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Dal riscaldamento ai trasporti, l'energia è essenziale alla vita quotidiana ma anche una delle principali fonti di emissioni. Scoprite le soluzioni UE per rendere più ecologico il settore. Le emissioni di gas serra dell'UE sono dovute per tre quarti alla produzione e al consumo di energia.

Per poter raggiungere l'obiettivo di diventare il primo continente climaticamente neutro entro il 2050, il settore energetico che comprende produzione di elettricità, calore e trasporti, dovrà ridurre drasticamente le proprie emissioni.

In Europa, il prezzo dell'energia sta raggiungendo dei livelli record.  A causa di un approvvigionamento energetico basato fortemente sulle importazioni, in special modo per il gas naturale (90%) ed il petrolio (97%), l'Unione europea è particolarmente vulnerabile in caso di interruzioni e oscillazioni dei prezzi. Pertanto, un rafforzamento della cooperazione insieme a un'integrazione delle reti energetiche potrebbero aiutare a garantire l'approvvigionamento energetico ai paesi dell'UE.

Per scoprire le diverse proposte a cui l'UE sta lavorando per ridurre le emissioni del settore energetico e garantire un approvvigionamento sicuro continuate a leggere.

Migliori collegamenti tra i paesi dell'UE.    Il collegamento delle infrastrutture energetiche tra i paesi dell'UE può aiutare a diversificare l'offerta, in modo tale da permettere di affrontare meglio le possibili interruzioni.

A questo proposito, l'UE sta rivedendo le proprie norme sul finanziamento dei progetti di infrastrutture energetiche transfrontaliere, affinchè siano allineate agli obiettivi climatici. Ogni due anni viene pubblicato un elenco di progetti energetici prioritari, ritenuti essenziali per raggiungere gli obiettivi dell'UE in campo energetico, che possono beneficiare di autorizzazioni semplificate e richiedere fondi comunitari.

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (ITRE) invoca un cambiamento nel processo di selezione di questi progetti. In particolare chiede l'eliminazione dei progetti a sostegno del gas naturale a livello europeo, in favore di quelli per lo sviluppo infrastrutturale dell'idrogeno e di quelli per la cattura e lo stoccaggio del carbonio.

A seguito dell'approvazione da parte della commissione parlamentare, il Parlamento provvederà a negoziare l'accordocon il Consiglio.

Idrogeno rinnovabile.    Utilizzando l'idrogeno per produrre energia, non vengono emessi gas serra. Pertanto, l'utilizzo dell'idrogeno consentirebbe la decarbonizzazione dei settori industriali ad alto consumo energetico.

Si stima che entro il 2050, l'idrogeno rinnovabile potrebbe raggiungere il 20-50% della domanda di energia nei trasporti e il 5-20% nell'industria dell'UE.

Tuttavia, per essere sostenibile, l'idrogeno deve essere prodotto con elettricità proveniente da fonti rinnovabili. A questo proposito, per permettere di poter effettuare una chiara distinzione tra idrogeno rinnovabile e a basse emissioni di carbonio, i deputati insistono sull'importanza una terminologia uniforme in tutta l'UE, chiedendo inoltre la graduale eliminazione dell'idrogeno di origine fossile.

Energie rinnovabili marine.    Sebbene al momento l'eolico costituisca l'unica fonte di energia rinnovabile marina utilizzata su scala commerciale, tuttavia l'UE sta esaminando altre fonti energetiche fra le quali l'energia solare galleggiante, quella delle maree e delle onde e infine quella delle alghe per i biocarburanti.

La Commissione ha proposto una strategia europea per un aumento della produzione di elettricità da energie rinnovabili marine. La sola capacità eolica offshore passerebbe dai 12 GW di oggi ai 300 GW entro il 2050.

Il Parlamento definirà la sua posizione più avanti nel corso di questa legislatura.

Obiettivi più ambiziosi.    L'incremento della quota di energia rinnovabile e il miglioramento dell'efficienza energetica sono entrambi passi necessari per la decarbonizzazione del settore energetico. Ai sensi della legislazione volta a conseguire gli obiettivi del Green Deal, la Commissione ha proposto di rivedere gli obiettivi sia per le energie rinnovabili (attualmente fissate al 32% entro il 2030) sia per l'efficienza energetica (fissate al 32,5% entro il 2030).