L'attrattività dell'Irlanda come luogo per gli Investimenti Diretti Esteri (Ide) è palese e i numeri evidenziati nell'intervista rilasciata a Tribuna Economica, dall'Ambasciatore di Irlanda in Italia, Patricia O’Brien, sono elo­quenti. Gli Ide continuano a con­tribuire in modo determinante

al­la crescita e allo sviluppo eco­nomico del Paese e sono stati un pilastro anche in epoca di pan­demia. Non solo, la strategia di sviluppo irlandese fino al 2024,elaborata dall'Agenzia per gli in­vestimenti e la promozione inter­na, Ida Ireland, è fortemente con­centrata sull'incamerare investi­menti dall'estero, insieme ad altre azioni promosse dal Governo Ir­landese che, durante la pan­demia, è intervenuto in maniera massiccia a sostegno della pro­pria economia.

 

Ambasciatore O’Brien, la pandemia non è riuscita a fer­mare lo sviluppo economico, infatti l'Irlanda è l'unico Paese Ue che ha chiuso il 2020 con un Pil in crescita. Quale è la for­mula?

Durante la pandemia, il Gov­erno è intervenuto su una scala senza precedenti per sostenere l'economia, in parte grazie agli aiuti messi in atto dall’Unione Europea. I Regimi di Inte­grazione Salariale sono stati un pilastro centrale della risposta del Governo alla pandemia, sostenendo le imprese, incorag­giando l'occupazione e aiutando a mantenere il legame tra datori di lavoro e dipendenti. Il nostro Governo ha attuato una risposta forte e coordinata per proteggere le famiglie e le imprese dagli ef­fetti della pandemia. Misure come lo Schema di Sostegno alle Restrizioni Covid e il deposito dei debiti fiscali sono stati di vi­tale importanza per le imprese durante tutta la pandemia. L’Irlanda ha anche un'indus­tria farmaceutica e dei dispositivi medici altamente sviluppata, che ha migliorato la nostra capacità di resistenza durante la pandemia ed è stata una delle ragioni prin­cipali per cui le esportazioni di beni hanno continuato a crescere nel 2020 e nel 2021.

 

Lo Stato agevola lo svilup­po sociale attraverso politiche di welfare. Che cosa avviene per quel che riguarda occu­pazione e pensioni?

Durante la pandemia, abbi­amo fissato l’obiettivo di avere 2milioni e mezzo di persone impiegate entro il 2024 e lo abbiamo superato. Stiamo anche fornendo50.000 corsi di riqualificazione e aggiornamento attraverso il nos­tro Piano di Ripresa, per favorire il passaggio a un'economia più digitale e resiliente al clima. Per quanto concerne i diritti dei lavo­ratori dipendenti, il governo ha annunciato che, nel corso di quest'anno, per la prima volta, i dipendenti irlandesi avranno diritto a ricevere, da parte dei loro datori di lavoro, l'indennità di malattia prevista dalla legge. Inoltre, il nostro governo fornirà un inquadramento giuridico alla questione del lavoro a distanza. Il governo ha inoltre recente­mente annunciato un nuovo sis­tema volto a semplificare le pen­sioni per i lavoratori e a rendere più facile ai datori di lavoro of­frire una pensione sul posto di la­voro. Con l'iscrizione automati­ca, i dipendenti avranno accesso a un piano di risparmio pension­istico lavorativo, cofinanziato dal datore di lavoro e dallo Stato.

 

IDE in entrata e in uscita,stock e flussi, che cosa è stato fatto, nel vostro Paese, nel post pandemia?

In un ambiente globale sem­pre più competitivo, il nostro Governo sta monitorando e migliorando costantemente la forza attrattiva dell’Irlanda nei confronti degli IDE, concentran­dosi su aree chiave quali l’at­trazione di talenti, l’adozione di una politica favorevole alle imp­rese e di un ambiente commer­ciale attraente e la connessione con la ricerca leader a livello mondiale. Il 2021 è stato un anno record per gli IDE in Irlanda, con249 investimenti totali e 16.825posti di lavoro netti creati. La nostra Agenzia per gli in­vestimenti e la promozione inter­na, IDA Ireland, ha elaborato una strategia per il periodo2021-2024: “guidare la ripresa e la crescita sostenibile”, che si basa sui pilastri della crescita,della trasformazione, delle re­gioni, della sostenibilità e del­l'impatto, e definisce gli obiettivi chiave verso cui l'Agenzia sta lavorando per sostenere e far crescere gli investimenti delle imprese estere nei prossimi anni.  Le aziende clienti di IDA sono fondamentali per l'occu­pazione, le finanze pubbliche, lo sviluppo regionale, l'integrazione della catena del valore globale, le imprese locali e l'innovazione in Irlanda.

 

Molte imprese scelgono l'Ir­landa per insediare le loro sedi europee. Quali sono gli elemen­ti che mettete in campo per fa­vorire gli investimenti?

L’Irlanda ha una comprovata esperienza per le aziende che la scelgono come loro quartier gen­erale europeo per una serie di ra­gioni. Principalmente, l’Irlanda è considerata e regolarmente clas­sificata come uno dei luoghi migliori al mondo per fare affari. Le aziende sono attratte dalla nostra forza lavoro giovane, mul­tilingue, altamente istruita e qualificata, dalla nostra apparte­nenza all'Unione Europea (e dal­l'accesso senza barriere al Mer­cato Unico), dalla solida base di aziende che effettuano IDE, da un ambiente imprenditoriale co­erente e stabile e da una giuris­dizione di Common Law sicura e protetta.

 

Aspetti normativi agevolati, riferimenti legislativi in mate­ria di commercio estero, sis­tema fiscale, proprietà intellet­tuale, sono le carte vincenti dell'Irlanda?

Molto semplicemente, il van­taggio principale dell’Irlanda sono le persone. Sono la nostra risorsa principale e la nostra rep­utazione di istruzione di alta qualità si basa sull'impegno per l'eccellenza. L'istruzione e l'inno­vazione hanno guidato la crescita della nostra economia della conoscenza, producendo laureati adatti alle odierne industrie ad alta intensità di conoscenza e tecnologia. Abbiamo il più alto livello di laureati STEM pro capite nell'UE tra i 20-29enni. L'Irlanda offre inoltre un am­biente fortemente favorevole alle imprese, essendo una delle economie più competitive al mondo. Ciò è dimostrato da un regime fiscale per le società sta­bile e competitivo. L'Irlanda ha inoltre aderito all'Accordo quadro inclusivo dell'OCSE sulla soluzione a due pilastri per af­frontare le sfide fiscali derivanti dalla digitalizzazione. L'Accordo prevede un'aliquota fiscale effet­tiva minima globale del 15% perle multinazionali con un fatturato globale superiore a 750 milioni di euro. L'Accordo continuerà a consentire al nostro sistema fis­cale di sostenere l'innovazione e la crescita con il mantenimento dell'imposta sulle società al12.5% per le società con un fat­turato inferiore a 750 milioni di euro all'anno e con il manteni­mento degli attuali crediti d'im­posta per la ricerca e lo sviluppo. Un altro pilastro del nostro successo è il moderno e solido regime di proprietà intellettuale in vigore, che premia i creatori, sostiene e incoraggia maggiori livelli di innovazione da parte delle imprese e risponde a esi­genze sociali più ampie.

 

Scongiurati i rischi legati alla Brexit che cosa è avvenuto in Irlanda dopo il gennaio 2020?

La pandemia COVID-19 ha avuto un forte impatto sulle fi­nanze pubbliche, con un deficit pubblico di 18,4 miliardi di euro(4.9% del PIL) registrato nel2020 e un susseguente deficit sti­mato, nel 2021, di 9 miliardi di euro (2% del PIL). La spesa complessiva del governo per la risposta alla pandemia ammonta a 48 miliardi di euro, (13% del PIL). L'economia, tuttavia, si è ripresa con forza dagli impatti della pandemia. Entro il terzo trimestre del 2021, sia la pro­duzione che l'occupazione hanno superato i livelli precedenti alla pandemia, un risultato notevole,che testimonia il successo delle politiche economiche del Gover­no, che hanno protetto i redditi, i posti di lavoro e le imprese. Sebbene l'economia abbia registrato una forte risalita, i problemi della catena di ap­provvigionamento in corso, l'ir­rigidimento del mercato del la­voro e l'aumento dell'inflazione costitutiscono dei rischi per il proseguimento della crescita. Un ulteriore deterioramento dell'at­tuale situazione epidemiologica,che comporti la reintroduzione di restrizioni significative, ostacol­erebbe inoltre la ripresa econom­ica. Sebbene l’invasione dell’U­craina da parte della Russia sia,prima di tutto, una crisi umani­taria, le conseguenze eco­nomiche della guerra in Ucraina si stanno ripercuotendo sull’e­conomia globale. I legami com­merciali diretti dell’Irlanda con entrambe Russia e Ucraina sono contenuti, ma siamo comunque esposti all'effetto indiretto derivante dal conflitto e stiamo già vedendo le conseguenze della guerra.

 

Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica del 27 giugno 2022

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