Certamente la pandemia ha determinato un impatto non se­condario sull’economia porto­ghese, in linea con quanto acca­duto in tutti i Paesi europei. Se raffrontiamo i dati del 2020 ri­spetto a quelli, straordinaria­mente positivi, di fine 2019, rile­viamo un oggettivo affaticamen­to

complessivo del sistema, in­dotto soprattutto dalle difficoltà dell’industria del turismo, che concorre per oltre il 15% alla formazione del Pil. Ma il Porto­gallo sarà tra i Paesi che in Eu­ropa supereranno meglio e più velocemente questa crisi”.  Le prospettive per i prossimi anni “sono infatti molto buone e generalmente sempre al di sopra della media dei Paesi Ue”. Già per il 2021 la stima di crescita è di oltre il 4% per cen­to, che nel 2022 arriverà al 5,1% nelle previsioni della Commis­sione europea, per assestarsi poi su tassi di crescita stabilmente ben superiori al 2% negli anni seguenti. Anche nel delicato campo dei conti pubblici, nelle proiezioni del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) il saldo di bilancio rispetto al Pil evolverà dal -6,1% di fine 2020 al +0,5 già nel 2024.

 

Ambasciatore Formosa, sia­mo quasi al termine del Seme­stre di Presidenza portoghese del Consiglio dell’Ue; quali so­no le azioni concrete portate a termine (o che saranno portate a termine) entro il semestre?

Direi che senz’altro la Presi­denza portoghese ha già raggiun­to risultati eccellenti, ed entro la conclusione del semestre ne rea­lizzerà ancora di ulteriori. Pro­prio in queste settimane è stata avviata la Conferenza su Futuro dell’Europa, che è uno straordi­nario esercizio di partecipazione diffusa dei cittadini nel tempo del digitale, e che discuterà temi determinanti per il destino del­l’Unione, quali l’immigrazione, la riforma delle regole di politica fiscale e le nuove forme di de­mocrazia per le istituzioni euro­pee. Molto rilevante è stato il ruolo della Presidenza anche nel conferire un’accelerazione al­l’avvio ad operatività del com­plesso programma del Next Ge­neration EU, che consentirà un’uscita veloce ed equilibrata dalla crisi per gli Stati Membri. Determinante poi e’ stata la me­diazione della Presidenza nel consentire il superamento di vi­schiosità che avrebbero potuto avere riflessi negativi nel campo della salute, favorendo ad esem­pio il raggiungimento di un ac­cordo per la distribuzione dei vaccini e consentendo di ottenere progressi decisivi sul Digital Green Certificate in vista di una soluzione condivisa entro l’esta­te.  Tra gli eventi caratterizzanti l’impegno portoghese nell’ambi­to del semestre va ovviamente ri­cordato il Social Summit, che con la dichiarazione di Oporto ha coronato il cammino intrapreso  quasi un lustro fa nel campo del sociale, arrivando finalmente a condividere una prima forma di coordinamento dei mercati del lavoro e soprattutto dei diritti so­ciali. Ciò, tenendo a mente gli obiettivi di transizione energetica e digitale, giusta e inclusiva, al quale il Vertice è stato dedicato.  Volendo limitarsi a citare le più rilevanti tra le politiche setto­riali di maggior interesse anche per l’Italia, oltre agli sforzi per arrivare a un Patto europeo sul­l’immigrazione, il Portogallo sta lavorando per l’adozione della nuova Politica Agricola Comune (Pac), e sta realizzando impor­tanti passi verso l’elaborazione della Bussola Strategica, che mi­ra a definire gli indirizzi dell’U­nione nel campo della difesa co­mune.

 

Può esserci un filo condut­tore su Semestre di Presidenza Portoghese e G20?

Il Semestre di Presidenza portoghese e la Presidenza italia­na del G20 possono creare siner­gie per raggiungere importanti ri­sultati, mirando agli stessi obiet­tivi: definire le modalità della ri­presa post-pandemica; affrontare le criticità nel settore sanitario per rendere più resilienti i siste­mi nazionali, regionali e multila­terali; stabilire mete e modalità per le transizioni climatica ed energetica; ridefinire le regole del commercio internazionale e sfruttare il potenziale offerto dal­le nuove tecnologie. A queste grandi sfide le due Presidenze cercano risposte eque ed efficaci che possano porre le basi per una crescita inclusiva e sostenibile per le nuove generazioni, in cui i 3 pilastri dell’azione italiana, persone, pianeta e prosperità, coincidono con le priorità porto­ghesi della crescita verde, digita­le e inclusiva. Esempio di tale approccio sinergico è dato dal­l’organizzazione da parte della Presidenza italiana del G20 e della Commissione europea, il prossimo 21 maggio, del Summit globale per la salute.

 

In tutto questo, come si in­serisce il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza?

C’è da notare innanzitutto che le risorse di cui potrà dispor­re il Portogallo saranno partico­larmente ingenti, essendo il se­condo beneficiario in assoluto nel rapporto fondi/Pil nell’ambi­to del Next Generation EU. Li­sbona usufruirà infatti di ben 16,6 miliardi (13,9 miliardi di sussidi e solo 2,7 in prestiti, sui 14,7 comunque disponibili), ed essendo stato il primo Paese dell’Unione Europea ad avviare un’interlocuzione con la Com­missione sulla base di una prima bozza di documento, e primo a presentare formalmente il Piano Nazionale di Ripresa e Resilien­za (Pnrr), lo scorso 22 aprile, il Portogallo sarà tra i primissimi a Parlando di settori green e digitale quali sono i maggiori provvedimenti presi?  Si tratta innanzitutto di settori ritenuti determinanti nelle pro­spettive complessive di medio-lungo termine per il Paese, e ai quali peraltro il Pnrr riserva, per le rispettive transizioni, oltre un terzo dei fondi del NGEU. Il poter disporre già quest’estate della prima tranche dei contributi assegnati. Gli effetti di tale di­sponibilità di risorse avranno un effetto immediato sul sistema, essendo il piano concepito in as­soluta continuità rispetto all’at­tenzione che queste autorità ave­vano gia’ da alcuni anni scelto di dedicare ai settori del green, del digitale, delle infrastrutture e della riqualificazione del capitale umano. Grazie a un ottimale mix tra investimenti e riforme, l’im­patto sull’economia dei nuovi impeghi in particolare nel campo delle politiche di sostenibilità ambientale e digitalizzazione sarà di circa 22 miliardi di euro in 5 anni, operando da catalizza­tore e moltiplicatore del poten­ziale di crescita del Paese.  Portogallo ha fatto da anni della green economy un fattore chiave della propria crescita. Le priorità in quest’ambito riguardano la ri­duzione delle emissioni di gas a affetto serra fra il 45% e il 55% entro il 2030 e l’incorporazione del 47% delle fonti di energia rinnovabile nel consumo finale di energia, nonché l’efficienza energetica. I progetti per la rea­lizzazione di queste priorità sa­ranno legati alla decarbonizza­zione del settore industriale, al­l’idrogeno (al quale, tra fondi di bilancio, NGEU e investimenti privati Lisbona intende dedicare oltre 8 mld di euro), alle rinnova­bili, alla bioeconomia alla mobi­lità sostenibile, all’efficienza energetica degli edifici e al mare. Anche nel digitale il Porto­gallo - che ospiterà fino al 2028 il Web Summit, uno dei più im­portanti appuntamenti globali le­gati al mondo delle start up - par­te da una posizione di vantaggio rispetto agli altri partner europei. Nel Pnrr circa il 15% del totale dei fondi verrà dedicato a questo settore, che si intende qui svilup­pare attraverso azioni trasversali che favoriscano una digitalizza­zione veramente a 360 gradi, con un campo di interessamento che va dalle imprese 4.0, alla scuola digitale, alla digitalizzazione del­la pubblica amministrazione e fi­no a un imponente programma di riqualificazione del capitale  umano anche di età più avanzata.

 

Come si inseriscono attività e iniziative dell’Ambasciata e del sistema Paese a sostegno delle opportunità commercio e investimenti?

L’Ambasciata programma e coordina una costante azione in­tegrata di sostegno alle imprese e di promozione del “made in Italy” in collaborazione con gli altri componenti del Sistema Ita­lia: l’Ice-Agenzia per la promo­zione all’estero e l’internaziona­lizzazione delle imprese italiane e la Camera di Commercio italia­na per il Portogallo e l’Istituto italiano di cultura.  Trasformando le limitazioni dovute alla pandemia in opportu­nità e per ampliare al massimo il bacino dei destinatari, è stata po­tenziata l’offerta di contenuti di­gitali, fra cui webinar a cadenza mensile che hanno coinvolto complessivamente un migliaio di imprese. Per dare il senso di quanto si sia riveleta efficace la riqualificazione in senso digitale della nostra offerta di informa­zione e attivita’ di promozione, nel solo contesto della “Settima­na della Cucina Italiana” siamo stati in grado di raggiungere oltre 700 mila persone.  Per rimanere sempre vicini con informazioni e iniziative in grado di stimolarli all’interesse verso il Portogallo abbiamo ov­viamente potenziato molto la co­municazione, potenziando l’of­ferta attraverso i social, ristruttu­rando il sito dell’Ambasciata e lanciando la newsletter economi­co-commerciale mensile “Ita-Novidades”.

 

 

Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica del 24 maggio 2021

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