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Gli Stati Uniti stanno perdendo la corsa alle rinnovabili contro la Cina, ma saranno gli indiscussi leader nella produzione di petrolio e gas naturale nei prossimi anni. E' quanto ha dichiarato oggi al Senato degli Stati Uniti Fatih Birol, capo della Agenzia internazionale per l'energia (Iea). Media statunitensi riferiscono che

circa meta' del fabbisogno elettrico Usa nel 2017 e' provenuto dalla rinnovabili, in particolare nell'ultimo trimestre. Birol rimarca tuttavia che il ritmo di crescita annuale delle rinnovabili Usa potrebbe rallentare dal 3,5 per cento al 2,5 dopo il 2025. Nel frattempo entro il 2040, la quota di energie rinnovabili del sistema elettrico mondiale potrebbe arrivare al 40 per cento. Una previsione che richiede di sostenere politiche a favore delle energie pulite. Mentre gli Stati Uniti stanno rallentando, la Cina accelera. Entro il 2040, Pechino potra' contare sul 30 per cento di energia ricavata dall'eolico e dal solare e sul 40 per cento di investimenti in veicoli elettrici. La Cina continua ad essere un gigante del carbone, sebbene il picco si sia verificato cinque anni fa. Il petrolio resta una fonte chiave per Pechino ed e' qui che gli Usa possono vantare un primato nei combustibili fossili, grazie soprattutto alla produzione di petrolio da scisti. Birol ha concluso rimarcando che entro il 2040, l'insieme della produzione statunitense di petrolio e gas non conoscera' rivali.  (ICE PECHINO)