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I genitori potranno in futuro conciliare meglio lavoro e vita familiare, poiché il 30 novembre i Ministri dell'occupazione hanno convenuto di rafforzare le prescrizioni minime sul congedo parentale. Una nuova direttiva conferirà valore giuridico ad un
recente accordo tra i datori di lavoro e i sindacati europei. Tutti i lavoratori, a prescindere dal tipo di contratto, beneficeranno di periodi di congedo più lunghi e di una migliore protezione contro la discriminazione.
 
Le nuove norme, che si applicheranno all'inizio del 2012, apporteranno vari miglioramenti alla situazione dei genitori che lavorano. Ciascun genitore potrà beneficiare di quattro mesi di congedo per ciascun figlio, mentre molti paesi dell'UE attualmente concedono solo tre mesi. Almeno un mese di tale congedo non è trasferibile da un genitore all'altro. Tale misura è volta a incoraggiare i padri ad assumere maggiori responsabilità familiari.
 
I genitori che tornano dal congedo parentale avranno il diritto di richiedere modalità di lavoro flessibili e i datori di lavoro dovranno prendere in considerazione tali richieste e rispondervi. Gli altri elementi nuovi rispetto al precedente accordo tra le parti sociali concluso nel 1995 includono la precisazione che i lavoratori a tempo determinato, a tempo parziale o con un'agenzia interinale rientrano parimenti nell'ambito di applicazione delle disposizioni. Può essere richiesta un'anzianità lavorativa, che non può tuttavia superare un anno.
 
I genitori che lavorano saranno protetti non solo dal licenziamento ma anche da un trattamento meno favorevole a causa dell'esercizio del congedo parentale. Nel complesso, le nuove disposizioni mirano ad accrescere la parità di genere offrendo alle donne opportunità di lavoro equivalenti a quelle degli uomini.
 
Sebbene i principali responsabili della politica dell'occupazione siano i governi nazionali, l'UE ha un ruolo complementare nella fissazione di norme minime in materia di lavoro e nella creazione di condizioni di parità per i datori di lavoro europei.