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Un recente rapporto dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), pubblicato a New York, pone l'Angola come uno dei Paesi al mondo con più popolazione nell'economia informale, con il 94%. L'OIL pone l'Angola in cima alla lista dei Paesi di lingua portoghese in termini di percentuale della popolazione che,

in qualche modo, fa parte dell'economia informale, seguita, nella lista dei lusofoni, da Timor Est, con il 71%. Il documento afferma anche che nella lista dei Paesi che hanno il portoghese come lingua ufficiale, ci sono il Brasile, con il 46%, e Capo Verde, con il 47% della popolazione che vive di economia informale, o vi ricorre con regolarità.

Per esempio, in Angola, una zungueira (venditrice ambulante) vive pienamente dell'economia informale, ma un impiegato di banca, che vive dell'economia formale, ma che acquista un bene dalla zungueira, fa anche parte di questo studio, rendendo entrambi parte del 94% della popolazione angolana segnalata dall'OIL. Lo studio indica anche che solo il 6% della popolazione angolana non ha contatti con l'economia informale. Lo stesso rapporto dell'OIL pone il Portogallo come il Paese lusofono in cui l'economia informale comprende la minore percentuale della popolazione, solo il 12%.

L'OIL riferisce che oltre il 60% della popolazione lavorativa mondiale, ovvero due miliardi di persone, lavora nell'economia informale.L'economia informale ha un peso significativo nel Prodotto interno lordo (PIL), con un contributo che varia tra il 25% e il 65% e nella generazione di posti di lavoro non agricoli, assorbendo tra il 30% e il 90% del totale.Questi dati sono stati rivelati lo scorso anno dall'economista senior dell'FMI, Marcos Miguel, quando ha parlato delle "Prospettive economiche regionali" in una conferenza organizzata dal Banco Nazionale dell'Angola (BNA) in collaborazione con il Fondo monetario internazionale. Marcos Miguel ha affermato che l'economia informale nell'Africa subsahariana potrebbe continuare a essere significativa per molti anni, il che rappresenta opportunità e sfide per i responsabili delle decisioni pubbliche."L'attività informale funge da rete di sicurezza, dal lato positivo, per quanto riguarda la creazione di posti di lavoro e redditi per una popolazione attiva in rapida espansione, che altrimenti sarebbe disoccupata, data la mancanza di opportunità sufficienti nel settore formale", ha chiarito. Si ricorda che solo a Luanda ci sono decine di migliaia di persone hanno il loro sostentamento quotidiano nell'economia informale e che, come hanno detto diversi organismi, una forte pressione da parte delle autorità su questo settore informale, potrebbe generare difficoltà la sopravvivenza a migliaia di famiglie che vivono esclusivamente di commercio ambulante o informale. (Novo Jornal Online - ICE LUANDA)