La presente informativa è resa, anche ai sensi dell’art. 13 del D. Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (“Codice Privacy”) 
e degli artt. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679 (“GDPR”), a coloro che si collegano alla presente edizione online del giornale Tribuna Economica di proprietà di AFC Editore Soc. Coop. 

Leggi di più

La pandemia di Covid-19, delineatasi nei primi mesi dell'anno in corso, ha colpito l'economia valdostana in una fase di rallentamento. In base alle stime di Prometeia la crescita del PIL nel 2019 si sarebbe pressoché arrestata. L'indebolimento fa seguito

a un biennio di significativa ripresa.

Sull'andamento del 2019 ha influito soprattutto l'industria, che ha risentito del rilevante calo delle esportazioni. Nel terziario l'attività ha continuato a crescere, sostenuta dal comparto turistico, dove i pernottamenti sono ancora aumentati, seppure in misura contenuta e solo nella componente nazionale. Nell'edilizia la produzione è rimasta su livelli storicamente bassi. La redditività e la liquidità del complesso delle aziende si sono mantenute elevate. Nel mercato del lavoro è proseguita la moderata ripresa dell'occupazione in corso dal 2017. La dinamica dei finanziamenti al settore privato non finanziario è ulteriormente peggiorata, riflettendo l'andamento di quelli alle imprese. Per contro, l'espansione dei prestiti alle famiglie è rimasta solida. La rischiosità del credito ha continuato a scendere, sia per le imprese sia per le famiglie.

Le imprese.   Il terziario, che rappresenta oltre l'80 per cento del PIL regionale, ha subito gli effetti negativi sin dalle prime fasi dell'emergenza sanitaria, in particolare nei comparti del turismo, della ristorazione e del commercio al dettaglio. Con le misure restrittive dell'11 marzo, che disponevano la sospensione delle attività commerciali ad esclusione della vendita di generi alimentari e di prima necessità, la situazione si è ulteriormente aggravata. Il settore più colpito nella fase attuale è quello del turismo, che negli ultimi anni aveva fatto registrare una rilevante espansione, sostenuta soprattutto dalla componente estera. Secondo le indagini condotte all'inizio di aprile dall'Osservatorio turistico della Valle d'Aosta, l'epidemia ha provocato il quasi totale azzeramento dell'attività nel mese di marzo. Gli operatori turistici inoltre esprimono preoccupazione per l'andamento della stagione estiva. Nella media del triennio 2017- 19 nei mesi di luglio e agosto si era concentrato oltre un terzo dei pernottamenti registrati durante l'intero anno.

Nell'industria la sospensione delle attività dalla fine di marzo all'inizio di maggio ha riguardato comparti il cui peso sul valore aggiunto del settore in regione è pari a circa il 36 per cento, valore largamente inferiore a quello medio nazionale. Secondo l'indagine straordinaria condotta dalla Banca d'Italia, i tre quarti delle aziende prevedono una riduzione del fatturato nel primo semestre del 2020 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Dal punto di vista finanziario l'effetto recessivo indotto dall'epidemia ha sottoposto da inizio marzo le imprese a uno stress rilevante. Anche tenendo conto della moratoria sui prestiti in essere, le aziende a rischio di illiquidità nei settori soggetti a chiusura rappresentano circa il 30 per cento del totale, valore più elevato della media italiana, con un'incidenza maggiore nelle costruzioni e nei servizi. Le misure varate dal Governo volte a favorire il rafforzamento delle garanzie pubbliche sui prestiti possono contribuire efficacemente a contenere i problemi di liquidità delle imprese nel breve termine. Il sistema produttivo regionale inoltre sta affrontando la crisi attuale in condizioni economiche e finanziarie migliori rispetto all'inizio del decennio scorso.

Nel primo trimestre del 2020 il calo dei prestiti alle imprese si è accentuato, riflettendo soprattutto la dinamica nel comparto manifatturiero. La contrazione è comunque proseguita anche negli altri settori. In base a dati ancora provvisori, la flessione del credito bancario è continuata nel mese di aprile.

Il mercato del lavoro e le famiglie.   L'andamento dell'occupazione, già indebolitosi nel secondo semestre del 2019, è peggiorato nel primo trimestre dell'anno in corso, con l'insorgere dell'emergenza sanitaria (-0,3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018). La sospensione di numerose attività economiche introdotte nel mese di marzo ha coinvolto oltre un terzo degli occupati, valore in linea con quello medio nazionale. Il ricorso alla Cassa integrazione guadagni, l'utilizzo di ferie e permessi e il blocco temporaneo dei licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo hanno attenuato l'impatto della crisi sul numero di occupati. Tuttavia, è verosimile che la dinamica occupazionale risentirà nei prossimi mesi dell'emergenza sanitaria in atto; i lavoratori più esposti sono in particolare quelli con contratti a termine, specie stagionali, quelli autonomi e in generale gli addetti al commercio, turismo e tempo libero, la cui incidenza è in Valle d'Aosta maggiore della media nazionale. Tra il 23 febbraio e il 23 aprile 2020 le attivazioni di posizioni lavorative nel settore privato sono calate di oltre il 55 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019, in misura più intensa della media nazionale.

Le condizioni finanziarie delle famiglie valdostane alla vigilia della crisi legata all'epidemia erano nel complesso solide. Il loro grado di indebitamento era significativamente inferiore sia alla media nazionale sia a quella del Nord Ovest. La quota di prestiti ai nuclei famigliari che presentavano difficoltà nel rimborso dei finanziamenti era su livelli storicamente contenuti. I provvedimenti adottati dal Governo negli ultimi mesi contribuiscono a sostenere la capacità di fare fronte ai propri impegni finanziari. La ricchezza totale pro capite delle famiglie valdostane era notevolmente superiore alla media del Paese. Tra le attività finanziarie, l'incidenza di quelle più liquide e meno esposte alle tensioni sui mercati era lievemente cresciuta rispetto al 2011, mentre la quota di azioni, fondi comuni, obbligazioni e titoli di Stato, più soggetti a oscillazioni dei corsi e dei rendimenti di mercato, era marginalmente diminuita.

Nel primo trimestre del 2020 le nuove erogazioni di credito al consumo e di mutui si sono ridotte, riflettendo il brusco calo della spesa per beni durevoli, in particolare di autoveicoli, e la significativa contrazione delle compravendite di case.

Il mercato del credito.   Nel primo trimestre del 2020 la contrazione del credito si è intensificata, riflettendo l'accentuazione del calo di quello alle imprese e l'indebolimento di quello alle famiglie. Ad aprile, in base a dati ancora provvisori, la flessione è proseguita a ritmi analoghi a quelli del mese precedente. La rischiosità dei prestiti si mantiene su livelli storicamente molto bassi, inferiori a quelli precedenti la crisi del 2008-09. Il miglioramento della qualità del credito negli ultimi anni ha riflesso una ricomposizione degli affidamenti verso le imprese finanziariamente più solide. Alla riduzione dell'incidenza dei crediti deteriorati si associano elevati livelli del loro tasso di copertura nei bilanci delle banche, permettendo agli istituti di credito di affrontare la crisi in atto in condizioni significativamente rafforzate rispetto al passato.

La finanza pubblica decentrata.   Alla vigilia dello scoppio dell'epidemia il sistema sanitario valdostano presentava una dotazione di personale e di posti letto superiore sia a quello delle altre regioni a statuto speciale (RSS) sia a quello delle altre regioni del Nord, più colpite dal virus. Rispetto a queste ultime, tuttavia, la Valle d'Aosta mostrava un divario negativo per i posti letto in terapia intensiva. Per quanto riguarda la rete territoriale, sul cui potenziamento le regioni sono chiamate a investire nel prossimo futuro, la regione disponeva di un numero di medici convenzionati allineato a quello delle RSS e più elevato della media del Nord, ma mostrava alcune carenze nel confronto con entrambe le aree nell'assistenza domiciliare, soprattutto per anziani. Per fronteggiare l'emergenza sono state effettuate assunzioni di personale, soprattutto medico, e sono stati creati nuovi posti letto in terapia intensiva, senza i quali non sarebbe stato possibile soddisfare la domanda nei momenti di picco dell'epidemia.

L'emergenza sanitaria impatterà negativamente sui bilanci degli enti territoriali dal lato sia delle spese sia delle entrate. Tutti gli enti valdostani all'inizio del 2019 presentavano una situazione di avanzo di bilancio. Con particolare riferimento ai Comuni, nostre stime suggeriscono che la perdita di gettito delle entrate tributarie ed extra tributarie dovuta agli effetti dell'epidemia e ai provvedimenti adottati per mitigarne le conseguenze economiche è stata pari sino al mese di maggio a circa il 3 per cento delle entrate correnti annue, valore inferiore alla media nazionale.

Per mitigare gli effetti economici dell'epidemia sulle famiglie e sulle imprese la Regione ha disposto una serie di misure di sostegno, che integrano quelle decise a livello nazionale.