La BCE ha comunicato alla Delfin S.à r.l. (il cui azionista di maggioranza è Leonardo Del Vecchio) di non avere obiezioni all’eventuale incremento della quota del capitale di Mediobanca da essa detenuta. Per effetto della decisione, Delfin potrà aumentare la propria partecipazione

senza raggiungere o superare la soglia del 20% e senza esercitare il controllo, neppure di fatto, su Mediobanca, facoltà per le quali sarebbe necessaria un’ulteriore e previa istanza autorizzativa.

Riguardo ad alcune ricostruzioni non corrette, si precisa che la Banca d’Italia non ha, per quanto ovvio, operato alcun ostruzionismo, né ha rigettato precedenti richieste di Delfin, mai formulate.

Nel corso dell’istruttoria la Banca d'Italia e la BCE hanno sempre agito in piena armonia, confrontandosi su tutti gli aspetti rilevanti e giungendo, nel rispetto delle reciproche competenze, a una posizione condivisa, sintetizzata nella decisione. Le posizioni espresse dal management di Mediobanca sono state debitamente vagliate in sede istruttoria da entrambe le autorità.

In ragione della dimensione e della natura dell’acquisto prospettato, Delfin non era tenuta a presentare un piano industriale alle autorità di vigilanza. L’autorità di vigilanza valuterà con particolare attenzione l’eventualità che il voto di Delfin risulti determinante nella nomina della maggioranza degli organi sociali di Mediobanca.

In base alla disciplina contenuta nel Testo unico della finanza e nelle disposizioni di attuazione, entro 4 giorni di negoziazione dall’eventuale superamento delle soglie del 10% e 15% Delfin sarà tenuta a darne comunicazione alla società partecipata e alla Consob; in occasione del superamento della soglia del 10%, Delfin sarà anche tenuta a comunicare e rendere pubblica una dichiarazione nella quale saranno indicati, tra l’altro, gli obiettivi che intende perseguire nel corso dei sei mesi successivi e come intende finanziare l’operazione.