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1.2 miliardi di euro verranno stanziati dal Fondo di solidarietà dell'Unione europea per aiutare l’Italia nella ricostruzione dopo i ripetuti terremoti che hanno colpito le regioni del centro fra il 24 agosto 2016 e il 18 gennaio 2017. I soldi saranno utilizzati in primo luogo per costruire nuove soluzioni abitative e per riparare le infrastrutture.

Edifici pubblici e siti architettonici e culturali saranno messi in sicurezza e ristrutturati grazie a questo importante aiuto economico.

"L'Europa interviene direttamente per alleviare nell'immediato la sofferenza e il disagio di chi è stato colpito dal sisma, offrendo aiuti per le abitazioni provvisorie, svolgendo degli interventi che aiutano a recuperare la storia del territorio e riparando delle infrastrutture che sono necessarie per far ripartire la vita a livello locale"  ha dichiarato l'eurodeputatoGiovanni La Via (Partito Popolare europeo), il relatore della proposta al Parlamento.

La Protezione civile italiana e la Commissione europea hanno stimato i danni dei terremoti a 21,9 miliardi di euro. Fra agosto ottobre 2016 e gennaio 2017 quattro regioni italiane, Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, sono state colpite da una serie di episodi di diversa entità. Più di 300 persone hanno perso la vita e diverse centinaia sono rimaste ferite. Ancora di più le persone la cui icasa è crollata o è stata resa inagibile dal terremoto: a novembre 2016 si contavano infatti 32000 persone bisognose di assistenza. La Protezione Civile si sta già occupando della costruzione di 3800 soluzioni abitative tmeporanee che permetterebbero ai cittadini di tornare a vivere nei propri paesi.

I terremoti del centro Italia hanno anche inferto una gravissima ferita al patrimonio culturale dell'area. Quasi la metà dei siti culturali esaminati sono stati dichiarati inagibili.

Una parte del Fondo di solidarietà, 30 milioni di euro, è già stato versato a dicembre 2016. Il budget previsto per il 2017 è insufficiente a fornire gli aiuti richiesti ma la Commissione europea, nella sua proposta adesso all’esame del Parlamento, suggerisce di stanziare i fondi provenienti dal budget del 2018, come spiega Giovanni La Via: “Un importo così grande, da un miliardo e 200 milioni non è reperibile in bilancio, è un importo che abbiamo messo insieme da un lato facendo ricorso a tutto quello che non era stato utilizzato nei periodi precedenti e dall'altro lato impegnando anche delle risorse che saranno messe nel bilancio del prossimo anno”.

Grazie alla collaborazione di tutti i parlamentari, il Parlamento voterà lo stanziamento dei fondi in sessione plenaria in tempi rapidissimi, nella settimana dell’11 settembre 2017.

 

In caso di approvazione i fondi sarebbero a disposizione dell’Italia nel giro di poche settimane.