L’arrivo del nuovo Amba­sciatore, Carlo Formosa, a Gen­naio del 2020 ha segnato un mo­mento di consolidamento del rapporto di collaborazione esi­stente tra l’Ambasciata d’Italia a Lisbona e la Camera, nonchè un coordinamento ancora più fatti­vo delle risorse a favore

del Si­stema Italia in Portogallo”. I ri­sultati si sono tradotti nella rea­lizzazione congiunta di 8 Azioni di informazione e supporto a di­stanza delle imprese svolte tra Aprile e Dicembre. Queste iniziative, oltre a di­mostrare l’agilità della Camera nel rispondere alla grande sfida di reinventarsi, rivelano quanto il Sistema Italia in Portogallo operi in maniera coordinata, ot­timizzando le risorse disponibili e unendosi attorno al comune obiettivo della promozione del made in Italy”.

Presidente Cianci, Porto­gallo, mercato relativamente piccolo ma sviluppato sotto l’a­spetto tecnologico e della pre­parazione degli operatori eco­nomici. Che cosa ci può dire a riguardo?

Il Portogallo, ormai da diver­si anni, sta puntando molto sul mercato dell’innovazione tecno­logica. Ne è un esempio lampan­te il WebSummit, la conferenza sulle tecnologie più importante d’Europa che si svolge a Lisbona dal 2016. Il Paese è riuscito ad attrarre tante startups che si sono stabilite in Portogallo grazie al costo della vita relativamente basso ed alla disponibilitá di tan­ti giovani talenti. A tale proposi­to la nostra Camera di Commer­cio è molto attiva nell’agevolare incontri tra aziende e startups. Facendo leva sui nostri rapporti con le aziende del territorio por­toghese, abbiamo sviluppato un’iniziativa, a partire dal con­cetto di Innovazione Aperta, che prende il nome di Tech Challen­ges: grazie a questa piattaforma, interamente digitale, le imprese possono creare nuove soluzioni, strumenti e competenze tecnolo­giche mettendosi a confronto con realtà esterne, in particolar modo con le startups. Per quanto ri­guarda gli operatori economici portoghesi riscontriamo negli ul­timi tempi un apprezzabile tenta­tivo (in particolare da parte delle Pmi) di aumentare i propri inve­stimenti nel settore degli stru­menti digitali. Il passo da fare non è solo economico, ma so­prattutto psicologico: gli impren­ditori portoghesi si sono convinti che la miglior risposta alla crisi sanitaria mondiale è l’evoluzione sul piano digitale. Un impegno tecnologico fondamentale per mantenere il passo con quelli che saranno certamente i mercati del futuro.  

La pandemia ha messo a dura prova tutte le varie Ca­mere di Commercio nel soste­gno al nostro Sistema impren­ditoriale all’estero: quali spun­ti e soluzioni avete trovato al fine di dimostrare alla comunità d’affari italiana che esistono interessanti spazi di mercato anche in Portogallo?

Le Camere di Commercio Italiane all’Estero, così come al­tre strutture simili, sono state for­temente penalizzate dalle restri­zioni di mobilità e dal distanzia­mento sociale dovuti alla pande­mia. La maggior parte dei nostri progetti erano basati su attività presenziali: fiere, riunioni B2B, eventi di networking sono stati tutti cancellati nel 2020. Abbia­mo subito capito che dovevamo stare ancora piú vicini agli ope­ratori economici e perciò abbia­mo deciso di potenziare la nostra comunicazione digitale. A partire dall'inizio di Aprile, l'emergenza sanitaria che si è rapidamente diffusa in Europa e nel mondo ci ha segnalato la necessità di man­tenere ancora più forti i legami con gli associati e i partners della Camera e ci ha spinto a creare 2 nuove iniziative: Informati e Uniti; Vitrine dos Sócios (Vetri­na dei Soci).

Parlando di settori interes­santi come, ad esempio, ener­gia alternativa, meccanica di precisione e tecnologia applica­ta, sanità: quali sono le oppor­tunità per le nostre aziende?

Come accennato precedente­mente, il Portogallo vuole cam­biare marcia sul mercato dell’in­novazione tecnologica mondiale e in questo senso le opportunità per le aziende italiane sono mol­to importanti, anche nei settori da lei citati. Il Portogallo è uno dei leader mondiali per l’incor­porazione di energie alternative nella produzione nazionale di elettricità, superato solo da Paesi come Danimarca, Uruguay, Ir­landa e Germania. La produzione di elettricitá da fonti rinnovabili giá rappresenta oltre il 50% del fabbisogno energetico nazionale. Per quanto riguarda la meccanica di precisione e la tecnologia ap­plicata, il Paese vuole accelerare e in questo senso ha avuto molta risonanza la notizia del novem­bre scorso, in cui si è annunciato che il Portogallo sarà partner principale della fiera Hannover Messe 2022, una delle principali fiere tecnologiche mondiali. Infi­ne, nel settore sanitario abbiamo già favorito degli incontri positi­vi e molto apprezzati tra aziende italiane e portoghesi che nell’ul­timo anno hanno sviluppato tec­nologie innovative e strumentali alla lotta contro il Covid-19.

Come vengono agevolati gli investimenti esteri nel Paese?

Tra le iniziative governative da segnalare per gli imprenditori e per le startups estere che voles­sero investire in Portogallo indi­chiamo sicuramente: Startup Vi­sa (programma già avviato), EResidency, Balcão do Empren­deedor One Stop Shop, Startup Hub (queste ultime annunciate 5 all’inizio del 2020 e la cui imple­mentazione è stata decisamente rallentata a causa della crisi pan­demica). Per gli investitori di na­zionalità non-EU ha avuto note­vole successo il programma Gol­den Visa iniziato nel 2012. All’i­nizio di quest’anno, la Câmara Municipal di Lisbona ha indetto un programma di crescita desti­nato ad attrarre investitori stra­nieri con progetti innovativi nel settore IT.  Stiamo sviluppando in questi giorni un E-Book di presentazio­ne del Portogallo che conterrà i principali dati macroeconomici, i principali settori economici, ca­ratteristiche del paese, agevola­zioni per gli investimenti ed altre interessanti e utili informazioni per gli imprenditori italiani inte­ressati ad affacciarsi sul mercato portoghese.

 

 

Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica del 24 maggio 2021

 

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