Prima di investire in Croazia bisogna sapere che “si prospetta una forte vitalità imprenditoriale e produttiva in Croazia nei pros­simi anni, e volontà di attrarre investimenti stranieri”. Grazie alla sua strategica po­sizione geografica e alla sua ani­ma mediterranea, “la Croazia

ha un importante valore anche co­me hub regionale per attività economiche e imprenditoriali nella regione balcanica e nel­l’Europa sud-orientale”. La pandemia ha, inoltre, sot­tolineato l’importanza dei buoni rapporti di vicinato. La tradizio­nale amicizia tra i nostri due pae­si può essere il motore di nuove possibilità ed iniziative.

 

Ambasciatore Sacco, a li­vello economico, come il Paese sta uscendo dalla pandemia?

Dopo un calo record del pil nel 2020, pari all’8,4%, dovuto al lockdown dell’economia du­rante l’emergenza sanitaria a li­vello globale, quest’anno la Croazia inizia a registrare se­gnali di ripresa economica. Nel periodo gennaio-aprile 2021, l’export totale della Croazia ha registrato un aumento del 19,9%, mentre l’importazione totale è cresciuta del 13,5% ri­spetto allo stesso periodo del­l’anno scorso. Anche l’inter­scambio bilaterale italo-croato, che pure l’anno scorso aveva sofferto a causa della pandemia, è tornato a correre nel primo quadrimestre del 2021: circa +12% le esportazioni italiane, e +33% quelle croate. Anche il settore turistico che incide fortemente nell’economia nazionale ha visto, nei primi cin­que mesi, un notevole incremen­to sia nel numero degli arrivi  (+42,3%) che nel numero dei pernottamenti (+37,7%). Con le procedure già avviate per adotta­re la moneta unica nel 2023 e con la prospettiva di avere a di­sposizione, nel prossimo periodo pluriennale inclusi i fondi del Next Generation EU, oltre 20 miliardi di euro dai fondi euro­pei, la Croazia sembra avere le carte in regola per il rilancio eco­nomico nei prossimi mesi.

 

Il ruolo della Croazia in Europa: spettatore o, nel pro­prio ruolo, protagonista?

La Croazia è fortemente inte­grata nell’Unione Europea per ragioni geografiche, storiche e culturali, ed è per questo motivo che l’Italia ha fortemente voluto e sostenuto sin da subito l’in­gresso dellaCroazia nella Ue, di cui fummo i primi a ratificare il trattato di adesione. Consideriamo la Croazia un partner privilegiato per la tratta­zione e la gestione delle princi­pali questioni dell’agenda euro­pea, e soprattutto di quelle che riguardano aree prioritarie per il nostro Paese quali quella adriati­ca, l’Europa sudorientale e la re­gione balcanica, verso la quale, in particolare, Italia e Croazia condividono gli stessi interessi strategici e lo stesso impegno fi­nalizzato alla stabilizzazione ed integrazione europea della regio­ne.  Un’ulteriore area fondamen­tale per la sicurezza di tutto il  continente europeo, verso cui il Governo croato sta mostrando sempre maggior attenzione, è quella del Mediterraneo. Per questo motivo l’Italia ha sostenu­to fortemente l’adesione di Zaga­bria al Med7, l’importante foro di cooperazione dei Paesi medi­terranei dell’Ue.

 

A proposito di Europa, che cosa ci si aspetta dal Pnrr e dai relativi fondi a favore del Pae­se anche per rapporti commer­ciali?

La dotazione finanziaria del Next Generation EU, lo strumen­to per la ripresa economica dagli effetti della pandemia da Covid-19 - pari per la Croazia a quasi 10 miliardi € - sarà anche un’op­portunità per orientare l’econo­mia croata verso un processo di digitalizzazione più sostenuto - obiettivo al quale saranno desti­nate porzioni consistenti di tali fondi - l’industria 4.0, la transi­zione ecologica e modelli soste­nibili per la produzione indu­striale. Tale afflusso di fondi Ue rappresenterà senz’altro un’op­portunità importante per imprese ed investitori, segnatamente di un Paese come l’Italia – secondo partner commerciale della Croa­zia e tra i cinque principali inve­stitori esteri in Croazia. Secondo le proiezioni del Governo croato, il Pnrr dovrebbe contribuire a una crescita del Pil pari al circa il 6% quest’anno.

 

Ruolo di banche e finanza all’interno del Paese. Come si muove il settore?

La collaborazione nel settore bancario e finanziario fra Italia e Croazia è assolutamente straordi­naria. Le due principali banche del Paese, Zaba e Pbz, sono control­late rispettivamente da Unicredit e Intesa SanPaolo. Nel comples­so le banche italiane coprono ol­tre il 50% mercato croato. Si tratta di una risorsa e di uno stru­mento fondamentale, ai fini di ulteriori investimenti e collabo­razioni imprenditoriali italiani nel Paese. Le banche hanno svol­to un ruolo essenziale di sostegni a imprese e consumatori durante la pandemia, gestendo le linee di credito di liquidità e le garanzie dello Stato, nonché sospendendo le rate mutui e i prestiti. Proprio nell’anno dello shock economi­co, il 2020, la Bce ha finalizzato una valutazione approfondita del sistema bancario croato e ha identificato otto istituti di credito come ‘enti significativi’, sottopo­nendoli alla sua vigilanza diretta. E’ un’altra conferma della stabi­lità del mercato finanziario e del­la sua tolleranza al rischio.

 

Quali sono i margini nei settori tradizionali e nuove op­portunità per le aziende italia­ne che hanno investimenti o vogliono investire nel Paese?

I settori di collaborazione tradizionale tra l’Italia e la Croazia sono quello agroin­dustriale, mac­chinari-metal­meccanico, tes­sile ed energeti­co. La Croazia è un mercato di dimensioni ri­dotte, ma allo stesso tempo di­namico, pro­gressivamente più aperto agli in­vestimenti esteri ed offre molte opportunità anche in una assai più ampia ottica regionale. In ag­giunta, prevediamo che nei pros­simi 5 anni vi saranno importanti opportunità imprenditoriali per le imprese italiane, che potranno sfruttare il forte afflusso di fondi, combinato disposto dei fondi Ue in arrivo e di investimenti da par­te governativa, segnatamente nei settori turistico, edile ed infra­strutturale, delle fonti di energia rinnovabili, della blue economy, alla transizione digitale. C’è for­te vitalità nei rapporti bilaterali e volontà di accrescerli ulterior­mente: ne è testimone il recente progetto di incontri virtuali B2B sulla piattaforma Go Global Go Virtual, svolto in collaborazione tra l’ufficio zagabrese dell’Ice e la Camera Nazionale dell’Econo­mia croata, a cui hanno parteci­pato oltre 800 imprese croate ed italiane nell’arco di circa un me­se.

 

Quali sono peculiarità e problematiche del Paese per un investitore?

In passato gli investitori stra­nieri lamentavano talvolta pro­blematicità in relazione alla bu­rocrazia, alla pubblica ammini­strazione lenta e a inefficienze del sistema giudiziario. A partire dall’ingresso nell’Ue nel 2013, tuttavia, la Croazia ha armoniz­zato le proprie normative con le direttive europee, ponendo pro­gressivo rimedio a tali criticità, sebbene occorrano ancora rifor­me incisive. Gli imprenditori italiani che ho avuto l’opportunità di incon­trare nell’anno e mezzo di mio mandato finora in Croazia - e ab­biamo avuti diversi casi, anche di aziende di una certa dimensione, di nuove presenze imprenditoria­li italiane nel Paese - hanno tutti espresso una positiva valutazione della loro esperienza di investi­mento nel Paese, dunque mi sen­tirei di fornire un quadro rassicu­rante per coloro che desiderino investire in Croazia.

 

Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica del 28 giugno 2021

 

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