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Nel corso della Prima Fase del collocamento, dedicata agli investitori retail, le contrattazioni, sia per numero di contratti che per controvalore, hanno registrato una domanda più sostenuta nel primo giorno rispetto al secondo e, ancor più, rispetto al terzo, in linea con le scorse emissioni.

La Seconda Fase, dedicata agli investitori istituzionali, che si è svolta nell’arco di 2 ore durante il quarto giorno del collocamento, ha visto un controvalore complessivo domandato superiore all’ammontare finale offerto, quest’ultimo pari a 3.350 milioni di euro.

Con riferimento alla Prima Fase, dei 62.563 contratti conclusi sul MOT (il Mercato Telematico delle Obbligazioni e Titoli di Stato di Borsa Italiana) attraverso BNP Paribas e Monte dei Paschi di Siena Capital Services Banca per le Imprese S.p.A.– Dealer dell’operazione – circa il 47 per cento è stato di importo inferiore ai 20.000 euro. Se si considerano i contratti fino a 50.000 euro, si arriva circa al 79 per cento del totale relativo a questa fase.

Sebbene le modalità di emissione non consentano di avere dati puntuali sulle caratteristiche degli investitori, dalle informazioni raccolte da Dealer, Co-Dealer e altri intermediari, si può desumere che nel corso della Prima Fase si è registrata una quota di investitori individuali superiore a quella del private banking (rispettivamente 54 per cento e 46 per cento).

All’interno della quota sottoscritta da investitori individuali, si stima che circa il 75 per cento abbia inoltrato l’ordine attraverso le filiali delle reti bancarie, mentre circa il 25 per cento attraverso l'home banking. Per quanto riguarda la ripartizione geografica degli ordini ricevuti durante la Prima Fase, la quota stimata degli investitori domestici è stata pari a circa il 98 per cento, mentre il restante 2 per cento sarebbe stato collocato all’estero.

Con riferimento alla Seconda Fase di collocamento, le informazioni raccolte dai Dealer, Co-Dealer e altri intermediari permettono di ottenere delle statistiche quasi totalmente rappresentative dell’ammontare complessivamente allocato.

In particolare, circa il 73 per cento dell’ammontare emesso è stato collocato presso le banche, mentre gli asset manager hanno acquistato circa il 17 per cento. La restante quota è stata allocata ad assicurazioni (4 per cento), hedge fund (4 per cento), Banche Centrali e istituzioni sovranazionali (1 per cento) e altre istituzioni, finanziarie e non (1 per cento).

 

Il collocamento del titolo nella Seconda Fase ha visto una presenza significativa di investitori italiani, che ne hanno sottoscritto circa l’84 per cento. Importante è stata anche la quota sottoscritta da investitori residenti in Regno Unito e Irlanda (circa il 13 per cento). Il restante 3 per cento dell’emissione della Seconda Fase, è stato collocato presso investitori di altri paesi, principalmente europei.