"L'export e il Made in Italy, che sono da sempre risorse im­prescindibili per l'economia ita­liana, hanno sempre avuto un ruolo cruciale come acceleratore della crescita e dello sviluppo del nostro tessuto imprenditoria­le". “Il 2021 verrà ricordato co­me l'anno in cui l'export

italiano ha ripreso il percorso di crescita con risultati a doppia cifra" di­chiarava Rodolfo Errore, Presi­dente Sace, nella recente presen­tazione del “Rapporto Export2021” e, nell'intervista che ha ri­lasciato a Tribuna Economica, spiega i punti salienti delle pros­sime azioni che andranno a sup­porto delle imprese, per favorire il rilancio economico italiano.

 

Presidente Errore, econo­mia italiana, export e prospet­tive per il breve-medio perio­do, quali scenari alla luce di quel che sta accadendo nel po­st-pandemia?

Il periodo che stiamo attra­versando fa da spartiacque nella storia del nostro Paese: il 2021 è l'anno in cui il Pil è migliore del­la media europea, l'export italia­no ha ripreso il percorso di cre­scita con risultati a doppia cifra e il Pnrr si sta rivelando come trai­no dello sviluppo del Paese. L’I­talia sta sempre più assumendo una forte leadership in Europa anche attraverso il ricorso al de­bito comune, ha reagito reattiva­mente e in maniera unitaria all’e­mergenza sanitaria, economica e sociale. Abbiamo appena presen­tato la XV edizione del Rapporto Export, appuntamento sempre molto atteso poiché rappresenta una guida per le imprese che de­vono formulare le proprie strate­gie all’estero. E Sace ha stimato un incremento dell’11,3% delle esportazioni italiane di beni in valore, che permetterà già nel2021, anno di transizione caratte­rizzato da un forte rimbalzo dell’economia globale, un pieno ritorno ai livelli pre-pandemia. Le vendite di beni raggiungeran­no i 482 mld di euro, per poi continuare ad aumentare nel2022 e assestarsi su una crescita del 4%, in media, nel biennio successivo. Tale ritmo, superiore al tasso medio pre-crisi consen­tirà di raggiungere nel 2024 il valore di 550 mld di euro di esportazioni di beni.

 

Sace sostiene da decenni l'im­prenditoria italiana. Che tipo di misure sono state messe in campo in questo periodo storico?

Da oltre 40 anni portiamo avanti il nostro tradizionale sup­porto all’export e all’internazio­nalizzazione come Export Credit Agency italiana, ma il 2020 è stato un anno di cambiamenti per Sace e per la sua missione a sup­porto del Sistema Paese. Il nostro ruolo, infatti, è stato ampliato e rafforzato per sostenere le azien­de anche sul mercato domestico sia durante la fase emergenziale ,sia in una più strutturale di ripar­tenza. Il Decreto Liquidità, nello specifico, ha previsto l’interven­to di Sace attraverso Garanzia Italia: uno strumento straordina­rio, pensato per garantire i finan­ziamenti alle imprese colpite dal­l’emergenza sanitaria. Abbiamo garantito 28 mld di finanziamenti per oltre 3mila operazioni e sia­mo stati chiamati ad assumere un ruolo importante anche a suppor­to del New Green Deal italiano.

 

Qual è il ruolo di Sace per il Green New Deal italiano e cosa sta facendo in termini di soste­nibilità?

Sace è gestore e attuatore di­retto del programma di garanzie legate al New Green Deal - il pia­no europeo che promuove un’Eu­ropa circolare – e gioca un ruolo strategico nella transizione ecolo­gica italiana in linea con gli indi­rizzi e la tassonomia definiti dall’Ue. Sace sostiene con le ga­ranzie green i progetti che agevo­lano la transizione a un’economia a minori emissioni ambientali, per rendere il nostro Paese più sostenibile. In quest’ambito ab­biamo mobilitato circa 1,4 mld di euro. Da circa 20 anni ci avvalia­mo di un’unità specializzata per valutare gli impatti ambientali in base alle linee guida internazio­nali dell’Ocse. Inoltre il Report sulla Sostenibilità è stato un ulte­riore passo verso l’attenzione al green sottolineata anche dall’in­troduzione della Climate  Change Policy: misure ad hoc per ridurre emissioni climalteranti nelle atti­vità di business. Vorrei sottoli­neare una importante caratteristi­ca delle operazioni green: l’attri­buzione al progetto sottoposto al­la nostra istruttoria per l’emissio­ne della garanzia a condizioni di mercato, di un rating green. Uno strumento di valutazione rispetto al rating corporate utile a misura­re il grado di applicazione dei cri­teri di sostenibilità e ad evitare il green wash.

 

Attraverso il Pnrr che risul­tati concreti si possono rag­giungere per favorire economia e occupazione?

Il futuro dell’Italia dipenderà da come si sfrutteranno le risorse del Pnrr e da come saranno messia terra gli investimenti previsti dal Piano. Ma l’obiettivo che ci dobbiamo dare con il Pnrr non deve essere solo quello di tornare ai livelli pre-crisi, ma soprattutto di superarli, colmando quei gap strutturali, per consentire all’Ita­lia di riconquistare il suo giusto peso nel mercato globale. Sace sosterrà gli investimenti del Pnrr, da un lato con le garanzie e co­perture assicurative per progetti strategici, e dall’altro con il suo ruolo nel New Green Deal italia­no. Il Pnrr non deve essere sol­tanto un evento economico, ma anche una chance per moderniz­zare il Paese cogliendo la sfida della digitalizzazione e della so­stenibilità in uno con l’imple­mentazione delle riforme struttu­rali che ci chiedono l’Europa ed i mercati, e soprattutto può essere una occasione per superare le di­suguaglianze.

 

Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica del 27 settembre 2021

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