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Il cambio di presidenza negli Stati Uniti ha fornito gli stimoli per stringere alleanze con gli altri partner strategici. Dopo il Giappone, l’Unione europea vuole chiudere il nuovo accordo con i messicani e trovare l’intesa con i Paesi dell’America Latina, già per la fine dell’anno. L’Europa, di fatto, l’America l’ha già conquistata.

Il Ceta, l’accordo di libero scambio con il Canada, permetterà l’ingresso nell’area nord della grande zona di libero scambio creata dagli accordi commerciali sottoscritti dai paesi nordamericani (Nafta). Canada, Stati Uniti e Messico. In Messico l’Ue era già penetrata, ora si tratta di aggiornare un’intesa vecchia di vent’anni.

L’accordo di partenariato economico è stato siglato nel 1997, ed è entrato in vigore nel 2000. Nel frattempo l’economia è profondamente cambiata, i mercati si sono evoluti. L’Ue intende aggiornare il trattato includendo ciò che oggi non è compreso. Si riconosce che non sarà un esercizio facile, ma c’è la consapevolezza di non dover partire da zero. Un accordo c’è già, e a questo si aggiunge il Ceta. Gli europei cercheranno di prenderlo a modello per i negoziati con i messicani. È teoricamente agevole offrire ai messicani un esempio concreto di accordo trovato con i loro partner commerciali del Nafta.

L’idea dell’Europa è riuscire a liberalizzare quanto più si può di quei mercati ancora non aperti. Non c’è modo di arrivare al 100% di liberalizzazione, e di questo a Bruxelles sono consapevoli. L’obiettivo è quindi di cercare di ottenere il massimo possibile, rafforzando l’accerchiamento commerciale già messo in atto dall’Ue nei confronti degli Stati Uniti. Il prossimo round negoziale si terrà nella capitale dell’Ue nell’ultima settimana di settembre.  (ICE CITTÀ DEL MESSICO)