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E' stato presentata all'ambasciata d'Italia a Mosca l'edizione in russo del libro "L'Italia che non ti aspetti", in cui gli autori, Angelino Lonardi e Antonio Cianci, raccontano con esempi concreti un'Italia fatta di eccellenze e di numeri, in linea con gli altri Stati Ue, sfatando lo stereotipo della "malata d'Europa". Per un pubblico straniero,

la traduzione del volume rappresenta la possibilita' di conoscere un Paese completamente diverso da quello a cui si e' abituati. Attraverso figure e storie dell'imprenditoria, della scienza e dell'arte si tratteggia lo sviluppo di una nazione, che con le sue scoperte ha influenzato l'economia e la cultura a livello mondiale. Basti pensare a Battista Pirelli, l'industriale della gomma, Enrico Forlanini, l'inventore del primo elicottero della storia, Amedeo Giannini, fondatore della Bank of America che oggi, acquisita Merrill Linch, e' una delle piu' grandi banche del mondo o a Rocco Petrone, capo della missione Apollo, che ha mandato il primo uomo sulla Luna.

 

La traduzione del volume rappresenta la possibilita' di conoscere un Paese completamente diverso da quello a cui si e' abituati.  "Questo libro restituisce consapevolezza delle proprie capacita'", ha detto l'ambasciatore Cesare Maria Ragaglini, intervenuto alla presentazione, che ha visto la partecipazione sia degli autori che del presidente del consiglio di amministrazione di Banca Intesa e dell'associazione "Conoscere Eurasia", Antonio Fallico. "In Russia e' molto facile sentire parlare bene dell'Italia, vista spesso come un modello da raggiungere - ha dichiarato quest'ultimo, anche autore della prefazione al libro - Se, pertanto, la rappresentazione dell'Italia privilegia gli aspetti negativi, la colpa e' probabilmente degli italiani per primi, che sono da lungo tempo campioni nel denigrare il proprio Paese". In Russia, dove esiste un radicato "pregiudizio positivo" sull'Italia, il pubblico ha scoperto, anche con divertimento, che i due popoli in questo si somigliano molto. Il celebre scrittore Aleksandr Pushkin diceva, infatti, che "i russi possono litigare per ore su quanto le cose non funzionino nel loro Paese, ma non permetteranno mai che lo facciano altri".