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I servizi di tele-salute sembra che stiano finalmente attecchendo nel Paese dopo diversi decenni di sforzi isolati e dieci anni di regolamenti che hanno rallentato il riconoscimento da parte dei colombiani di questo efficace sistema di assistenza sanitaria.  

Indubbiamente l’emergenza da pandemia Covid-19, con il conseguente lockdown, ha assunto un ruolo importante nel maggior ricorso a questa specifica modalità di assistenza da remoto dei pazienti, con le unità sanitarie denominate Empresas Promotoras de Salud (EPS) iscritte presso la Asociación Colombiana de Empresas de Medicina Integral (ACEMI), che da febbraio a maggio dell’anno in corso, hanno effettuato oltre 2,8 milioni di teleconsulti.

A tale proposito è importante evidenziare, che prima dell'apparizione del virus nel Paese, i servizi di tele-medicina, tele-consulto e orientamento remoto, resi dalle compagnie di assicurazione, che a febbraio scorso erano state pari a 19.341, a maggio sono lievitati in maniera considerevole sino a raggiungere la cifra di 1.447.248, con un incremento del 7,482%.

L'introduzione nel Paese di questa forma di assistenza sanitaria è avvenuta due decenni fa, ma è stato nell'ottobre dello scorso anno, grazie all'emissione della risoluzione 2654, che regolava la legge 1419 del 2010 comprensiva delle linee guida per lo sviluppo della telemedicina, che è stato possibile garantire la fornitura di questi servizi ai cittadini residenti in luoghi di difficile accesso e carenti di assistenza sanitaria. Stando a tale risoluzione, l’area della tele-salute comprende la tele-educazione, il tele-orientamento per dirigere e fornire informazioni utili agli utenti sulle loro condizioni di salute, il tele-supporto per fornire supporto tra i professionisti del settore sanitario e quattro aree della tele-medicina: la interattiva, che include consulenza generale, specialità e riabilitazione; quella non interattiva, che consente di ricevere altri pareri, letture e interpretazioni di immagini e test diagnostici; la tele-analisi, come supporto per decisioni cliniche e riunioni mediche, e il tele-monitoraggio, che comprende una vasta gamma di servizi incentrati sul monitoraggio dei pazienti.

Ovviamente, questi servizi che rientrano nel Plan de Beneficios en Salud (PBS) sono accessibili oltre su specifiche apparecchiature ad alta tecnologia, anche attraverso applicazioni e sistemi web, applicazioni informatiche e mobili, videochiamate, social network e servizi di messaggistica elettronica (e-mail, SMS e messaggi multimediali).E sebbene la risoluzione 2654 abbia regolato e aggiornato le normative esistenti, è con il decreto 538, emesso nel corso dell'emergenza sanitaria per adattare il sistema sanitario alle esigenze richieste per la gestione della pandemia, che è stata data una spinta decisiva e fattiva all’adozione della tele-salute, con la quale si evita la saturazione dei servizi ospedalieri e, di conseguenza, si ottiene una riduzione della diffusione del virus, sia nei pazienti che negli operatori sanitari.

Grazie a questa modalità, al fine di combattere il Covid-19, è stato possibile istituire programmi per fornire interventi di teleassistenza interdisciplinare nelle terapie intensive a quelle strutture ospedaliere che non hanno il personale specializzato per gestire i casi di Covid-19 e altre gravi patologie.

Gli esperti del Johns Hopkins Medicine ci tengono comunque a rimarcare che, nonostante la riconosciuta validità ed efficacia della telemedicina, è tuttavia innegabile che ci sono alcune patologie o sintomi che richiedono della visita diretta del paziente tra cui:1. Dolore o pressione toracica, fiato corto, difficoltà respiratoria o altri sintomi associati ad un infarto;2. Intorpidimento o debolezza improvvisi, confusione, perdita della vista o altri sintomi vincolati ad un ictus;3. Difficoltà a respirare;4. Sanguinamento eccessivo;5. Lesione o trauma grave; 6. Febbre alta;7. Possibile frattura. (ICE BOGOTÀ)