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Gli europarlamentari hanno approvato una proposta su come sostenere i paesi europei che sviluppano e acquistano insieme materiali militari. Una difesa più integrata non è una nuova idea. La Comunità europea di difesa fu nei primi anni 50 uno dei primi e dei più ambiziosi tentativi di creare un esercito. Il suo fallimento ha

raffreddato l’ambizione di una difesa comune europea per circa mezzo secolo. Negli ultimi vent’anni il progresso verso la cooperazione si è intensificato. La Pesco (la cooperazione strutturata permanente, dall’inglese Permanent Structured Cooperation) è la più recente iniziativa per sviluppare le capacità militari europee. Per la prima volta progetti comuni per le tecnologie della difesa, come lo sviluppo di droni di sorveglianza marina, potrebbero essere finanziati direttamente dall’UE.  
Ieri, 21 febbraio, gli eurodeputati della Commissione Industria hanno approvato una proposta per creare un programma di sviluppo industriale per la difesa europea che stanzierebbe €500 milioni dal budget dell’Unione del 2019-2020 per co-finanziare lo sviluppo congiunto di nuove tecnologie per la difesa e per sostenere l’acquisto congiunto di equipaggiamenti. Questa somma dovrebbe poi essere portata a un miliardo all’anno.  

Quest’anno la Commissione dovrebbe anche proporre un programma di fondi di ricerca militare congiunta, ad esempio per cyber-difesa e robotica. Il programma ha un budget annuale di €500 milioni a partire dal 2020. Un programma pilota di €90 milioni è già stato lanciato per il periodo 2017-2019.  

Per ricevere i fondi dal questo programma, lo sviluppo di prodotti per la difesa dovrebbe essere fatto da almeno tre aziende in almeno tre stati membri. Lo sviluppo di prodotti quali le armi di distruzione di massa e le armi completamente autonome dovrebbe essere escluso dal programma, secondo la decisione dei deputati.  

Nella risoluzione del dicembre 2017 sulla politica comune di sicurezza e difesa gli eurodeputati hanno accolto positivamente gli sforzi per meglio coordinare le spese e ridurre gli sprechi e il raddoppio degli sforzi. I parlamentari hanno ricordato che “in confronto agli Stati Uniti l’UE spende il 40% nella difesa ma genera solo il 15% della capacità, il che indica un problema di efficienza”. Nella nostra infografica i benefici di una più stretta cooperazione al livello dell’Unione europea.