Quinto paese al mondo per dimensione geografica, sesto per numero di abitanti e nona econo­mia al mondo per Pil nominale,il Brasile rappresenta il princi­pale Stato dell’America del Sud. La statura politica ed economica del paese colloca il Brasile quale punto di riferimento

e guida na­turale dei paesi limitrofi anche nei principali fori multilaterali regionali, quali il Mercosur, l’u­nione doganale in vigore tra Brasile, Argentina, Uruguay e  Paraguay: non a caso, determi­nante è stato il sostegno brasilia­no all’accordo di libero scambio tra Ue e Mercosur sottoscritto nel giugno 2019, non ancora in vigore”.


Ambasciatore Azzarello, qual è il contesto economico e finanziario del Paese?

Secondo le più recenti e ac­creditate previsioni, quest’anno il tasso di crescita dell’economia brasiliana sarà del 5,1%. Se cio’ dovesse essere confermato, nel2021 assisteremo quindi al pieno recupero del sistema economico brasiliano rispetto alla contrazio­ne di 4,1 punti percentuali regi­strata nel 2020. Tale elevato tasso di crescita, sorprendente anche se paragona­to alle altre principali economie mondiali, è stato principalmente il frutto delle politiche espansive messe in atto sia dalla Banca Centrale, che in funzione antici­clica ha portato il tasso di riferi­mento al minimo storico del 2%,sia dal Governo, che ha adottato iniziative di sostegno ai consumi per quasi 10 punti percentuali del Pil. Tali politiche hanno favorito il robusto aumento dell’occupa­zione, con oltre 2,64 milioni po­sti di lavoro creati nel corso del2021 ed un tasso di disoccupa­zione diminuito al 12,6%. Al contempo, esse hanno tuttavia fatto da volano per la crescente l’inflazione che, secondo le ulti­me previsioni della Banca Cen­trale, dovrebbe raggiungere il10,15% entro la fine dell’anno, spinta anche dall’aumento del prezzo del petrolio a livello in­ternazionale. L’incremento del tasso di in­flazione non ha tuttavia alterato il giudizio sulla sostenibilità del debito pubblico del Paese da par­te delle tre principali agenzie in­ternazionali di rating, stabile dal2018, anche grazie ad un rappor­to debito pubblico/Pil che alla fi­ne di quest’anno dovrebbe essere pari all’80,9%, in diminuzione rispetto all’88,8% del 2020. Solido infine il settore banca­rio, caratterizzato dalla presenza di un numero limitato di conglo­merati guidati da banche com­merciali, anche straniere (tra cui Intesa San Paolo) e la forte pre­senza di banche pubbliche che, complessivamente, detengono il37% degli attivi finanziari.


Il Brasile nel Sud America che tipo di ruolo svolge?

Proprio per il ruolo di “super­potenza” regionale, stiamo assi­stendo ad un numero sempre maggiore di imprese straniere, incluse quelle del nostro Paese, che scelgono il Brasile quale “porta di ingresso” per l’enorme mercato sudamericano. Quel che raccomandiamo sempre a tutti coloro che si affac­ciano per la prima volta sul Bra­sile e’ di rivolgersi previamente ad un accreditato e competente consulente locale, preferibilmen­te italiano, essendo il Brasile un Paese complesso ove occorre muoversi con attenzione e cogni­zione di causa.


Come funziona e quale ri­scontro offre la Borsa del Bra­sile?

La società che gestisce la borsa valori ed il mercato Otc (over the counter) brasiliani prende il nome di B3 SA - Bra­sil, Bolsa, Balcão, e ha sede nella capitale economica del Paese ,San Paolo. Nata da progressive fusioni avvenute nel periodo2008 - 2017 tra Bovestpa (Borsa Valores EStado de San Paolo),Bmf (Borsa Mercantile e Futu­res) e Cetip Mercados Organisa­dos, con circa 815 miliardi di dollari di capitalizzazione (circa il 55% del Pil brasiliano) B3 è la ventesima borsa valori nel mon­do per capitalizzazione ed ha nel suo listino più di 400 imprese brasiliane, tra cui anche Tim Brasil, controllata del gruppo Te­lecom Italia. Il principale indice della borsa B3 è il c.d. Bovespa: dopo aver chiuso il 2020 con un progresso del 3%, nel corso del2021 è stato soggetto a forte vo­latilità.


Rapporti Italia-Brasile:qual è lo stato a livello bilatera­le e commerciale?

Anche durante il biennio pan­demico i rapporti commerciali tra Italia e Brasile hanno conti­nuato a rafforzarsi. Mi riferisco, ad esempio, ai circa 11 miliardi di euro di investimenti annuncia­ti dalle principali aziende italiane in Brasile nel corso dei prossimi anni, così come all’andamento del commercio bilaterale: secon­do i dati pubblicati dal Ministero dell’Economia brasiliano, nei primi 10 mesi del 2021 l’inter­scambio tra Brasile ed Italia è in­fatti stato pari a circa Usd 7,86mld, facendo registrare un incre­mento del 35,56% rispetto all’a­nalogo periodo del 2020. Per va­lore di beni scambiati, l’Italia si conferma quindi il terzo tra i Paesi Ue, dopo Germania e Paesi Bassi. Sempre nei primi dieci mesi di quest’anno, le esportazioni di prodotti italiani sono state pari a Usd 4,56 miliardi, mentre le im­portazioni di prodotti brasiliani hanno raggiunto il valore di Usd3,30 miliardi; il saldo della bilan­cia commerciale a nostro favore, pari a Usd 1,26, ha fatto registra­re un incremento dell’87,24%.


Quanta Italia c’è in Brasile e quanta economia produce per il Paese?

Lo scorso anno, la nostra Ambasciata, in collaborazione con Kpmg e Gm Venture, ha ef­fettuato un censimento della pre­senza imprenditoriale italiana; secondo quanto emerso da tale studio, in Brasile sono attive 968filiali e stabilimenti produttivi di aziende italiane, incluse numero­se delle maggiori realtà indu­striali italiane: Stellantis, ad esempio, è il primo produttore automobilistico del Brasile, con una quota di mercato superiore al30%; Tim Brasil detiene una quota di mercato di telefonia mo­bile di oltre il 23%, con 51 milio­ni di clienti e, già oggi, genera un fatturato superiore a quello di Tim Mobile Italia. Recentemente Tim Brasil si è inoltre aggiudica­ta un terzo delle frequenze “5G”più pregiate messe all’asta dal Governo brasiliano e sarà uno dei tre operatori telefonici a por­tare la nuova tecnologia di tra­smissione dati su tutto il territo­rio nazionale. Enel Brasil è la prima società di distribuzione elettrica nel Paese, con oltre 17,1milioni di clienti, nonché il prin­cipale investitore privato nel comparto energetico in Brasile. Nell’ultimo anno e mezzo, Saipem ha ottenuto da Petrobras,la compagnia petrolifera statale brasiliana, commesse per un to­tale di Usd 2,455 miliardi. Pre­senti altresì con stabilimenti in­dustriali Pirelli, Fassa Bortolo, Ferrero, oltre ad altre grandi realtà industriali del nostro Paese(ad es. il Gruppo Gavio, con la societa’ Ecorodovias nel settore delle concessioni autostradali) ea numerosissime Pmi, asse por­tante del nostro tessuto industria­le. Abbiamo peraltro notato che dall’agosto scorso sono aumenta­te moltissimo le societa’ e le de­legazioni dall’Italia in Brasile, con diversi contratti ed interessi industriali in negoziazione o invia di finalizzazione.


Ci vuole parlare del filo di­retto che accompagna le rela­zioni tra i due Paesi?

Il Brasile e l’Italia sono Paesi legati da legami di sangue: sono oltre 32 milioni i discenti di ori­gine italiana che vivono in Brasi­le, la piu’ grande comunita’ ori­ginaria del mondo. Ma abbiamo anche oltre 670.000 italiani resi­denti ed oltre 150.000 brasiliani che lavorano e vivono in Italia, un dato quest’ultimo cresciuto fortemente negli ultimissimi an­ni. Le nostre economie ed i no­stri tessuti industriali sono com­plementari. Mi riferisco ad esem­pio al ruolo del Brasile quale paese leader al mondo nella pro­duzione di beni agricoli e mate­rie prime, incluso il petrolio, che trova quale proprio partner natu­rale le aziende italiane, punto di riferimento al mondo nei settori della trasformazione e conserva­zione di alimenti e dell’estrazio­ne, trasporto e lavorazione delle materie prime. Accanto a tali set­tori ed in ambiti più tradizional­mente associati al “Made in Italy”, esistono opportunità perle imprese operanti in settori all’avanguardia, quali la transi­zione digitale, la cybersicurezza, l’e-commercee le energie rinno­vabili, con particolare attenzione al settore solare, all’idrogeno e dal crescente mercato dei “carboncredits”. Se è vero che il Brasile offre molte opportunità, vorrei ribadire quanto sopra detto riguardo alla necessita’ imprescindibile di af­frontare tale mercato affidandosi a consulenti di comprovata espe­rienza professionale, non da ulti­mo per il complesso sistema tri­butario del paese.


Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica del 13 dicembre

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