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José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, ha annunciato negli scorsi giorni la ripartizione dei portafogli della prossima Commissione. Il presidente ha tenuto consultazioni approfondite con tutti i commissari designati al fine di
assegnare gli incarichi in base al profilo di ciascuno. Il presidente confida che questo collegio possa realizzare il programma di cambiamenti delineato negli orientamenti politici che ha presentato a settembre dopo essere stato nominato dai 27 Stati membri e prima di essere approvato dal Parlamento europeo come presidente della prossima Commissione.
Il presidente Barroso ha dichiarato: "Abbiamo un programma europeo, e ora abbiamo anche una squadra europea. Sulla base delle nomine degli Stati membri, ho cercato di formare un collegio che possa generare nuove idee e imprimere un nuovo slancio per affrontare le principali sfide dell'Europa odierna. Questo collegio attuerà gli orientamenti politici che ho presentato al Parlamento europeo e sono certo che avrà un ruolo decisivo nel guidare l'Europa verso la ripresa e verso un'economia sociale di mercato che sia sostenibile e al servizio del cittadino. Ho messo insieme una Commissione forte per portare avanti un'Europa forte, anche sulla scena mondiale, come previsto dal trattato di Lisbona. Una delle missioni chiave di questo collegio sarà dare vita alle nuove opportunità previste dal trattato di Lisbona. I commissari designati si presenteranno alle audizioni dinanzi al Parlamento europeo in gennaio. Dopo il voto di approvazione del Parlamento, sarà il momento di mettersi al lavoro e di produrre risultati per i nostri cittadini."
Il nuovo collegio avrà sette vicepresidenti, compresa la baronessa Catherine Ashton che rivestirà anche la carica di Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, in virtù dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona il 1° dicembre prossimo. Tre vicepresidenti saranno donne. Il nuovo collegio sarà formato da ventisette membri, uno per Stato membro, tra cui il presidente Barroso, e comprenderà nove donne. I membri del collegio provengono da diverse famiglie politiche, in particolare dal Partito popolare europeo (PPE), dall'Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici (S&D) e dall'Alleanza dei liberali e dei democratici per l'Europa (ALDE). Quattordici membri, tra cui il presidente stesso, facevano già parte del collegio uscente.
Il presidente Barroso ha rimodellato il collegio per il suo secondo mandato e ha annunciato la creazione di nuovi portafogli: Azione per il clima; Affari interni; Giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza. Ha inoltre riorganizzato diversi portafogli: Istruzione, cultura, multilinguismo e gioventù; Salute e politica dei consumatori; Industria e imprenditoria; Ricerca e innovazione; Cooperazione internazionale, aiuti umanitari e risposta alle crisi. Sarà dato nuovo risalto all'integrazione nel quadro del portafoglio Occupazione, affari sociali e integrazione e rinnovata attenzione all'Agenda digitale.
Competenze dei commissari designati
·                    Joaquín ALMUNIA: Concorrenza. Vicepresidente della Commissione.
·                    László ANDOR: Occupazione, affari sociali e integrazione.
·                    Baronessa Catherine ASHTON: Alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione.
·                    Michel BARNIER: Mercato interno e servizi.
·                    Dacian CIOLOS: Agricoltura e sviluppo rurale.
·                    John DALLI: Salute e politica dei consumatori.
·                    Maria DAMANAKI: Affari marittimi e pesca.
·                    Karel DE GUCHT: Commercio.
·                    Štefan FÜLE: Allargamento e politica europea di vicinato. *
·                    Johannes HAHN: Politica regionale.
·                    Connie HEDEGAARD: Azione per il clima.
·                    Maire GEOGHEGAN-QUINN: Ricerca e innovazione.
·                    Rumiana JELEVA: Cooperazione internazionale, aiuti umanitari e risposta alle crisi. *
·                    Siim KALLAS: Trasporti. Vicepresidente della Commissione.
·                    Neelie KROES: Agenda digitale. Vicepresidente della Commissione.
·                    Janusz LEWANDOWSKI: Bilancio e programmazione finanziaria.
·                    Cecilia MALMSTRÖM: Affari interni.
·                    Günter OETTINGER: Energia.
·                    Andris PIEBALGS: Sviluppo. *
·                    Janez POTOČNIK: Ambiente.
·                    Viviane REDING: Giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza. Vicepresidente della Commissione.
·                    Olli REHN: Affari economici e monetari.
·                    Maroš ŠEFČOVIČ: Vicepresidente della Commissione per le Relazioni interistituzionali e l'amministrazione.
·                    Algirdas ŠEMETA: Fiscalità e unione doganale, audit e lotta antifrode.
·                    Antonio TAJANI: Industria e imprenditoria. Vicepresidente della Commissione.
·                    Androulla VASSILIOU: Istruzione, cultura, multilinguismo e gioventù.
* In stretta collaborazione con l'Alto rappresentante/vicepresidente, in conformità dei trattati.
La tabella in allegato contiene una descrizione più dettagliata delle competenze.
La baronessa Ashton sarà il primo vicepresidente. Tuttavia, considerate le sue funzioni specifiche, in particolare in seno al Consiglio, la sostituzione del presidente in sua assenza sarà assicurata dagli altri vicepresidenti, nell'ordine di precedenza definito dal presidente. L'ordine di precedenza è il seguente: Viviane Reding, Joaquín Almunia, Siim Kallas, Neelie Kroes, Antonio Tajani, Maroš Šefčovič.
Prossime fasi
La nuova Commissione deve ottenere l'approvazione dal Parlamento europeo prima di entrare in carica per un mandato che scadrà il 31 ottobre 2014. I commissari designati si presenteranno individualmente dinanzi alle commissioni parlamentari tra l'11 e il 19 gennaio. Il voto di approvazione è previsto per il 26 gennaio, dopo di che la Commissione sarà nominata dal Consiglio europeo e potrà cominciare a lavorare.
Il suo lavoro si fonderà sugli orientamenti politici per la prossima Commissione che il presidente Barroso ha presentato nel settembre scorso. Il presidente ha messo in evidenza la necessità di una leadership dell'UE, che le consenta di partecipare attivamente alla globalizzazione sulla base dei suoi valori e interessi. Prendendo le mosse dall'interdipendenza globale, ha delineato un'agenda di cambiamenti per l'UE, per un'Europa che metta il cittadino al centro delle priorità. Il presidente ha sottolineato cinque sfide cruciali per l'Europa:
·                    rilanciare la crescita economica oggi e garantire la sostenibilità e la competitività a lungo termine per il futuro;
·                    contrastare la disoccupazione e rafforzare la coesione sociale;
·                    trasformare la sfida di un'Europa sostenibile in un vantaggio competitivo;
·                    garantire la sicurezza degli europei;
·                    rafforzare la cittadinanza europea e la partecipazione civica.
Le priorità per affrontare queste sfide saranno stabilite nell'ambito di un quadro decennale di strategia per l'UE da qui al 2020, infondendo nuovo vigore all'economia sociale di mercato basata sull'inclusione, caratteristica distintiva del modello di vita europeo. L'assegnazione dei portafogli è stata strutturata in funzione di questo programma ambizioso.
Nelle lettere che ha inviato a ciascun commissario precisando le nuove competenze, il presidente Barroso ha sottolineato il ruolo fondamentale della Commissione quale motore degli sforzi che l'UE dovrà prodigare per affrontare le sfide di domani, come pure le nuove opportunità offerte dal trattato di Lisbona. Ha ribadito l'impegno a favore di un programma di regolamentazione intelligente che osservi i principi di sussidiarietà e proporzionalità e miri a un chiaro valore specifico di livello europeo, con particolare attenzione alla sana gestione finanziaria e nel pieno rispetto del codice di condotta dei membri della Commissione europea. Inoltre ha sottolineato la necessità di una partnership efficace con gli Stati membri e le altre istituzioni, in particolare con il Parlamento europeo.