Denis Delespaul, italianizzato oltre 30 anni fa, è Presidente del­la CCI France Italie (la Cham­bre) e un profondo conoscitore dell’Italia e della sua complessità socio-politica. Numerosi gli incarichi di pre­stigio che hanno accompagnato il suo percorso in Italia dove ha guidato

con successo numerose acquisizioni, fusioni e trasforma­zioni con sempre grande atten­zione nell’ambito del change ma­nagement.

 

Presidente Delespaul, è pas­sato un anno dall’ultima inter­vista e allora eravamo in piena pandemia, con moltissime in­certezze. Che cosa è cambiato, negli ultimi 12 mesi, per l’eco­nomia francese?

L’economia francese è stata molto perturbata dall’urgenza sa­nitaria legata alla pandemia da Covid-19 ed ha registrato il calo più importante nella storia dei conti nazionali francesi dal 1949. Il mondo del lavoro presenta da tempo un problema strutturale e le imprese allertano sulla diffi­coltà a trovare del personale qua­lificato, in particolare nel settore della ristorazione. Il tasso di di­soccupazione è comunque quasi stabile e si posiziona all’8% in previsto calo. Molte aziende francesi, spes­so nel settore della moda (Lvmho Kering), investono all’Estero(e l’Italia rappresenta il 5° Paese per importanza di investimenti),ma sono spesso scoraggiate del­l’investire in Francia.

 

Quali sono i numeri più si­gnificativi dell’economia fran­cese, per il 2021?

Dopo il calo del 2020, l’atti­vità economica in Francia cresce ora in maniera significativa. IlPil cresce nel 2021 del 5% in media (più della zona euro che è al 4.6%) per assestarsi nel 2022al 4%. L’inflazione si posiziona all’1.5% con diverse fluttuazioni nel corso dell’anno tra il 0.8% eil 2.1%. Malgrado un forte rallenta­mento delle attività, il potere di acquisto è aumentato dello 0.4%e va segnalato che, come per l’I­talia, il potere di acquisto delle famiglie ha un ruolo fondamen­tale per supportare il sistema.

 

Nell’ambito della ripresa, quale ruolo dovrà essere attri­buito al settore finanziario?

Il ruolo della banca non è quello di creare denaro, ma quel­lo di organizzarne la distribuzio­ne. Possiamo immaginare la ban­ca come una grande centrale idroelettrica che deve trasforma­re, adattare, garantire la solidità del suo stesso sistema nel rispet­to dell’etica e della responsabi­lità sociale di impresa. Il mondo finanziario è stato interessato in questi anni da im­portanti investimenti esteri che sono spesso mal percepiti nel Paese beneficiario, ma che consentono una migliore distribuzio­ne del capitale e quindi una mag­giore efficienza delle forze pro­duttive. Se le banche francesi ac­quistano capitali in Italia è vero anche il contrario e questi scam­bi di investimenti contribuiscono a consolidare il settore finanzia­rio europeo. Come recentemente dichiara­to a Cernobbio dal Ministro dell’economia francese, Bruno Le Maire, la risposta sta nella collaborazione tra “Italia, Fran­cia e Germania: su singoli pro­getti dobbiamo metterci insieme e decidere chi guida la ricerca echi la produzione” per favorire la nascita di colossi europei in ogni settore che permettano all’Euro­pa di competere con le macro po­tenze economiche di Cina e Stati Uniti.

Recovery Found : la Fran­cia otterrà dall’Europa circa40 miliardi che andranno a fi­nanziare parte del piano da100 miliardi già approvato dal Presidente Macron a settembre2020. Quali sono i settori, prin­cipali protagonisti dei benefici messi in campo dall’Europa?

Il piano di ripresa francese è uno dei più grandi d’Europa e si basa su tre pilastri principali: transizione climatica: più di 30miliardi di euro di finanziamento lo rendono un obiettivo strategi­co. La transizione climatica è al centro del piano di ripresa perché l’obiettivo del governo è quello di sviluppare un’economia soste­nibile, rispettosa dell’ambiente e più competitiva rispetto alle altre economie del mondo. Competitività: un bilancio di34 miliardi di euro. L’asse è orientato verso lo sgravio fiscale per le aziende, la trasformazione digitale del settore pubblico e lo sviluppo delle più recenti tecno­logie. La Coesione (Solidarietà e formazione) ammonta a 36 mi­liardi di euro. Questo pilastro si concentra sui settori della sanità, dell’occupazione e della forma­zione professionale. Attraverso questi tre pilastri il governo francese mira ad au­mentare la crescita di mezzopunto. Per i prossimi mesi e per il2022, il piano di ripresa sarà orientato verso strategie di acce­lerazione dell’innovazione, so­stegno alla trasformazione digi­tale di Vse e Pmi e un piano perla decarbonizzazione dell’indu­stria.

 

La Camera di Commercio ha in cantiere nuovi progetti per agevolare gli investimenti el a cooperazione fra le aziende italiane e francesi?

La Chambre favorisce e con­tribuisce allo sviluppo e al con­solidamento delle relazioni eco­nomiche e commerciali tra la Francia e l’Italia offrendo oppor­tunità di incontro e relazione perla comunità d’affari franco-ita­liana. In questa prospettiva, la Chambre collabora con i Mini­steri francesi e italiani, con i Rappresentanti diplomatici, non­ché altre Camere di Commercio e associazioni di categoria in Francia e Italia e, in generale, con le autorità pubbliche e priva­te dei due Paesi, per favorire lo sviluppo del business tra Francia e Italia.

 

Attraverso il Next Genere­tionEU creerete nuove oppor­tunità di business?

Oltre alle iniziative legate ai nostri 4 Club tematici : Cercle d’Affaires, Club Start Up, Club Inspiring Women e Club Csr, la Chambre ha avviato un progetto legato al Next Generation Italia. In partenariato con FI Group,azienda socia della Chambre spe­cializzata in consulenza su incen­tivi fiscali legati all’innovazione,ricerca e sviluppo, abbiamo av­viato un ciclo di iniziative, in­contri, webinar e workshop dedi­cati al Pnrr con lo scopo di pre­sentare e analizzare nel dettaglio il piano italiano, fornire assisten­za nell’identificazione delle op­portunità di finanziamento e del­le possibili sinergie tra le aziende fornendo altresì un confronto trai diversi piani nazionali e seguir­ne l’evoluzione e l’applicazione nel biennio 2021/2023.

 

Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica del 27 settembre 2021

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