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Quanto vale un marchio dietro cui c’è una storia imprenditoriale? Alcune recenti vicende che hanno interessato anche aziende dell’agroalimentare italiano hanno riproposto il problema che a me piace affrontare in una logica di sviluppo del made in Italy.

L’esperienza di una azienda come la nostra, con più 140 anni di storia alle spalle, ci dice che dietro tanta parte di risultati positivi anche all’estero c’è la capacità di saper valorizzare storia e tradizione, ma anche necessità di investire sulla forte identità d’impresa. E’ in questo mix che si trova del resto il successo di tante realtà imprenditoriali riuscite, in un mondo sempre più globalizzato, a fare di queste caratteristiche una leva competitiva.

Ma purtroppo quando ci si riesce proprio questi aspetti rischiano, in tanti settori, di essere imitati attraverso il fenomeno del cosiddetto italian sounding, che sottraggono rilevanti fette di mercato alle nostre imprese. Da una stima recente fatta da Assocamerestero è un fenomeno che solo nel campo dell’agroalimentare si può quantificare in circa 90 Miliardi di Euro, un valore più che doppio di quelle delle nostre esportazioni.

Un brand che ha costruito nel tempo una storia di successo e di posizionamento sui mercati viene particolarmente danneggiato da questo fenomeno. Su questo il Governo sta lavorando, ma a mio modo di vedere oltre a cercare di reprimere la stessa vicenda dell’italian sounding deve rappresentare una sorta di stimolo per le imprese a investire ancora di più sul prodotto e sulla conoscenza del marchio da parte dei consumatori di un mercato globale.

 

Gian Domenico Auricchio, Amministratore delegato della Gennaro Auricchio e Figli SpA – Presidente dell’Associazione delle Camere di Commercio italiane all’estero.

 

(Da Assocamerestero)