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Il "Rapporto 2018  sugli  investimenti  esteri  in  Francia",  pubblicato  il  4  aprile  scorso  dall’agenzia  nazionale  Business  France,  analizza  le  dinamiche   degli   investimenti   esteri   in  Francia. L’ultima edizione del report, pubblicato con cadenza annuale,

attesta la rinnovata fiducia degli investitori stranieri per il territorio francese. Nel 2018, sono stati avviati in Francia 1.323 progetti di investimento estero, il 2 per cento in più rispetto all’anno precedente. Una media di 25 decisioni di investimento alla settimana. Tali decisioni di investimento hanno consentito di creare o mantenere 30.302 posti di lavoro sul territorio francese. La Francia diventa così il secondo paese europeo più attraente dopo la Germania.

Nel 2018, gli investimenti esteri in Francia provengono da 58 paesi diversi. Gli investimenti generati da paesi europei restano predominanti (61% del totale). I principali paesi investitori in Francia sono gli Stati Uniti (18% dei progetti totali), la Germania (14%) e il Regno Unito (9%). Rispetto all’anno precedente, si registra un incremento del 33% dei progetti di investimento avviati in Francia da società provenienti dal Regno Unito e attive nei settori della consulenza, della finanza, dell’IT e dei servizi informatici.

Un importante presenza italiana in Francia.   Oltre 1700 aziende  francesi  sono  controllate  da  un  investitore italiano. Queste filiali francesi di gruppi italiani impiegano circa 63 000 persone su tutto il territorio francese.

Il report 2018 di  Business  France  conferma  il  ruolo  rilevante  assunto  dall’Italia,  con  94  nuovi  progetti  di investimento in Francia nel 2018 (7% del totale degli investimenti esteri in Francia). Tali progetti di investimento consentiranno di creare o mantenere 1.502 posti di lavoro in Francia. La Francia si conferma come primo paese di destinazione dei progetti d’investimento italiani avviati in Europa (37% dei progetti italiani), seguita dalla Spagna (14%) e dalla Germania (14%). I numeri contenuti nel “Rapporto 2018 sugli investimenti esteri in Francia” confermano quindi l’interesse e la fiducia degli imprenditori esteri, ed in particolar modo italiani, nei confronti della Francia.

L’Ambasciatore di Francia in Italia Christian Masset ha tenuto a evocare i legami storici tra la Francia e l’Italia, rallegrandosi dell’intensità degli scambi tra i nostri due paesi. “Tali legami giustificano che siamo impegnati in una cooperazione più stretta possibile, perché i nostri destini ma anche le nostre economie sono inseparabilmente legate. Il livello dei nostri scambi parla da solo : parliamo di circa 80 miliardi di euro. Questi rapporti commerciali sono proficui all’Italia : ha un surplus commerciale di 10 miliardi per 2018 nel suo scambio con la Francia. Sono le imprese italiane che hanno scelto di investire in Francia. Il rapporto 2018 sugli investimenti esteri in Francia di Business France indica che oltre 1700 aziende francesi sono controllate da un investitore italiano : lontani dai preconcetti, è vivacissima la presenza italiana su tutto il territorio francese”, ha proseguito. “Questo scambio proficuo dimostra un’apertura reciproca che è simbolo dell’Europa che costruiamo insieme”, ha concluso l’Ambasciatore.

Destinazioni.   Nel 2018, i progetti di investimento italiani in Francia sono stati avviati su quasi tutto il territorio francese (11 regioni su 13). Tuttavia,  due regioni francesi  accolgono quasi il 50% dei progetti di investimento  di origine italiana: la regione Ile-de-France, con il 34% dei progetti,  e Auvergne Rhône-Alpes (15%). Seguono  poi le regioni Nouvelle-Aquitaine (10%), Région Sud (8.5%) e Hauts-de-France (8.5%).

Origine geografica.   Nel 2018, i progetti di investimento italiani in Francia provengono da 14  regioni italiane.  Più della metà degli investimenti italiani a destinazione della Francia provengono da Lombardia (33% del totale dei progetti italiani avviati in Francia) e Emilia Romagna (18%). Seguono poi le regioni Piemonte (14%), Friuli- Venezia Giulia (10.5%) e Veneto (8.5%).

Natura e tipologie di investimento.   Nel 2018, le creazioni di nuovi siti rappresentano il 37% dei progetti italiani avviati in Francia. Notiamo che il 40% dei progetti italiani riguarda l’ampliamento di attività già esistenti in Francia. Questa tendenza può essere interpretata come un segnale di fiducia nei confronti del mercato francese. Le acquisizioni di aziende francesi da parte di società italiane, rappresentano invece il 22% dei progetti totali.

Per quanto riguarda la natura degli investimenti, le imprese italiane sono particolarmente dinamiche nei centri decisionali (27% dei progetti) e nelle attività di produzione (25% dei progetti). Tale risultato conferma la presenza storica delle industrie tradizionali italiane sul territorio francese. Seguono poi i punti vendita (15%), i servizi alle imprese (13%) e i servizi ai privati (10%). Da sottolineare, infine, che l’11% dei progetti italiani avviati in Francia sono investimenti ad alto valore aggiunto, in attività di Ricerca & Sviluppo, Ingegneria e Design.

Le  aziende  italiane  sono  all’origine  dell'8%  degli  investimenti   esteri   realizzati   in   R&S   in   Francia. L’Italia è il secondo paese a livello mondiale ad investire in attività di R&S in Francia, dopo gli Stati Uniti (26%), e a pari merito con la Germania (8%).

Ripartizione settoriale degli investimenti.   Nel 2018, le società italiane hanno investito prevalentemente nei settori meccanica e metalmeccanica (15% dei progetti, 18% dei posti di lavoro), del tessile e moda (15% dei progetti, 8% dei posti di lavoro) e nel settore turistico alberghiero (12% dei progetti, 20% dei posti di lavoro). Molto significativa la progressione dei progetti italiani nel settore meccanica e metalmeccanica: le aziende italiane sono infatti all’origine di 21% dei progetti esteri totali avviati in Francia in questo settore.