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Il 2 maggio la Commissione europea ha proposto il bilancio di lungo termine per il periodo 2021-2027, fissando le priorità politiche e le risorse per l’Europa a 27 alla luce della Brexit. In totale il bilancio dovrebbe essere pari a 1.135 miliardi € in impegni (1,11 % del reddito nazionale lordo UE-27) e a 1.105 miliardi € (l'1,08% dell'RNL)

in termini di pagamenti (a prezzi 2018) per il periodo 2021-2017. Se si considera l'inflazione, il bilancio delineato non si discosta molto da quello relativo al 2014-2020, includendo gli stanziamenti UE per il FES (Fondo europeo di sviluppo). Un importante cambiamento è infatti rappresentato dall’integrazione del FES, che sostiene la cooperazione con i paesi ACP e che precedentemente non era incluso nel budget UE. Sono stati individuati diversi settori che necessitano di adeguate fonti di finanziamento quali la ricerca e l'innovazione, i giovani, l'economia digitale, la gestione delle frontiere, la sicurezza e la difesa. Inoltre, alcuni programmi di successo quali l’Erasmus+ ed il "corpo europeo di solidarietà" vedranno il loro budget raddoppiato. Tra i settori di intervento dell’UE alcuni subiranno dei tagli, quali la PAC e la politica di coesione che vedranno ridurre le loro risorse di circa il 5%. Tali riduzioni di spesa saranno unite ad un aggiornamento delle priorità delle politiche coinvolte. Ad esempio, la politica di coesione avrà un ruolo sempre più importante nel sostegno alle riforme strutturali e all’integrazione a lungo termine dei migranti. (ICE BRUXELLES)