Il declino del Covid confer­ma la forza della bilancia com­merciale Italia-Canada, che ha mostrato una leggera perdita nei confronti dell’Italia ed un au­mento nei confronti del Canada. All’inizio del Covid erava­mo molto preoccupati per il fu­turo delle nostre attività

e della nostra città e naturalmente della nostra nazione – dichiara­no i due copresidenti Altomare e Pelliccione , due imprenditori di notevole importanza nel tes­suto economico cittadino – ma Toronto , nonostante il crollo del settore “hospitality” e della ristorazione ( l’associazione dei ristoratori canadesi ha previsto una chiusura del 60 per cento dei locali) si manifesta ancora una volta come la capitale eco­nomica ed il motore finanziario del Canada”

Toronto contribuisce al 20% del Pil Canadese (L’Onta­rio contribuisce invece a circa il 40% del Pil del Paese).

Se da un lato l’immobilia­re attraversa un momento di crisi per quanto concerne il commerciale (grande offerta di spazi nella città a causa del cambiamento dell’ambiente la­vorativo ( smartwork), il resi­denziale sia in verticale che in orizzontale continua la suamar­cia trionfale. - Il made in Italy continua a farla da padrone in città – e secondo Altomare e Pelliccione - soprattutto per quanto riguarda l’agroalimen­tare e gli alcolici. Toronto è un mercato estremamente duttile, agile, libero da vincoli burocra­tici e dove si consuma molto : questo per la sua natura poli­glotta e multietnica.

Se la grande comunità italia­na di Toronto (più di mezzo mi­lione di abitanti hanno origini italiane) ha fatto da trampolino di lancio per molti prodotti dell’agroalimentare sin dagli anni ‘50, sicuramente oggi il consumo si è esteso ai grandi gruppi etnici che rappresentano la città: ebrei, cinesi, indiani, ispanici e via dicendo.  Toronto ha una borsa dina­mica, una delle più importanti (se non la più importante per quanto concerne i titoli minera­ri), per i titoli finanziari.  Le previsioni di crescita non sono eccezionali, ma sono co­stanti, per un’economia che no­nostante l’onda Covid è riuscita a mantenersi grazie anche ai molti programmi federali di so­stegno alle aziende, alle impre­se e all’industria. Il governo di Justin Trudeau pare che annun­cerà elezioni anticipate, certa­mente per godere del vantaggio di un’economia fortemente sus­sidiata, ma anche per evitare il boomerang di un deficit aumen­tato enormemente a causa dei tanti programmi di sostegno at­tuati in quest’anno e mezzo.

L’Italia dovrebbe trarne vantaggio” dicono i due copre­sidenti.

I grandi fondi pensionistici si sono mossi in tutti i mercati mondiali e anche in quello ita­liano, ma dichiarano Altomare e Pelliccione “le Camere di Commercio italiane in Canada si sono avvicinate alle comu­nità italiane locali per invo­gliarle a investire in Italia e questo è un patrimonio che po­trebbe essere di grande impor­tanza per l’Italia, considerando l’enorme successo degli italia­ni in Canada, che oggi occupa­no le posizioni più prestigiose nella finanza, nella giurispru­denza, nella sanità, nel com­mercio, nel business e dulcis in fundo nella politica. I nostri ge­nitori – continuano Altomare e Pelliccione – sono venuti qui negli anni’ 50 ed hanno contri­buito alla crescita di questa nazione, che non è soltanto ma­gnifica per il patrimonio natu­rale, ma è all’avanguardia per la sua forza economica e per il suo modello d’integrazione so­ciale”.

 

Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica del 2 agosto 2021

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