In Polonia i fattori attrattivi per l’impresa sono sempre stati la “qualità della forza lavoro, le infrastrutture e l’impianto normativo favorevole. L’introduzione della nuova Zona di Investimento Polacca (Zip) ha reso tutta la Polonia una Zona Economica Speciale in cui gli imprenditori

eleggibili hanno riduzioni significative (fino al 50%) sull’imposta sul reddito Pit (persone fisiche) o Cit (persone giuridiche). Non a caso, in Polonia si concentra il 24,5% del capitale investito da società estere in tutta l’Europa centro-orientale”.

 

Come, il Paese sta affrontando la ripresa post-pandemia?

La Polonia ha dimostrato di avere una economia solida, in grado di rispondere bene alle sfide della pandemia. Infatti, nonostante le restrizioni sanitarie abbiano avuto un significativo impatto sull’economia, le previsioni dell’Istituto Statistico Polacco (Gus) affermano che il Pil dovrebbe crescere del 4,4% nel 2021 e del 4,9% nel 2022. Un altro importante segnale di ripresa è rappresentato dalle esportazioni: mensilmente, la Polonia vende beni all’estero per un valore di 22 miliardi di euro. Per quanto riguarda l’Italia, nei primi otto mesi del 2021 si è registrato un +36,1% rispetto all’anno precedente, la crescita più alta dell’export italiano in tutto il mondo. C’è stata una crescita costante degli investimenti esteri tanto che nel primo trimestre 2021 la Polonia è stata la terza destinazione mondiale per i progetti greenfield dopo Stati Uniti e Spagna. Ultimo elemento, e non per importanza, è il tasso di disoccupazione, che è il più basso dell’Ue e rimarrà stabile al 3,1% secondo le statistiche di Eurostat.

 

Con quali agevolazioni per aziende ed investitori?

Agevolazioni rivolte agli imprenditori sono contenute anche nel recente programma economico del governo New Deal (Polski Ład), di stampo sociale che si pone come obiettivo quello di migliorare la qualità della vita della popolazione polacca. Agli imprenditori sono rivolte una serie di agevolazioni di tipo principalmente fiscale, tra cui incentivi per l’ingresso in nuovi mercati (expansion reliefs), per investimenti in aziende innovative attraverso fondi in Venture Capital e per agevolazioni da consolidamento o da fusione.

 

Parlando di opportunità, dove c’è spazio nei settori non convenzionali per l’Italia?

Le opportunità sono molteplici, in diversi settori. Sicuramente il settore dell’energia rappresenta un’enorme opportunità, in quanto il Paese è nel pieno di un processo di transizione energetica: in particolare c’è grande prospettiva per l’energia a idrogeno e per il fotovoltaico. Inoltre, il piano di ricostruzione nazionale (Krajowy Plan Odbudowy) finanzierà la costruzione, con l’approccio più green possibile, di un gran numero di unità abitative e progetti di edilizia pubblica. Continua anche la messa in opera dei grandi progetti infrastrutturali nella viabilità nazionale tra cui il mega-aeroporto Solidarity Transport Hub (Cpk) – rete autostradale e linee ferroviarie. Vi sono dunque delle interessanti opportunità d’investimento per il settore costruzioni.

 

Parlando invece di settori, che cosa ci può dire in merito al settore auto motive? E quello agroalimentare?

Per quanto riguarda il settore automotive, possiamo affermare che la Polonia ha un ruolo centrale all’ interno dell’Unione: infatti la Polonia, oltre al fatto ha attualmente una quota di circa il 4% del valore della produzione automobilistica dell’Ue, è uno dei più importanti centri di produzione di molte aziende del settore automobilistico, sia per quanto riguarda i veicoli sia per i singoli componenti (due terzi dei maggiori produttori mondiali hanno stabilimenti in Polonia). Inoltre, la Polonia sta puntando tanto sulla elettro-mobilita’. Non a caso tra i maggiori investimenti del 2021 si contano la SK IE Technology, azienda sudcoreana produttrice di separatori per batterie delle auto elettriche, che aumenterà la sua capacità produttiva con due impianti aggiuntivi nella regione industriale della Slesia al sud della Polonia e la svedese Northvolt che ha investito 200 milioni di dollari per una Gigafactory da 12 GWh nel nord della Polonia. Per quanto riguarda il settore agroalimentare, invece, bisogna partire dal presupposto che i polacchi amano la cucina italiana, che infatti è al secondo posto dopo quella nazionale. L’offerta italiana è ben presente negli scaffali della grande distribuzione alimentare. Inoltre, negli ultimi anni sono nati tantissimi negozi alimentari gourmet, che offrono alla clientela prodotti di altissima qualità. La CCIIP ha avviato nel 2021 un processo di mappatura di questi punti vendita dell’eccellenza italiana. Fino ad ora ne ha certificato 35 e sono coinvolti nei nostri progetti di promozione dell’offerta alimentare italiana. I prodotti italiani maggiormente acquistati dai polacchi sono quelli assaggiate durante le vacanze in Italia (nel 2019 2 milioni di polacchi hanno visitato l’Italia): vino, olio extra vergine d’oliva, pasta, salumi e formaggi. La forte attrazione dei polacchi nei confronti del Made in Italy costituisce dunque un’opportunità che le imprese italiane non dovrebbero assolutamente lasciarsi sfuggire.

 

Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica del 1° novembre

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