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Secondo una recente indagine sugli investimenti diretti esteri (IDE) realizzata dalla Banca nazionale della Romania e l’Istituto romeno di Statistica, il flusso netto degli investimenti diretti esteri nel 2016 ha raggiunto i 4.517 milioni di euro, di cui 3.203 milioni di apporti di capitali propri e 176 milioni di

crediti netti ricevuti da investitori stranieri. Il saldo finale degli investimenti diretti esteri al 31 dicembre 2016 era di 70.113 milioni di euro, di cui 48.964 milioni di apporti di capitali propri compresi gli utili reinvestiti (69,8%) e 21.149 milioni di crediti netti ricevuti da investitori stranieri (30,2%). Per quanto riguarda la distribuzione degli IDE per settori economici, essi sono concentrati principalmente nel settore manifatturiero (32% del totale). In questo settore le industrie più rappresentate sono industria dei mezzi di trasporto (6,7% del totale degli IDE), lavorazione del petrolio, prodotti chimici, gomma e materie plastiche (6,4%), metallurgia (4,1%), industria alimentare, delle bevande e del tabacco (2%), industria del vetro, della ceramica, del cemento e di altri materiali da costruzione (1,4%). In termini di orientamento territoriale gli IDE si sono diretti nella Regione Bucarest-Ilfov (59,9%), nella Regione Centrale (9,1%), Ovest (8%), Sud-Muntenia (6,9 %), e Nord-Ovest (5,9%). La distribuzione a seconda del Paese di origine è stata effettuata in base alla residenza in capo al del titolare diretto di almeno il 10% del capitale sociale di imprese che hanno effettuato un investimento diretto in Romania. I primi cinque paesi per quota di IDE al 31 dicembre 2016 sono: Olanda con 17.060 milioni di euro e una quota del 24,3%, Germania (13,2%), Austria (11,9%), Francia (6,9%) e Cipro (6,5%). L’Italia si colloca in sesta posizione con 4.428 milioni di euro (6,3%), seguita da Lussemburgo con 2.987 milioni di euro (4,3%). (ICE BUCAREST)