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La Slovenia potrebbe trarre maggiori benefici dal fatto che due importanti mercati del gas, quello italiano e quello ungherese, entrambi confinanti, hanno manifestato interesse alla diversificazione delle fonti di questa risorsa energetica; mentre l’Ungheria è intenzionata a diminuire la dipendenza dal gas russo, l’Italia vorrebbe

diminuire i prezzi del gas. In questo quadro si colloca la Slovenia che potrebbe avere vantaggi dal suo ruolo di “crocevia naturale” dal punto di vista dei trasporti e dell’energia. Non si tratta di un piano nuovo ma se ne sta discutendo già da vent’anni, da ultimo in merito al progetto Southstream, poi fallito. L’operatore di interconnessione gas, la società Plinovodi, ritiene che l’argomento sia tornato d’attualità, ma che la Slovenia dovrebbe migliorare la rete di interconnessione e costruire 28 chilometri di gasdotto fra il confine ungherese e Ljutomer ed altri 48 chilometri fra Ljutomer e Kidričevo. La realizzazione dell’infrastruttura è resa necessaria anche dal fatto che il consumo di gas nel Paese è in costante aumento: nel 2016 è cresciuto dell’8%, mentre l’anno scorso del 4%. (ICE LUBIANA)