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Il terremoto dello scorso anno ha fatto moltissimi danni: il paesaggio è mutato, numerose costruzioni storiche e religiose sono andate distrutte. Ma mentre tutta l’Italia si stringeva intorno al popolo umbro, commosso al crollo della Basilica di San Benedetto di Norcia, uno dei simboli della zona, veniva alla

luce un territorio che non tutti conoscevano.  E’ la Valnerina, quella terra montuosa, stretta e tortuosa, che si snoda lungo il fiume Nera e si divide tra le province di TerniPerugia e Macerata.

 

(Articolo pubblicato nell’edizione cartacea di Tribuna Economica del 20 novembre 2017)

 

Tra i borghi più suggestivi c’è Scheggino, che racchiude nelle sue strade e nei suoi edifici la più antica tradizione della valle. Costruito secondo i dettami del Medioevo, il paese mantiene ancora oggi il ricordo dell’originale struttura basata sul sistema delle pievi e delle chiese dipendenti. Il Castello si erge sulle coste frastagliate della valle, in un’eccellente posizione strategica. Fondamentale roccaforte nella difesa del territorio, rimane oggi l’originaria struttura centrale, le mura perimetrali e due delle tre porte di accesso al paese.

E’ invece ricca di tradizione religiosa Gavelli, che ospita la Chiesa dedicata a San Michele Arcangelo in cui l’arte religiosa rinascimentale si esprime attraverso i dipinti di Giovanni di Pietro, detto lo Spagna, della scuola del Perugino e del Raffaello. Edificata nel ‘400 su una cappella preesistente, la chiesa parrocchiale accoglie numerosi lavori del maestro ispano-spoletino, che si ritrovano nell’abside e in alcune delle cappelle minori. Rappresentazioni delle più importanti scene bibliche si affiancano nei numerosi dipinti, realizzati dai pittori della scuola di Spoleto, sotto la direzione dello stesso Spagna. Caratteristica e particolare anche la torre campanaria con l’orologio che svetta all’esterno e sovrasta tutto il centro abitato.

Nei territori della Valnerina storia e contemporaneità si fondono e il talento incontra il “saper fare” come esercizio quotidiano da millenni: qui si mantiene viva una forte tradizione legata alla coltura e all’impiego sperimentale della canapa. Il Museo della Canapa di Sant'Anatolia di Narco (inaugurato nel 2008 nel cinquecentesco palazzo comunale) è una delle poche realtà italiane rivolte alla sperimentazione di questa antica coltura con l’intento di sviluppare, attraverso la conoscenza di saperi e abilità tipici della tradizione tessile umbra, applicazioni innovative in vari campi. Anche grazie ad attività come quella dell’Ecomuseo della Valnerina, la Regione Umbria cerca di rilanciare i territori colpiti dal sisma.

Al centro della valle, dove le acque termali incontrano quelle del fiume Nera, sorgono i Bagni di Triponzio (a Cerreto di Spoleto). Erette in epoca romana, le terme furono utilizzate fino a metà del ‘900 per poi cadere in disuso ed essere completamente restaurate e aperte al pubblico nel 2016. Oggi la moderna SPA termale è una delle più grandi strutture dell’Umbria.

A pochi chilometri di distanza c’è la più famosa Norcia, popolata dai monaci benedettini. Il sisma dell’agosto e dell’ottobre 2016 ha distrutto la Basilica e i religiosi si sono trasferiti a San Benedetto in Monte, dove grazie alla collaborazione con Leffe (la birra belga d’abbazia) hanno potuto recentemente inaugurare una cappella antisismica in legno dove pregare. Grazie alla vendita di #LeffeperNorcia, una limited edition della classica birra blonde, i monaci possono dire messa in un luogo di riferimento per gli abitanti della zona.

Il territorio è ricco di strutture ricettive abituate ad accogliere sia i turisti che intraprendono un percorso religioso sia quelli in cerca di relax ed enogastronomia. Da segnalare l’”Abbazia SS Felice e Mauro in Val di Narco” a Sant'Anatolia di Narco (PG), l’”Abbazia San Pietro in Valle” (ora una residenza d’epoca a Ferentillo in provincia di Terni), l’Azienda Agricola "Il Collaccio" di Preci (PG) e l’”Antica torre del Nera” a Scheggino (PG).

 

Tribuna Economica

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