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Il Segretario di Stato marocchino con delega alle risorse idriche, Mme Charafat Afailal, ha annunciato delle azioni mirate a fronteggiare la grave crisi idrica che sta colpendo la regione di Zagora, zona semi - arida ai confini con il Sahara. Tale area è attualmente colpita da una forte siccità, determinata dall'assenza di

precipitazioni e dall'eccessivo sfruttamento della falda sotterranea. Le misure previste sono le seguenti: la creazione di una nuova agenzia idrica del bacino Draâ Oued Noun per gestire la politica locale dell'acqua; il trasferimento di risorse idriche dalla diga Mansour Eddahbi per alimentare le falde sotterranee di Zagora (un primo intervento è stato effettuato a giugno scorso ed un secondo è previsto a metà novembre); nuove perforazioni alla ricerca di falde freatiche; realizzazione di lavori di manutenzione e ristrutturazione della rete di distribuzione idrica di Zagora al fine di migliorarne il rendimento.

 

Tali lavori dovrebbero essere completati entro la fine del 2018. Secondo Mme Charafat Afailal, la regione di Zagora registra attualmente un deficit idrico del 20 % che, entro 10 mesi, dovrebbe essere riassorbito dall'avvio del pompaggio delle acque dai pozzi di Faija. Altre opere sono in corso di realizzazione per aumentare la disponibilità delle preziose risorse idriche nella regione: è in costruzione la diga di Agdz che, una volta completata, avrà una capacità di 316 milioni di metri cubi. Nell'estate 2018 è previsto inoltre l'avvio dell'attività della nuova stazione di demineralizzazione delle acque di Nbida Ennebch. Altre tre dighe, di cui una sul fiume Tata (capienza di 20 milioni di metri cubi), sono programmate entro il 2020. La città di Zagora ha una popolazione di 50 mila abitanti, che vivono principalmente di turismo e di agricoltura ad utilizzo intensivo di acqua (l'anguria è un prodotto tipico della regione). A causa della siccità, si registrano tensioni tra residenti e agricoltori nella località di Foum Zguid, dove la coltivazione dell'anguria è particolarmente diffusa. Per alleviare la crisi idrica verranno a breve aperti tre pozzi, con un bacino di stoccaggio delle acque, collegato a 25 chilometri di condotte.  (ICE CASABLANCA)