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La bilancia dei pagamenti dell’Italia ha registrato nel 2016 un deficit dei trasporti mercantili pari a quasi 6 miliardi di euro, in marginale aumento rispetto all’anno precedente. Il disavanzo sistematico del Paese è legato alle basse quote di mercato dei vettori italiani nel trasporto internazionale di merci; tali quote si sono

lievemente ridotte in quasi tutti i comparti, con l’eccezione del settore aereo e di quello marittimo general cargo. I costi di trasporto sono stati pari al 3,6 per cento del valore delle merci esportate e al 4,7 di quello delle merci importate (escludendo quelle trasportate via condotte, principalmente importazioni di gas metano). La breve fase di rialzo osservata nel biennio 2014-15, successiva a un periodo quasi decennale di calo dell’incidenza ad valorem dei costi di trasporto, sembra essersi interrotta, soprattutto per gli acquisti di merci dall’estero. Nel 2016 i noli aerei si sono ridotti rispetto al 2015, risentendo dei prezzi bassi del carburante e della debolezza del commercio mondiale. Tali fattori hanno influenzato anche il settore marittimo, su cui ha inciso una situazione di mercato caratterizzata da un eccesso di offerta, almeno per il trasporto di container e di materie prime liquide, comparti nei quali il calo dei noli è stato pronunciato; il prolungamento di tale fase acuisce i problemi di profittabilità, con relative crisi aziendali di imprese estere nel settore dello shipping. Per contro, i noli ferroviari e quelli stradali sono aumentati, beneficiando dell’andamento favorevole dei volumi movimentati in Europa.