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Sono circa diecimila gli incontri tra i mille imprenditori stranieri e i mille milanesi e lombardi che da maggio a ottobre sono a Milano per firmare nuovi contratti, grazie agli incontri B2B organizzati dalla Camera di commercio di Milano attraverso l’azienda speciale Promos. In arrivo delegazioni da Cina, Giappone, America Latina, Turchia, Polonia, che si

sommano a incontri con Birmania, Francia, Austria tra i diversi interlocutori. Per partecipare agli incontri sono aperte le iscrizioni ad una pagina dedicata al business internazionale per Expo: http: //www.promos-milano.it/Promos-Per-Expo2015/. Mentre nascono a Milano i “mediatori internazionali del business” e nell’anno di Expo arrivano a quota 150

 “Milano rappresenta quasi un settimo dell’interscambio nazionale – ha dichiarato Bruno Ermolli, presidente di Promos, azienda speciale della Camera di commercio di Milano – col 9% delle esportazioni italiane nel 2014 (37 miliardi su 398) e il 16% dell’import (57 miliardi su 355). Ecco perché la Camera di commercio ha voluto creare una nuova figura di mediatore non solo degli affari, ma anche culturale, specializzata negli scambi con l’estero. Nell’anno di Expo arriviamo a  quota 150 di questi esperti, che possono aiutare a far crescere le imprese grazie allo sviluppo del business estero. Operatori pronti ad affrontare le sfide internazionali che quest’anno vedono un picco, grazie anche agli incontri promossi da Camera di commercio e Promos, che saranno circa diecimila tra circa mille operatori esteri e altrettanti imprenditori del nostro territorio”.

Expo, secondo una ricerca sull’impatto economico diretto e legacy promossa dalla Camera di Commercio di Milano e dalla Società Expo 2015 e affidata a un team di analisti economici coordinati da Alberto Dell’Acqua professore SDA Bocconi, per il periodo 2012-2020, la produzione aggiuntiva dovuta a Expo come legacy dell’evento sarà di 6,2 miliardi di euro, che includono la maggiore fluidità degli scambi internazionali, la maggiore visibilità del “made in Italy”, il rafforzamento del brand Italia.

Circa venti nuove idee di export nel mondo sviluppate grazie al master “Made in Milan”. La comparazione tra strategia di internazionalizzazione fra Stati Uniti ed Africa Sub Sahariana, la strategia di ingresso in un nuovo mercato africano, la distribuzione del toiletry “made in italy” nella grande distribuzione messicana per le famiglie messicane, l’offerta di prodotti petroliferi in America Latina, le strategie di internazionalizzazione verso l’America Latina e il caso Ecuador, il consolidamento della presenza in Cina e lo sviluppo di una rete commerciale, ma anche l’apertura di un ufficio, un nuovo brand internazionale per il Montefeltro, l’attrattività dei mercati della zootecnia in Africa, la consulenza con necessità finanziarie per lo sviluppo internazionale,  una joint venture con un partner locale nell’ASEAN, caffè o Çay per entrare sul mercato turco, un progetto di Export in Malesia, lo scambio di innovazione tra Milano e il Maghreb, il design con pietra naturale in Brasile, l’e-commerce all’estero nel settore alimentare. 

 

NIBI, dalla Camera di commercio mirato alla formazione internazionale per creare la nuova figura di “mediatore del business estero”. Il Nuovo Istituto di Business Internazionale è stato creato dall’azienda speciale Promos nel 2008 e si occupa di contribuire alla formazione e all’aggiornamento del capitale umano delle imprese che devono competere a livello internazionale. http://www.nibi-milano.it/. L’Executive Master è un percorso annuale di 300 ore, finalizzato ad approfondire tutti gli aspetti dei processi di internazionalizzazione: dall’analisi dei mercati alle strategie di entrata e distribuzione, dalle modalità di finanziamento al piano marketing, dall’organizzazione della supply chain al business planning. Al termine del percorso d’aula, è prevista l’elaborazione di un PROJECT WORK, o progetto di Business Internazionale, relativo all’ambito di interesse dei partecipanti, nonché a uno specifico caso aziendale. Grazie al CORPORATE PROJECT WORK, i partecipanti che non hanno un’azienda di provenienza sulla quale sviluppare il Project Work hanno la possibilità di lavorare con e per un’azienda o ente esterno individuato da NIBI. Un modo per aiutare le imprese a garantire alle proprie risorse interne una adeguata formazione su temi così importanti e strategici per Milano.