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Il 15 gennaio è entrata in vigore la flessibilità valutaria della moneta marocchina, il dirham. Il suo corso è definito dalla Banca Centrale in base ad un paniere ponderato di valute: l'euro (60%) ed il dollaro statunitense (40 %). Su tale corso si applica una banda di fluttuazione, che dal 15 gennaio, è pari al ±2,5% (rispetto allo ±0,3% precedente).

Secondo le dichiarazioni del Ministero delle Finanze, tale riforma è adottata in un quadro di solidità del comparto finanziario e dei fondamentali indicatori macroeconomici, con un adeguato livello di riserve valutarie ed inflazione sotto controllo. Il Governo marocchino ha indicato le motivazioni che hanno portato all'adozione della flessibilità del cambio : 1) rafforzare la resilienza dell'economia marocchina di fronte agli choc esogeni, 2) sostenere la sua competitività, 3) migliorare il suo livello di crescita. Secondo la nota agenzia di rating Fitch, il Marocco si trova in buone condizioni per introdurre gradualmente una più ampia flessibilità del tasso di cambio, in quanto dispone di fondamentali finanziari solidi ed un idoneo livello di riserve. (ICE CASABLANCA)

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