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Ce n'è voluto di tempo, ma il primo dicembre il trattato di Lisbona è finalmente entrato in vigore, introducendo importanti cambiamenti nell'assetto istituzionale, con l'obiettivo di semplificare il processo decisionale e rafforzare il peso dell'UE sulla

scena internazionale.

Il trattato, accolto come il fondamento per un'Unione più democratica, efficiente e trasparente, è il risultato di un lungo processo teso a riscrivere le regole interne dell'UE: un'esigenza diventata ancora più pressante in seguito all'adesione di 10 nuovi paesi nel 2004 e 2007.

"Il trattato di Lisbona pone il cittadino al centro del progetto europeo,” ha dichiarato il presidente Barroso. "Disporremo finalmente delle istituzioni giuste per agire e della stabilità necessaria."

L'evento storico è stato celebrato a Lisbona, dove il trattato era stato firmato due anni fa.

Per la sua entrata in vigore occorreva la ratifica da parte di tutti i paesi dell'UE: un processo conclusosi solo recentemente. A ottobre, l'elettorato irlandese è tornato alle urne, optando stavolta per il sì. Il presidente ceco ha successivamente tolto il suo veto, rimuovendo in tal modo l'ultimo ostacolo rimasto.

In attesa del grande evento, i leader dell'UE si sono incontrati lo scorso mese per nominare le due nuove figure create dal trattato. La scelta è caduta sul primo ministro belga Herman Van Rompuy e sul commissario Catherine Ashton, rispettivamente presidente dell'UE e alto rappresentante dell'UE per gli Affari esteri.

Il presidente Barroso ha inoltre potuto annunciare la sua nuova squadra, che sarà sottoposta al voto del Parlamento europeo a gennaio 2010. Ora anche i 18 eurodeputati eletti in più a giugno in vista dell'entrata in vigore del trattato potranno reclamare il loro seggio al Parlamento europeo.

Ma non finisce qui.

Il trattato opera anche una ridistribuzione della ponderazione dei voti tra i vari Stati membri e revoca il diritto nazionale di veto in diversi settori. Inoltre, rafforza i poteri della Commissione e accresce la partecipazione del Parlamento al processo legislativo.

Il nuovo diritto di iniziativa popolare consentirà ai cittadini di influenzare direttamente le politiche dell'UE. Infine, anche la Carta dei diritti fondamentali diventerà giuridicamente vincolante.

Il trattato di Lisbona modifica i trattati di Roma e di Maastricht, conferendo all'Unione europea un nuovo quadro giuridico e gli strumenti necessari per far fronte alle sfide in un mondo sempre più interdipendente.