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La Camera di commercio e industria italiana per il Regno Unito ha fatto il punto sugli investimenti delle aziende del Belpaese in Gran Bretagna. L'occasione è stata la presentazione del quinto rapporto sul tema, realizzato dall'ente camerale in collaborazione con l'Ambasciata italiana a Londra e con la camera di commercio britannica in Italia.

Per lo studio, che rientra anche nell'ambito della programmazione per il semestre di presidenza italiano dell'Unione europea, e' stato preso in esame l'andamento delle 695 aziende italiane con sussidiarie o con interessi nel Regno Unito. Un'analisi che, ha fatto sapere l'ente, "illustrera' come la crisi finanziaria non abbia limitato gli investimenti e che gli investimenti nel Regno Unito rimangono un'opzione percorribile per le aziende italiane".

 

Italia classificata come uno dei piu' importanti investitori nell'economia britannica.  "Negli ultimi anni - ha aggiunto la Camera di commercio - l'Italia e' stata classificata come uno dei piu' importanti investitori nell'economia britannica, totalizzando 369 progetti dal 2009 a oggi, in modo particolare nel settore dell'energia rinnovabile, dell'ingegneria (aerospaziale e dell'automotive), dell'industria creativa e digitale, con la creazione di 8.500 nuovi posti di lavoro". L'evento di stasera sara' aperto dall'ambasciatore italiano nel Regno Unito, Pasquale Terracciano, mentre la lettura del rapporto è stata fatta da Leonardo Simonelli Santi, presidente della Camera di commercio e industria italiana per il Regno Unito. A moderare l'incontro e il dibattito sara' poi Ferdinando Giugliano, giornalista del Financial Times e responsabile del settore delle "Global News". Antonio D'Amato, presidente di Seda Group, ha inoltre tenuto un discorso sullo stato degli investimenti italiani in Gran Bretagna. Tema della serata è stato anche quello dei rischi legati alla "Brexit", la possibile uscita del Regno Unito dall'Unione europea.