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In Giappone è in corso l'apertura e la deregolamentazione del mercato al dettaglio dell'elettricità, il cui valore è pari a 7.500 miliardi di yen.  Il processo in tre fasi è stato progettato per porre fine al monopolio di 10 società private regionali di energia elettrica, per ridurre i prezzi e garantire una rete elettrica nazionale stabile.


Un notevole calo dei prezzi dell'elettricità incrementerebbe la spesa delle famiglie e abbasserebbe i costi per le piccole imprese. Un settore veramente aperto potrebbe, inoltre, offrire opportunità anche alle imprese estere. In aprile è stata messa in pratica la prima fase del processo, che ha visto l’istituzione di un organismo regolatore indipendente chiamato “Organization for Cross-regional Coordination of Transmission Operators” (OCCTO). Nel 2016 seguirà l'ingresso di nuovi fornitori sul mercato e nel 2020 avverrà la disaggregazione della produzione e trasmissione di energia elettrica in operazioni condotte da società separate.
Tuttavia, rmangono delle restrizioni di accesso alle reti verso i generatori di energie rinnovabili, motivate con la fluttuazione delle nuovi fonti di energia e le limitazioni delle infrastrutture di trasmissione. Frenk Withoos, presidente della EBC Energy Committee e vice-presidente di ABB Japan, afferma che l'efficienza nel mercato elettrico giapponese potrebbe migliorare con l'aiuto di aziende provenienti dall’Europa, così come è avvenuto con le competenze fornite nel settore solare. Un esempio calzante è la nuova joint venture tra ABB e Hitachi, basata sulla tecnologia relativa ai sistemi di trasmissione ad alta tensione in corrente continua HVDC, che permette di trasmettere energia elettrica su lunghe distanze con livelli molto bassi di perdita energetica.  (ICE TOKYO)