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Nei primi nove mesi del 2017 l'economia della Basilicata ha ripreso a crescere. L'attività delle imprese manifatturiere è lievemente aumentata, benché prevalgano segnali sfavorevoli in alcune produzioni, tra cui gli autoveicoli. Il comparto estrattivo è tornato a espandersi, sebbene i livelli di

produzione rimangano significativamente inferiori al periodo precedente le vicende giudiziarie che hanno riguardato gli impianti della Val d'Agri nel 2016. Gli investimenti industriali si sono rafforzati, beneficiando degli incentivi connessi al piano nazionale Industria 4.0.

Nel settore delle costruzioni sono emersi segnali di una modesta crescita. Le imprese hanno indicato infatti un incremento del valore della produzione per l'anno in corso. Nel comparto residenziale i prezzi hanno continuato a crescere, nonostante il numero delle compravendite di abitazioni sia diminuito, dopo il significativo aumento del 2016. Il settore dei servizi ha mostrato segnali contrastanti: il numero di esercizi commerciali è rimasto stabile; nel comparto turistico è proseguito l'aumento delle presenze.

Nel primo semestre dell'anno le esportazioni, che a partire dal 2014 hanno registrato una sensibile crescita, si sono ridotte. Un contributo significativo al calo è giunto dal comparto autoveicoli, che rappresenta circa i quattro quinti del totale delle vendite estere lucane. Le vendite di petrolio greggio sono invece aumentate, beneficiando della ripresa dell'attività estrattiva. Al netto degli autoveicoli e dell'estrattivo, comparti che si caratterizzano per una produzione concentrata in un numero ridotto di stabilimenti di grandi dimensioni, le vendite all'estero sono aumentate marcatamente.

La positiva dinamica congiunturale dovrebbe riflettersi favorevolmente sulla redditività aziendale dell'anno in corso, prevista in rafforzamento dalle imprese in tutti i principali settori di attività. Nel primo semestre del 2017 l'occupazione, in crescita in Italia, si è invece lievemente ridotta in Basilicata. L'andamento divergente rispetto al dato nazionale è riconducibile soprattutto all’agricoltura e ai servizi. Nonostante il calo dell'occupazione, il tasso di disoccupazione è sensibilmente diminuito per effetto dell'aumento della popolazione inattiva.

Il credito in regione ha continuato a crescere. I prestiti alle famiglie sono aumentati, sostenuti dalla spesa per l'acquisto di beni di consumo durevoli e di abitazioni; l'aumento di quelli alle imprese, che ha riguardato anche le aziende di minori dimensioni, ha beneficiato dell'espansione della domanda di credito per il finanziamento degli investimenti e del circolante.

 

Come nel resto del Paese è ulteriormente migliorata la qualità del credito. Il tasso di deterioramento e quello di ingresso in sofferenza si sono ridotti.