trova ad affrontare il tema più complicato del Ventunesimo Se­colo: la pandemia da Covid-19. Il programma della presidenza si concentra, infatti, su cinque pun­ti, in linea con gli obiettivi del­l'agenda strategica

dell'UE: rafforzare la resilienza dell'Euro­pa; promuovere la fiducia nel modello sociale europeo; pro­muovere una ripresa sostenibile; accelerare una transizione digi­tale equa e inclusiva; riaffermare il ruolo dell'UE nel mondo, fa­cendo in modo che sia basato sull'apertura e sul multilaterali­smo. L'obiettivo è quello di con­seguire risultati tangibili nella ri­presa economica e guidare l'U­nione europea fuori dalla crisi. All' Ambasciatore del Portogallo in Italia, Pedro Nuno Bártolo, abbiamo chiesto che cosa è av­venuto in Portogallo e come il Governo há sostenuto il tessuto imprenditoriale durante questo periodo di crisi mondiale.

Ambasciatore Bártolo, il sostegno alle imprese da parte del Governo durante la crisi economica dovuta alla pande­mia, ha contribuito al mante­nimento della fiducia del siste­ma imprenditoriale. Com' è oggi la situazione dell'econo­mia portoghese?

Grazie per l’opportunità di potermi rivolgere ai lettori della prestigiosa Tribuna Economica, un punto di riferimento quanto a rigore e professionalità nella stampa italiana. La situazione dell’economia portoghese riflet­te inevitabilmente il forte impat­to della pandemia, analogamente a quanto accade negli altri paesi europei. Crediamo che il periodo più difficile sia già stato supera­to. Siamo convinti che sarà pos­sibile, con il proseguire del pro­cesso di vaccinazione e riapertu­ra graduale delle attività econo­miche e sociali nello spazio eu­ropeo e a livello globale, iniziare un processo di solida ripresa. Ci sono segnali positivi nell’econo­mia portoghese. Nonostante la contrazione del PIL avuta nel primo trimestre del 2021, il calo è stato più lieve rispetto ai trime­stri precedenti. Importante anche notare che questo primo trime­stre dell’anno ha coinciso con il periodo più difficile nel quadro della lotta al Covid-19, momento in cui il governo portoghese si è visto costretto ad applicare mi­sure particolarmente stringenti di lockdown generalizzato, nel frattempo concluse, che hanno prodotto i risultati sperati. Il Por­togallo è oggi, grazie agli sforzi di tutti i portoghesi, uno degl Stati-membri con meno contagi e morti per abitante. Questo si­gnificativo miglioramento ha de­terminato la recente decisione presa dal Presidente della Re­pubblica, Marcelo Rebelo de Sousa, che non ha prorogato lo stato di emergenza che era in vi­gore da molti mese nel paese. L’evoluzione della pandemia continuerà a essere attentamente analizzata dalle autorità porto­ghesi, ma la strada è aperta per poter aspirare a una relativa nor­malità, con un effetto molto po­sitivo nelle varie aree di attività, compreso il turismo.

Il Portogallo ha avuto un grosso onere nella Presidenza del Consiglio dell'Unione euro­pea. Quali i punti salienti?

La Presidenza Portoghese dell’Unione Europea, com’è no­to, è riuscita a far approvare gli strumenti necessari all’esecuzio­ne del programma Next Genera­tion EU e sta lavorando intensa­mente affinché sia possibile sbloccare, già per questa estate, i tanto necessari fondi di sostegno alla ripresa economica, che co­stituisce una della nostre priorità principali, assieme alle vaccina­zioni. Segnale di tale impegno è stato il fatto di essere stati il pri­mo Stato-membro ad aver pre­sentato il cosiddetto “Piano Na­zionale di Ripresa e Resilienza” alla Commissione Europea, altra cosa che ha contribuito al man­tenimento di questa fiducia. An­che per quanto riguarda il settore turistico, la Presidenza Porto­ghese dell’UE cerca di raggiun­gere un compromesso tra le va­rie istituzioni europee per l’ap­provazione del cosiddetto “certi­ficato verde digitale”, che per­metterà di ridurre considerevol­mente le restrizioni agli sposta­menti delle persone. Ci impe­gniamo, al tempo stesso, a lavo­rare per la diminuzione dei costi dei test per gli spostamenti. Il tu­rismo è un settore vitale per l’e­conomia dell’Europa.

Il Ministro delle Finanze portoghese, João Leão, ha re­centemente affermato che il Paese è riuscito a resistere alla crisi meglio del previsto. At­traverso quali strategie?

La buona risposta del Porto­gallo alla pandemia si deve, in gran parte, alla capacità di resi­stenza di diverse componenti. È da più di un anno che assistiamo a uno sforzo degno di nota da parte delle famiglie portoghesi e del tessuto imprenditoriale. Il governo portoghese è conscio del momento difficile passato dai portoghesi e ha approvato di­versi pacchetti di sostegno alle imprese, in particolare alle Pmi che costituiscono il tessuto im­prenditoriale essenziale in Porto­gallo, un po’ come in Italia. Nel 2021, e solo fino a marzo, il so­stegno statale straordinario alle imprese e famiglie ha superato i due miliardi di euro. Le misure di sostegno al costo del lavoro, come la cassa integrazione sem­plificata e il sostegno straordina­rio alla ripresa progressiva del­l’attività, hanno raggiunto i 649 milioni di euro. Per contestualiz­zare meglio queste sostegni, ba­sti pensare che in questo primo trimestre equivalgono all’84% del totale dei fondi allocati nel 2020, rappresentando quindi un aumento di quasi il 150% rispet­to alla media mensile dello scor­so anno.

In Portogallo, il tasso di di­soccupazione nel 2020 è st pari a al 6,8% e anche questo dato è stato migliore delle pre­visioni del Governo. Quali so­no le prospettive per il 2021?

Ci sono segnali di recupero, il governo sta adottando misure che permettono di ridurre l’im­patto della pandemia sull’occu­pazione nel settore del turismo e affini, che com’è noto ha un pe­so molto importante sul Pil por­toghese. A marzo, il tasso di di­soccupazione si è attestato al 6,5%, il valore più basso degli ultimi 10 mesi. Tuttavia, si stima che quest’anno il tasso di disoc­cupazione si situerà leggermente sopra rispetto all’anno scorso, intorno al 7,3%. Prevediamo una ripresa graduale entro il 2025.

Le relazioni commerciali con l'Italia hanno subito con­traccolpi nel 2020?

Sì, era inevitabile che succe­desse. Se consideriamo la varia­zione percentuale tra 2020 e 2019, il calo è evidente. Il setto­re turistico è stato uno dei più colpiti, con un calo del 60,5% nelle entrate provenienti dall’Ita­lia. Anche le esportazioni e le importazioni hanno subito un colpo significativo. Ho fiducia nella ripresa, sarà una questione di tempo. L’Italia è da qualche tempo il quarto maggior fornito­re del Portogallo e attualmente il quinto maggior mercato per le nostre esportazioni. Spero che il futuro prossimo ci riservi belle sorprese da questo punto di vi­sta.

In Portogallo il turismo è un elemento fondamentale del Pil. Come si prospetta la sta­gione turistica 2021?

È sempre difficile fare previ­sioni di questa natura, ma i dati che abbiamo indicano una ripre­sa che accompagnerà il ritmo dell’alleggerimento delle restri­zioni. Come si sa, l’efficacia del piano vaccinale riveste un ruolo di grande importanza in que­st’ambito. Il turismo è un setto­re vitale per l’economia del Por­togallo e, più generalmente, dell’Europa. Il vecchio continen­te continua a essere la prima de­stinazione turistica al mondo e il turismo sarà un settore chiave per incentivare la ripresa econo­mica europea. Per tutti noi, ma in special modo per il Portogallo e per l’Italia, che sono uniti in questo sforzo. Gli italiani trove­ranno sempre un ambiente sicu­ro, un’accoglienza calorosa, tan­te affinità, un’amicizia storica e una qualità della vita ecceziona­le in Portogallo. Speriamo che presto, già quest’estate, potremo avere il piacere di accogliervi di nuovo.

 

 

Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica del 24 maggio 2021

(© Riproduzione riservata)