Il Kazakhstan, in virtù della propria posizione di principale economia dell’Asia Centrale, “si è imposto naturalmente come po­lo di attrazione dell’interesse delle imprese italiane, anche quale “ponte” o “trampolino di lancio” per espandere le opera­zioni in altri mercati della regio­ne”:

nei Paesi appartenenti al Mercato Comune Eurasiatico, di cui il Kazakistan è uno dei fon­datori, e nella confinante Cina, con cui il Kazakistan ha stretto numerosi accordi commerciali. Guardando a ovest, invece, “l’Unione europea è già da tempo il principale partner commerciale del Kazakhstan, con quasi il 40% del suo com­mercio estero totale, e fornisce al Paese centroasiatico quasi la metà del flusso di investimenti diretti esteri in entrata”. Il partenariato UE-Kazakh­stan ha ricevuto un rinnovato im­pulso grazie all’Accordo Raffor­zato di Partenariato e Coopera­zione (Epca), entrato in vigore nel marzo 2020, il primo accordo del genere tra l’UE e un Paese centrasiatico.

Ambasciatore D’Avino, per chi ancora non lo conosce, che cosa è oggi il Kazakhstan sia sotto l’aspetto civile che im­prenditoriale?

Il Kazakhstan è un Paese di­namico e in crescita, che ha sa­puto costruire un successo eco­nomico degno di lode e imporsi come prima economia centrasia­tica, assicurando alla sua popola­zione il più alto reddito pro-capi­te e indice di sviluppo umano nella regione.  Le prospettive di sviluppo del Paese sono favorite da una popo­lazione giovane (l’età mediana è di poco superiore a trent’anni), mediamente ben istruita e in cre­scita, fattore che alimenta la co­stante tendenza all’inurbazione e allo sviluppo dei grandi centri come Nur-Sultan, Almaty, Turkistan e Shymkent.  Il Kazakhstan ha anche com­piuto concreti passi in avanti per creare un clima imprenditoriale propizio per gli investimenti, co­me l’istituzione dell’Astana In­ternational Financial Centre, i recenti progressi compiuti per l’approvazione di un Ecocode equilibrato, una legislazione sul­la depenalizzazione dei reati fi­scali e la previsione di un “mec­canismo di accordo strategico di investimento” tra il governo e gli investitori strategici esteri che consentono agli investitori di ne­goziare i termini di un progetto in corso direttamente con il Go­verno.  Questi sviluppi testimoniano una tendenza positiva conferma­ta, ad esempio, dalle 32 posizioni guadagnate in due anni nell’indi­ce di liberta’ economica e l’ou­tlook stabile assegnato unanime­mente delle principali agenzie di rating.

Parlando di rapporti Italia-Kazakhstan, come si possono definire quali bilaterali/econo­mici e diplomatici?

Secondo i dati divulgati dal­l’Istituto Nazionale di Statistica kazaco, nel 2019 l’Italia si è con­fermata terzo partner commer­ciale del Kazakhstan e primo tra i Paesi della Ue, con esportazioni che hanno sfiorato il livello re­cord di oltre 1,1 miliardi di euro, prima dell’inevitabile contrazio­ne registrata lo scorso anno. So­no circa 160 le aziende e le joint venture a capitale italiano che operano nel Paese.  I settori tradizionalmente più importanti per il partenariato economico bilaterale, oltre al­l’importantissimo comparto dell’Oil&Gas e dell’indotto cor­relato, sono quello dei beni stru­mentali, in particolare dei mac­chinari e dei beni industriali in­termedi, che nel biennio 2018-2019 precedente alla crisi pande­mica avevano trainato l’eccezio­nale boom dell’export italiano verso il Kazakhstan (+70%), e quello dei beni di consumo, che ha resisto bene anche a seguito della crisi pandemica.  Sul piano politico, è impor­tante ricordare innanzitutto che l’Italia è stata tra i primi Paesi occidentali a riconoscere la neo­nata Repubblica del Kazakhstan all’indomani dell’indipendenza, ad allacciare con essa relazioni diplomatiche (di cui l’anno pros­simo ricorrerà il trentennale) e ad aprire un’Ambasciata nel Paese. Da allora, il costante sviluppo delle relazioni politiche, econo­miche e culturali è stato reso possibile da un dialogo costante tra i due Paesi, che ha consentito di sintetizzare importanti conver­genze a livello bilaterale, come pure in seno ai principali organi­smi multilaterali.

A proposito di rapporti tra i due Paesi come si posizionano e con quali prospettive gli inve­stimenti italiani nel Paese e vi­ceversa?

Le economie dei nostri due Paese hanno raggiunto un eleva­to livello di sinergia e comple­mentarietà. Nella maggior parte dei casi la presenza delle nostre imprese in Kazakhstan ha preso la forma di joint-venture con partner locali (oltre 160). Ad esempio, nel solo settore energe­tico si calcola che le aziende ita­liane in Kazakhstan producano circa 2mld Usd di fatturato an­nuo ed impieghino un totale di 15mila addetti.  Attualmente, la presenza im­prenditoriale italiana è molto va­riegata per settori e dimensioni e nel corso degli anni ha imparato a conoscere le caratteristiche del mercato kazako e identificare e cogliere le opportunità di colla­borazione.  Anche nell’anno della pande­mia e del crollo dei prezzi delle materie prime a livello globale si è registrata l’assegnazione di consistenti commesse e l’avvio di progetti di collaborazione in­dustriale a beneficio delle azien­de italiane, in settori che spazia­no dall’Oil&Gas, alla logistica, dalla produzione di energie rin­novabili fino all’agribusiness.

Come si muove l’economia del Paese e quali sono i possibi­li scenari per lo sviluppo dell’e­conomia kazaca nei prossimi decenni, alla luce delle sfide globali?

Nel 2020 il Kazakistan ha re­gistrato una contrazione del Pil pari al 2,6% dovuta all’effetto congiunto del forte calo del set­tore dei servizi (-5,6%) e della ri­duzione dell’export di petrolio e di materie prime (-5%), conse­guenze delle misure di conteni­mento del virus adottate dalle au­torità e della contrazione della domanda globale. In controten­denza, invece, sono risultati il settore agricolo (+5,6%) e quello delle costruzioni, che con un +11,2% ha consentito di ridurre l’impatto della pandemia sull’andamento dell’economia.  Al Governo del kazako va dato atto di aver messo pronta­mente in campo un ampio pro­gramma di provvedimenti diretti a minimizzare l’impatto della crisi sul tessuto socio-economico piu’ colpito dalla crisi, del valore stimato in circa 10 miliardi di Usd (5,7% del Pil). Allo stesso tempo, su impulso del Presidente Tokayev, dallo scorso settembre e’ stato avviato un piano di rifor­me dirette a stimolare la compe­titivita’ del Sistema Paese, diver­sificare il tessuto produttivo e in­centivare l’attrazione degli inve­stimenti stranieri, con l’obiettivo di raggiungere un tasso di cresci­ta pari al 5% entro il 2025 e, quindi, entrare a far parte delle 30 principali economie mondiali entro il 2030.

In quale modo il nostro Si­stema Paese aiuta e promuove Azioni di Diplomazia economi­ca e diplomazia culturale?

In una fase caratterizzata dal­la necessita’ di sostenere la ripre­sa e di accompagnare il processo di diversificazione del sistema produttivo locale, puntando sui settori strategici dell’agribusi­ness, della meccanica e della economia verde, ritengo vi siano ampi margini di opportunita’ per il “Sistema Italia”. Ne e’ esem­pio tangibile la recente storia di successo del gruppo Sdf di Tre­viglio che, accompagnato da questa Ambasciata, ha concluso un importante contratto per l’as­semblaggio di macchine agricole a Kostanay con la Agromash Holding, o ancora l’interesse di Confindustria a costituire entro la fine del 2021 una propria filia­le nel Paese, analogamente a quanto fatto con successo in Rus­sia e in altri Paesi della regione. Il prossimo 9 giugno, inoltre, avra’ luogo il Business Forum Italia-Kazakhstan, organizzato e promosso dal Maeci, dal Mini­stero degli Esteri kazako, Con­findustria, l’Ambasciata d’Italia in Kazakhstan, l’Agenzia Ice, in collaborazione con i partner ka­zachi Kazakh Invest e Atameken. Si tratta solo di alcuni degli in­numerevoli esempi concreti del sostegno che le istituzioni italia­ne impegnate sul territorio pos­sono mettere in campo per con­sentire al nostro sistema produtti­vo di esportare e internazionaliz­zarsi.  Nell’arco di tre anni, grazie all’impulso di questa Ambascia­ta, si sono triplicati i corsi di lin­gua italiana nelle universita’ ka­zake e con il sostegno del grup­po Eni e’ stato istituito un centro culturale nella capitale dedicato a Enrico Mattei. Proprio in ragione di questo accresciuto in­teresse da parte kazaka, il Maeci ha deciso di istituire ad Almaty il primo Istituto Italiano di Cultura in tutta la regione dell’Asia Cen­trale e del Caucaso, che con ogni probabilita’ verra’ inaugurato nel corso del 2022, trentesimo anni­versario delle relazioni diploma­tiche tra i due Paesi.

 

Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica del 24 maggio 2021

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