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Categoria: Interviste

Secondo le Nazioni Unite, la Polonia è il nono Paese al mondo in termini di e-participation. Inoltre, il numero di utenti Internet attivi raggiunge l’84,5% dell’intera popolazione e mostra una dinamica tendenza al rialzo. “Tenendo conto che lo spazio virtuale è diventato una parte integrante

dell’esistenza umana, lo Stato polacco vuole che sia uno spazio sicuro, governato da regole chiare ed eque. Il campo digitale è inoltre un settore di eccellenza del made in Poland”. Un esempio perfetto sono i videogiochi: tutto il mondo conosce CD Projekt Red (gli autori di The Witcher e del Cyberpunk 2077), ma ci sono altre aziende che producono giochi di altissima qualità. “Si può addirittura parlare di boom globale per i videogiochi polacchi: quasi il 96% della produzione nazionale viene esportato. Allo stesso tempo alcuni videogiochi promuovono la cultura polacca in un modo fresco e attraente”. Oltre a The Witcher, si può citare l’Hellish Quart, che porta il giocatore nella realtà della Repubblica delle Due Nazioni del XVII secolo. In arrivo c’è anche Leshy, un gioco che corrisponde perfettamente al rispetto degli italiani per la natura, in quanto racconta la storia di una divinità tutelare del bosco che intraprende una guerra contro una corporazione che vuole radere la foresta al suolo.

 

Ambasciatore Anders, come valuterebbe i primi due anni di incarico a Roma?

Sono stati due anni davvero fantastici. Assumere l’incarico di Ambasciatore di Polonia in Italia è stata un’esperienza speciale per me, la figlia del generale Władysław Anders, comandante del II Corpo polacco. Il mio soggiorno nel vostro Paese mi ha fornito innumerevoli prove che la secolare amicizia tra Italia e Polonia è viva, e che il tempo non ha affatto cancellato la memoria del sacrificio dei soldati polacchi che ebbero un ruolo importante nella liberazione del popolo italiano dalle catene del fascismo e dell’occupazione nazista. Poche settimane fa ho vissuto un momento toccante a Bologna, durante l`80° anniversario della formazione dell`Armata del gen. Anders. Il sindaco V. Merola ha mostrato alla delegazione polacca l`atto con il quale il sindaco G. Dozza conferiva la cittadinanza onoraria di Bologna al gen. Anders e agli ufficiali del II Corpo polacco. Vedere il vivido ricordo della fratellanza italo-polacca e dell’eroismo dei soldati polacchi mi rende orgogliosa. La storia dell’amicizia tra le nostre nazioni dovrebbe spingerci incessantemente a stringere ulteriormente le nostre relazioni. L’importanza della stretta e cordiale cooperazione tra le nazioni è diventata particolarmente evidente ora, durante la pandemia.

 

L’economia polacca come sta affrontando la pandemia? Quali sono le conseguenze per le relazioni economiche tra l’ Italia e la Polonia?

Secondo i dati Eurostat il prodotto interno lordo polacco è diminuito del 2,5% nel 2020. È il terzo miglior risultato economico dell’intera Ue. Nel secondo trimestre del 2021 c’è stato un rimbalzo record dell’economia polacca. Secondo i dati dell’Ufficio centrale di statistica polacco il Pil è cresciuto dell’11,1% su base annua ed è tornato al livello pre-pandemia. La Ce stima la crescita al 4,8% nel 2021 e al 5% nel 2022. La Polonia da decenni vanta solide relazioni economiche con l’Italia, che rappresenta il secondo partner commerciale della Polonia in Ue e il terzo a livello mondiale. L’interscambio tra i due paesi è arrivato nel 2020 a 22,3 mld euro: le esportazioni polacche hanno raggiunto 9,3 mld euro, mentre le importazioni 13 mld euro. I dati sono molto significativi soprattutto perché conseguiti nell’anno della pandemia. Nel 2020 Italia si è posizionata al 5° posto come mercato di sbocco per i prodotti polacchi e al 4° posto tra i principali fornitori. La Polonia invece è risultata 8° come cliente dell’Italia e 10° come fornitore. Nei primi sei mesi del 2021 l’interscambio commerciale tra Italia e Polonia è cresciuto di ben oltre l’44% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

 

Le prospettive di sviluppo della cooperazione economica fra i nostri due Paesi continuano ad essere positive?

La presenza italiana nei settori chiave come la difesa, l’automotive, il settore elettrodomestico e quello agro-alimentare è di importanza strategica per la Polonia. Il nostro obiettivo, oltre ad intensificare gli scambi commerciali, è di rafforzare la cooperazione italo-polacca nei settori che riteniamo di grande importanza. Tra questi è di sicuro il settore dell’energia, in particolare quella rinnovabile. La Polonia sta attraversando una fase di transizione energetica. Abbiamo avviato il processo di riconversione da un sistema a carbone a un sistema basato su fonti energetiche ecologiche ed efficienti, in particolare gas, energia eolica, fotovoltaico e idrogeno. Il settore dell’automotive, con la presenza italiana ormai radicata, necessita di nuove tecnologie che seguano i trend di mercato attuali, quali veicoli elettrici o a idrogeno. Sono orgogliosa di annunciare che entro il 2023 lanceremo Izera, la nuova vettura elettrica di ElectroMobility Polonia. L’auto avrà all’inizio due versioni: una berlina e un Suv, entrambe progettate dallo studio Torino Design. Questa è un’altra testimonianza delle proficue relazioni tra l’Italia e la Polonia. Non possiamo trascurare altri settori molto importanti come quello aerospaziale, dell’industria farmaceutica e dell’industria 4.0 (Internet of Things, Big Data, Cloud Computing, Robotica, Digitalizzazione). Essi offrono interessanti prospettive di cooperazione.

 

Perché la Polonia è un buon posto per investire?

Secondo il World Investment Report 2021, nel 2020 l’afflusso di investimenti in tutto il mondo è diminuito del 35%. In Polonia, invece, il valore è stato inferiore solo del 7%. Fortunatamente, gli esperti delle Nazioni Unite stimano l’aumento degli investimenti globali nel 2021 fino al 15%, rispetto all’anno della pandemia. Le possibilità per la Polonia di registrare tali risultati sono molto alte. Secondo i dati forniti da fDi Markets, società di analisi del gruppo Financial Times, la Polonia è il terzo paese al mondo preferito dagli investitori stranieri. Il principale fattore che fa attrarre gli investitori stranieri è l’economia stabile rispetto ad altri paesi europei. Dopo la Brexit, la Polonia è diventata la quinta economia in Europa, con un Pil che è cresciuto in dieci anni (2009-2019) in media del 4%, senza registrare alcun periodo di recessione. Anche la Ssace ha classificato la Polonia come paese altamente sicuro, posizionandosi nell’Export Opportunity Index al secondo posto, pari merito con la Germania. La Polonia vanta una forza lavoro giovane e qualificata, con buone conoscenze linguistiche e informatiche. Attualmente in Polonia sono attive 14 zone economiche speciali Zes (fino al 2026). Nel 2018 è entrata in vigore la legge che ha introdotto la Zona di Investimento Polacca – Zip, vale a dire un’estensione delle Zes. Le agevolazioni fiscali sono disponibili per gli investimenti in qualsiasi località della Polonia. Grazie a questa legge gli imprenditori non devono più concentrare i loro investimenti in parti specifiche della Polonia, ma possono scegliere il luogo che ritengono più favorevole dal punto di vista della loro attività. La riduzione della quantità d’investimento richiesta e la semplificazione delle normative hanno fatto sì che sempre più aziende di piccole e medie dimensioni inizino ad interessarsi a questa opportunità.

 

La Polonia può essere descritta come il Paese dell’innovazione?

Sicuramente, i polacchi sono innovatori nati. Basta elencare le più famose invenzioni polacche, senza le quali sarebbe difficile immaginare il nostro mondo: la lampada a petrolio, il teletroscopio (cioè il capostipite della televisione), il giubbotto antiproiettile, il rilevatore di mine, il segnalamento ferroviario automatizzato, così come la graffetta per fogli e la lingua esperanto. Oggigiorno possiamo vantare la prima tecnologia al mondo per la produzione di massa di grafene, l’idea di impiegare il bisolfuro di molibdeno per la produzione di microprocessori, procedure mediche rivoluzionarie o numerose tecnologie ambientali innovative. Non si può comunque riposare sugli allori, specialmente perché nel periodo post-covid l’economia innovativa sarà più importante che mai. Il Governo polacco sta affrontando la sfida di creare un quadro che permetterà di sfruttare appieno l’incredibile potenziale della società, in particolare dei giovani. Il fattore chiave qui sarà la mobilitazione di investimenti nazionali ed esteri, nonché la riflessione comunitaria su strategie dedicate, la quale la Polonia promuove nell’ambito del concetto esteso dell’autonomia strategica dell’Ue.


Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica del 1° novembre

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