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"Fighting Counterfeits: Future challenges and Cooperation between the US & Italy". Questo il titolo di un seminario organizzato dall'ambasciata italiana a Washington in collaborazione con l'agenzia U.S. Customs and Border Protection, il segretariato generale Interpol e alcune tra le imprese che quotidianamente subiscono il fenomeno.

Focus sulle piu' ricorrenti forme di contraffazione: l'imitazione di marchi e articoli, l'uso indebito delle indicazioni di origine o qualita' delle merci, l'artificiosa attestazione della loro corrispondenza a standard di sicurezza in realta' non rispettati e i relativi rischi in termini di affidamento commerciale dei consumatori e di tutela della salute. Obiettivo dell'iniziativa e' stato fare il punto sulla cooperazione bilaterale e discutere insieme quali passi intraprendere per renderla ancora piu' efficace.

Contraffazione minaccia direttamente il Made in Italy.  La contraffazione e' "un fenomeno gravissimo, che minaccia direttamente il Made in Italy e intossica l'economia legale - ha affermato l'ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Claudio Bisogniero -. La lotta alla contraffazione e' una delle priorita' dell'azione del governo italiano e la collaborazione internazionale e' una delle componenti fondamentali per avere successo nell'azione di contrasto". Secondo il rapporto Censis 2014, il fatturato della contraffazione in Italia ammonta a 6,5 miliardi di euro all'anno. Un business illecito ad alta redditivita', che vede protagonista in misura crescente il crimine organizzato transnazionale.

 

Nel 2014 sequestrati 300mln di pezzi contraffattiA questo proposito, nel seminario e' stato valorizzato il lavoro svolto dalle forze di polizia e dai diversi organismi italiani impegnati in prima linea: Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane, Arma dei Carabinieri e Polizia Postale. Grazie a esso, infatti, Nel 2014 sono stati sequestrati circa 300 milioni di pezzi contraffatti per un valore stimato di circa tre miliardi di euro, e chiusi oltre 260 siti internet che operavano prevalentemente nel settore moda o che commercializzavano prodotti audio-video in violazione dei diritti di proprieta' intellettuale.