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La Cina ha approvato una nuova legge sulla sicurezza informatica che aumenta il numero di temi sensibili on line. La nuova legge sulla cybersicurezza proibisce i tentativi di sovvertire il sistema socialista della Cina, dividere la nazione, minacciare l'unita' nazionale e di sostenere il terrorismo e l'estremismo, secondo le nuove direttive

contenute della legge approvata oggi dall'Assemblea Nazionale del Popolo, il parlamento cinese. Il governo prendera' misure per monitorare, difendere e gestire i rischi di cybersicurezza e le minacce provenienti dall'interno del Paese o da fonti esterne, e proteggera' le infrastrutture dell'informazione chiave da attacchi, intrusione, disturbo e danno, spiega il testo della legge. La legge approvata oggi e' l'ultimo passo di una serie di misure varate per controllare l'utilizzo di internet in Cina. Il mese scorso, la Corte Suprema del Popolo, il massimo organo giudiziario, aveva diramato una nuova regolamentazione sulla raccolta e l'uso di dati elettronici che prendeva in considerazione anche i messaggi postati on line, ora utilizzabili anche in tribunale nei confronti degli imputati. Le restrizioni su internet sono aumentate a partire dal 2013, con le leggi 'anti-rumors', che prevedono pene fino a tre anni di carcere per chiunque pubblichi on line informazioni non verificate. Nel mirino delle nuove regole ci sono soprattutto le piattaforme di messaggistica istantanea, come WeChat, il WhatsApp cinese gestito da TenCent, e i social network come Weibo, la piattaforma di microblogging piu' utilizzata in Cina. La legge approvata oggi vieta anche i casi di incitamento all'odio etnico, le discriminazioni, le forme di violenza e le informazioni oscene attraverso internet. (ICE SHANGHAI)