L’Arabia Saudita intende diventare un fornitore globale di idrogeno, principalmente attra­verso l’impiego di idrocarburi in combinazione con processi di cattura e stoccaggio delle emis­sioni di carbonio. Questo per­metterà al Paese di diversificare le esportazioni al di là del petro­lio greggio,

in un mondo sempre più vincolato dalle emissioni di carbonio”. Nell'intervista a S.A.R. il Principe Faisal bin Sat­tam bin Abdulaziz Al Saud, Am­basciatore del Regno dell’Arabia Saudita in Italia, Malta e San Marino, sono trattati il tema energetico, le zone economiche speciali create per favorire gli in­vestimenti, il piano Saudi Vision 2030 e la recente apertura al set­tore turistico.

 

Il Regno dell’Arabia Saudi­ta si sta concentrando molto sulla green economy, nonostan­te sia il principale produttore al mondo di idrocarburi. S.A.R. Faisal Sattam bin Ab­dulaziz Al Saud, quali sono i progetti del suo Paese a breve e medio termine?

Grazie alle notevoli potenzia­lità in quanto a energia eolica e solare e agli investimenti strate­gici sulle tecnologie sostenibili, l’Arabia Saudita ha lanciato im­portanti progetti che puntano a diversificare le fonti di energia e ottimizzare il mix energetico del Paese. Inoltre, l’Arabia Saudita garantisce i prezzi più competiti­vi al mondo sui progetti eolici e solari. Nei prossimi otto anni il contributo dell’energia rinnova­bile al mix energetico complessi­vo salirà fino al 50%. Nel secondo trimestre di que­st’anno è previsto l’avvio della produzione di elettricità del pro­getto solare Sudair, che si preve­de fornirà il 70% dell’energia rinnovabile complessiva del Pae­se entro il 2030. Questo impianto è uno dei progetti solari fotovol­taici lanciati dall’Arabia Saudita nell’ambito della Saudi Green Initiative. Anche il nuovo mega proget­to turistico Red Sea Project, de­stinato a diventare la destinazio­ne turistica più grande al mondo, sarà alimentato interamente da energie rinnovabili per tutto il corso dell’anno. E una volta completato, sarà completamente carbon negative, grazie a solu­zioni di mobilità sostenibile. Uno dei siti di produzione di idrogeno verde più grandi al mondo sarà presso la città di Neom, che ne produrrà 650 ton­nellate al giorno, e prevede di aprire la strada all’economia del­l’idrogeno a livello globale. Lo scorso marzo, Enowa, sussidiaria di Neom per l’energia, l’acqua e l’idrogeno, ha istituito nella re­gione il Centro Hidc per lo Svi­luppo dell’Idrogeno e dell’Inno­vazione (Hydrogen and Innova­tion Development Center, Hidc). Il Centro Hidc prevede di pro­durre e adottare combustibili sin­tetici decarbonizzati e puliti, in collaborazione con Saudi Aram­co.

 

Riad sta lavorando alla creazione di aree economiche speciali per facilitare gli inve­stitori stranieri. Che vantaggi offre il Regno offre a coloro che intendono investire?

L'Arabia Saudita sta lavoran­do alla creazione di 20 nuove zo­ne economiche speciali, 6 delle quali a Riad. Una delle prime zo­ne sarà situata presso l'Aeroporto Internazionale Re Khalid della Capitale e sarà dedicata alla logi­stica integrata. Godrà di regole e norme speciali che puntano ad attrarre un gran numero di azien­de multinazionali in Arabia Sau­dita. Tra le norme speciali: la to­tale proprietà aziendale, la so­spensione totale delle restrizioni sull'import e degli oneri doganali e l'assenza di restrizioni sul rim­patrio dei capitali. L’Arabia Saudita intende di­ventare un quartier generale per l'esportazione dei prodotti delle aziende internazionali. Grazie al­l’iniziativa Regional Headquar­ters Program, volta a trasformare l’Arabia Saudita in un hub regionale per le aziende multinazionali, sono previsti incentivi ed esenzioni speciali. Oltre 40 aziende hanno già firmato un Memorandum d’Intesa con il Ministero degli Investimenti e molte altre sono in procinto di farlo. In particola­

 

Il piano Saudi Vision 2030 punta a diversificare l’econo­mia del Paese. Cos’è avvenuto negli ultimi 12 mesi, nonostan­te l’attuale crisi economica internazionale?

Gli indicatori e i risultati eco­nomici e finanziari confermano che l’Arabia Saudita sta com­piendo importanti progressi e che il piano di trasformazione econo­mica lanciato dalla Saudi Vision 2030 sta raggiungendo gli obiet­tivi prefissati. Le riforme economiche e strutturali attuate negli ultimi cinque anni hanno contribuito al­la riduzione degli effetti negativi legati alla pandemia. I dati relati­vi al terzo trimestre del 2021 re­gistrano un alto tasso di crescita del Pil nel settore non petrolife­ro, pari a circa il 5,4%, spinto da una crescita del 7% del settore privato. Alcuni settori sono già tornati ai livelli pre-pandemia. Contestualmente il tasso di di­soccupazione è sceso dal 12,6% del 2020 all’11,3% del primo se­mestre del 2021. I lavoratori del settore privato a fine 2021 hanno superato il re­cord storico di 1,9 milioni. Il tas­so di partecipazione delle donne al mondo del lavoro ha già supe­rato l’obiettivo 2030, raggiun­gendo il 34,1% nel terzo trime­stre 2021. Le esportazioni saudite, gra­zie alla diversificazione dell’eco­nomia e alla riduzione della di­pendenza dal petrolio hanno rag­giunto quota 195 miliardi di Sar nel terzo trimestre 2021 (+33% rispetto all’anno precedente). Le previsioni di crescita dell’economia saudita indicano la generazione di oltre 12mila miliardi di Sar entro il 2030.

 

La recente apertura al turi­smo sta dando i risultati da lungo tempo attesi?

Il turismo è un fattore chiave del piano di diversificazione del­l’economia dell’Arabia Saudita. Il Paese ha aperto al turismo in­ternazionale a settembre del 2019. Poi, improvvisamente, tut­to il mondo è stato colpito dalla pandemia da Covid-19, che ha colpito duramente proprio il set­tore alberghiero ed aereo. Nel 2020, il Paese ha reagito investendo nel turismo domesti­co. L'Arabia Saudita è uno dei primi 10 Paesi al mondo per il turismo domestico e, nel 2020, oltre 8 milioni di persone hanno visitato 10 destinazioni saudite, spendendo oltre 3 miliardi di dollari. Nonostante anche il 2021 sia stato un anno difficile per il set­tore a causa della pandemia, il turismo in Arabia Saudita ha fat­to registrare un totale di 54 mi­lioni di visite, incluse quelle do­mestiche.

 

Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica del 25 aprile 2022

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