Gli investimenti bilaterali tra Italia e Corea del Sud sono tradi­zionalmente meno sviluppati, ma quando si ha a che fare con que­sto Paese occorre ricordare un elemento significativo: conqui­stare i consumatori coreani, si­gnifica conquistare l’Asia. La Corea del Sud vanta infat­ti un notevole soft

power in tutta l’area, che permette di dettare tendenze e mode ed apre indiret­tamente la porta ad altri mercati asiatici.

 

Ambasciatore Failla, la co-Presidenza italiana dellaCOP26 ha segnato la politica estera italiana di quest’anno, in particolare anche alla luce della decisione della Commis­sione Europea di approvare il pacchetto Fit for 55. In che modo ha questo ha influenzatole relazioni bilaterali Italia-Co­rea del Sud?

La co-Presidenza italiana del­la COP-26 ha segnato l’intero panorama delle iniziative pro­mosse dall’Italia nella Repubbli­ca di Corea nel corso degli anni2020 e 2021. Gli impegni presi per la decarbonizzazione dall’U­nione Europea, col pacchetto Fitfor 55, e dall’Italia, con la pro­gressiva chiusura delle centrali a carbone, sono il contesto nel quale ci siamo rapportati con Seoul. Anche qui, a inizio set­tembre, l’Assemblea nazionale ha approvato il “carbon Neutra­lity Act”, ora a firma del Presi­dente Moon: la Repubblica di Corea è il 14mo Paese al mondo ad aver adottato un’apposita nor­mativa per ridurre le emissioni di anidrid e carbonica.

L’obiettivo fissato è la riduzione di almeno il35% entro il 2030 rispetto alle emissioni registrate nel 2018.L’aver approvato una norma spe­cifica in materia è fondamentale, perché sottrae il tema dal dibatti­to politico interno, impegnando tutti i prossimi Governi per il fu­turo. In un Paese in cui il peso dei conglomerati, i c.d. chaebol, è significativo, e considerato che saranno le industrie ad essere più toccate da queste misure, si tratta di un passaggio fondamentale. La normativa concretizza la vi­sione del Partito Democratico presentata nel 2020 con il "Ko­rean Green New Deal", che ave­va l'obiettivo di arrivare a "zero emissioni" nel 2050, come ri­chiesto dalle Nazioni Unite e da­gli impegni presi da Seoul duran­te il vertice Partnering for GreenGrowth (P4G) di giugno scorso. Se questi impegni rappresen­tano in effetti un segnale positi­vo, va detto che l’Italia ed altri Paesi like minded stanno chie­dendo tutt’ora al Governo corea corea­no di impegnarsi ulteriormente, per una riduzione del 50% entro il 2030 delle emissioni registrate nel 2018, unico modo ritenuto plausibile per raggiungere gli obiettivi di "net zero" per il2050.

 

Che cosa è stato fatto dunque per sensibilizzare sull’argo­mento anche al livello bilatera­le?

Il tema ambientale e del cam­biamento climatico ha costante­mente accompagnato le nostre attività con Seoul. La nostra azione ha seguito tre direttrici: innanzitutto la sen­sibilizzazione sui temi ambienta­li e del cambiamento climatico, con organizzazione di dibattiti, webinar ed eventi sul tema, orga­nizzati anche assieme ai colleghi britannici che presiedono assie­me a noi la COP26. Abbiamo de­ciso di investire in particolare sulle nuove generazioni, permet­tendo loro di intervenire e parla­re in prima persona di queste te­matiche, perché saranno loro stessi a subire gli effetti del cam­biamento climatico. L’ultimo webinar che abbiamo tenuto sul “Ruolo dei giovani nell’azione sul clima” ha visto la partecipa­zione anche del Global Green Growth Institute di Seoul. Nel corso della campagna di sensibi­lizzazione abbiamo incontrato, come già detto, i decision makers, per confrontarci direttamente coi partiti di maggioranza ed op­posizione su questi temi. In secondo luogo abbiamo voluto parlare dell’expertise svi­luppata in Italia in tema ambien­tale. Nella prima metà dell’anno abbiamo, ad esempio, portato in Corea una delle nostre imprese più eccellenti che si occupa di un settore molto di nicchia, ma par­ticolarmente importante in que­st’area del mondo: la Sogin, spe­cializzata in decomissioning di impianti nucleari e gestione dei rifiuti radioattivi. Capirà che si tratta di un settore in cui non può agire un attore qualsiasi. In Italia abbiamo numerose imprese in grado di offrire il proprio contri­buto tecnologico e industriale in questo settore, dal fotovoltaico, al packaging, abbiamo davvero molto da insegnare. Infine, abbiamo voluto infor­mare, perché spesso ci si perde nella quotidianità e non ci si ren­de conto che il cambiamento cli­matico è già in atto. Occorre muoversi subito, agire davvero prima che sia troppo tardi: per questo abbiamo organizzato proiezioni di documentari, inter­viste televisive, mostre, webinar :anche il Design Day di quest’an­no ha avuto un focus sulla soste­nibilità.

 

Domani è previsto il vertice tra Di Stefano e Vice Ministro del Commercio coreano su in­dustria, energia e commercio ed economia? Che cosa ci si aspetta e quali sono eventuali anticipazioni che può darci sui colloqui che si terranno?

L’incontro di domani è parti­colarmente importante perché costituisce la prima sessione de­gli Incontri Strategici in materia di Industria, Energia e Commer­cio con la Corea del Sud, che dà seguito ad un percorso avviato tre anni fa (nel 2018) in occasio­ne della visita in Italia del Presi­dente Moon. All’epoca, alla luce delle numerose affinità di inte­ressi tra Italia e Corea, il livello delle relazioni bilaterali era stato innalzato a partenariato strategi­co: domani si parlerà di come da­re nuovo impulso alla coopera­zione bilaterale industriale in set­tori strategici e all’avanguardia come quello delle tecnologie avanzate, della robotica, quello sanitario e delle biotecnologie, in cui abbiamo un know how speci­fico. In ambito commerciale particolare attenzione sarà data al tema dell’accesso al mercato dei prodotti agroalimentari. Infine, un altro tema di particolare attua­lità sarà quello del settore ener­getico con particolare focus sul gas naturale, l’idrogeno e le energie rinnovabili.

 

La Corea del Sud si confer­ma mercato dinamico per le esportazioni italiane: +37,9%nel primo semestre 2021, ri­spetto allo stesso periodo nel2020. La sua opinione?

La Repubblica di Corea rap­presenta il terzo paese asiatico per le esportazioni italiane, e il primo in termini pro-capite, esportazioni che hanno continua­to a crescere anche durante il2020, in piena pandemia. L’Italia è a sua volta nella top tre degli esportatori europei verso la Co­rea. I dati del 2021, per ora, su­perano davvero ogni aspettativa: un aumento del quasi 40% a fronte di un aumento generale delle esportazioni italiane di cir­ca il 23%. Questo significa che i coreani apprezzano e riconosco­no la qualità dei prodotti italiani in settori anche molto diversi traloro: si parla di abbigliamento, calzature e cuoio e pelletteria, ma anche di automotive e soprat­tutto di macchinari. Tali risultati sembrano confermare gli sforzi qui continuamente posti in essere per mantenere viva l'attenzione dei consumatori coreani sulle no­stre produzioni di punta, concre­tizzatisi in diversi eventi realiz­zati in collaborazione con l'Ice  e con la grande distribuzione loca­le, nonché approfittando degli spazi di High Street Italia, show­room permanente dei prodotti italiani, aperto per ora solamente in Corea.

 

A breve la Corea andrà alle elezioni politiche, quali sono gli scenari che potrebbero verifi­carsi?

La partita è ancora completa­mente aperta: il partito del Presi­dente Moon al Governo è riusci­to a contenere il numero di casi Covid ed ha attuato una serie di misure volte a sostenere la cre­scita economica, il Korean New Deal. Contemporaneamente, però, i candidati delle opposizio­ni lamentano un ritardo nella di­stribuzione dei vaccini, un au­mento della disoccupazione e del prezzo delle case. Vada come va­da, alcune direttrici di politica in­terna resteranno comunque le stesse: focus sulla crescita eco­nomica anche col sostegno ai gruppi che trainano l’economia coreana, investimenti in innova­zione (la Corea è tra i primi Paesi al mondo per investimenti in ri­cerca e sviluppo) e crescente at­tenzione ai temi ambientali.

 

Banche e finanza: qual è il ruolo del comparto, e come vie­ne svolto, nell’economia nelle attività estere presenti nel Pae­se?

La Banca di Corea manifestala sua preoccupazione per un de­bito privato cresciuto quasi inte­ramente a causa di bassissimi co­sti per i mutui. A fine agosto la Banca ha aumentato il proprio tasso di interesse di riferimento con lo scopo di contenere l’au­mento del debito privato e dei prezzi, in particolare nel settore immobiliare, che ha visto aumen­ti dei costi delle case tra il 10 e dil 30% nell'area di Seoul. La Co­rea del Sud è la prima economia asiatica a compiere tale passo. Bisognerà vedere gli effetti di ta­li misure nel medio periodo. Il si­stema bancario coreano non pre­senta al momento particolari pro­blemi, ma l’altissimo debito pri­vato del Paese mette potenzial­mente a rischio molte istituzioni bancarie troppo sbilanciate nel credito.

 

Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica del 27 settembre 2021

(© Riproduzione riservata)