La priorità di Promos Italia -Agenzia Nazionale del Sistema Camerale per l’Internazionaliz­zazione delle Imprese - è dare supporto alle attività di interna­zionalizzazione delle Pmi; dalla strategia per un export di succes­so fino all’incontro con potenzia­li controparti estere,

grazie a per­sonale qualificato e alla presenza diretta sui territori. E’, inoltre, il partner di riferimento per le istituzioni locali che creano e realiz­zano progetti a favore dello svi­luppo internazionale delle loro imprese. Giovanni Da Pozzo, impren­ditore e manager, vice presidente di Confcommercio, alla guida di numerose istituzioni locali e nei CdA di imprese di successo, dal2018 è presidente di Promos Ita­lia.

 

Presidente Da Pozzo, una buona fetta della legge di bi­lancio approvata dal Governo centrale è orientata alla ripresa economica e al supporto alle imprese. Le Camere di Com­mercio sono soddisfatte o chie­dono di più?

Le misure previste nella leg­ge di bilancio sono certamente utili per contrastare l’emorragia economica che ormai da due an­ni sta colpendo le nostre imprese,soprattutto quelle del terziario. I contributi a fondo perduto eroga­ti nel corso degli ultimi mesi so­no stati solo un parziale incenti­vo che non può far fronte alle drammatiche cadute di fatturato provocate dall’impatto economi­co e sociale della pandemia. Ec­co perché alcune misure previste nella legge di bilancio, come ad esempio i fondi per supportare l’internazionalizzazione e la transizione digitale, rappresenta­no incentivi concreti e assai utili. Detto ciò, in questo momento quello che continua a preoccupa­re le imprese è il permanere del clima di incertezza, che mantiene imprenditrici e imprenditori in una fase di preoccupante instabi­lità e di costante sofferenza.

 

Per quel che riguarda Pro­mos Italia, che cosa è stato fat­to durante il 2021 per il soste­gno alle imprese e quali inizia­tive avete nel cassetto per il 2022?

Abbiamo continuato a servire le imprese supportandole nei loro processi di export pur nell’im­possibilità di spostarsi con conti­nuità e in mancanza di manife­stazioni fieristiche. L’abbiamo fatto introducendo modalità digi­tali, come la possibilità di fare incontri b2b virtuali e la realizza­zione di percorsi formativi onli­ne. Il digitale, che comunque non potrà sostituire gli in­contri in presenza, si è pian pia­no consolidato come una nuova frontiera per fare business inter­nazionale, soprattutto in una fase complessa come quella attuale.

 

Le imprese italiane sono sempre orientate all’interna­zionalizzazione nonostante le difficoltà dovute dalla pande­mia?

Nell’ultimo anno e mezzo ab­biamo riscontrato una crescente attenzione verso l’internaziona­lizzazione e soprattutto verso la digitalizzazione. Le imprese han­no capito, anche a causa delle problematiche create dalla pan­demia, che il digitale non è più solo un accessorio ma dev’essere posto al centro delle dinamiche aziendali, sia nei processi pro­duttivi sia in quelli commerciali. In questo senso, grazie anche al nostro portale www.digitex-port.it, prima piattaforma in Ita­lia interamente dedicata all’ex­port digitale, garantiamo a im­prenditrici e imprenditori infor­mazioni e servizi, accompagnan­doli in tutte le fasi del processo:da quella di primo orientamento fino allo sbarco sui marketplace internazionali.

 

Che ruolo attribuire al set­tore finanziario in questo mo­mento storico? Creare denaro o organizzarne la distribuzio­ne?

In questo momento, conside­rato lo stanziamento eccezionale di fondi pubblici da parte dell’U­nione Europea, la priorità è allo­care queste risorse nel modo giu­sto affinché rappresentino un ve­ro aiuto per sostenere imprese e cittadini. E si tratta di una grossa responsabilità che è in capo, an­che e soprattutto, al settore finan­ziario.

 

Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica del 13 dicembre

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