La presente informativa è resa, anche ai sensi dell’art. 13 del D. Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (“Codice Privacy”) 
e degli artt. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679 (“GDPR”), a coloro che si collegano alla presente edizione online del giornale Tribuna Economica di proprietà di AFC Editore Soc. Coop. 

Leggi di più

Secondo Abi, a novembre 2018 l'ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia, 1.727 miliardi di euro, è superiore, di circa 25 miliardi, all'ammontare complessivo della raccolta da clientela, 1.702 miliardi di euro. Dai dati al 30 novembre 2018, emerge che i prestiti a famiglie e imprese sono

in crescita su base annua di +1,5%, proseguendo la positiva dinamica complessiva del totale dei prestiti in essere. Tale evidenza emerge dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia, relativi ai finanziamenti a famiglie e imprese (calcolati includendo i prestiti non rilevati nei bilanci bancari in quanto cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni, ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni).

Sulla base degli ultimi dati relativi ad ottobre 2018, si conferma la crescita del mercato dei mutui. L’ammontare totale dei mutui in essere delle famiglie registra una variazione positiva di +2,3% su base annua.

TASSI DI INTERESSE SUI PRESTITI.  A novembre 2018 si registra, per il secondo mese consecutivo, un incremento dei tassi di interesse sulle nuove operazioni di finanziamento, risentendo dell’aumento dello spread nei rendimenti dei titoli sovrani: il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è risultato pari a 1,91% (1,88% ad ottobre 2018, 5,72% a fine 2007).  Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è risultato pari a 1,54% (1,52% il mese precedente; 5,48% a fine 2007).  Il tasso medio sul totale dei prestiti è pari al 2,57% (2,58% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007).

QUALITÀ DEL CREDITO.  Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) ad ottobre 2018 si sono attestate a 38,3 miliardi di euro; un valore inferiore rispetto ai 40,2 miliardi del mese precedente e in forte calo, -48,6 miliardi, rispetto al dato di dicembre 2016 (86,8 miliardi, cfr. Tabella 4). In 22 mesi si sono quindi ridotte di quasi il 56%. Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di oltre 50 miliardi, pari a circa il 57%.

Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è attestato al 2,26% ad ottobre 2018 (era 4,89% a fine 2016).

DINAMICA DELLA RACCOLTA DA CLIENTELA.  In Italia i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati, a novembre 2018, di circa 46,6 miliardi di euro rispetto a un anno prima (variazione pari a +3,3% su base annuale), mentre si conferma la diminuzione della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, per oltre 46 miliardi di euro in valore assoluto negli ultimi 12 mesi (pari a -16,4%). La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) risulta invariata a novembre 2018. 

TASSI DI INTERESSE SULLA RACCOLTA.  A novembre 2018 il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) è pari in Italia a 0,70%, (0,70% anche nel mese precedente) ad effetto:  del tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito), pari a 0,39% (0,39% anche ad ottobre 2018); del tasso sui PCT, che si colloca a 1,10% (0,63% ad ottobre 2018);  del rendimento delle obbligazioni in essere, pari a 2,45% (2,42% ad ottobre 2018).

MARGINE TRA TASSO SUI PRESTITI E TASSO SULLA RACCOLTA.  Il margine (spread) fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, a novembre 2018 risulta pari a 187 punti base (188 punti base il mese precedente), in marcato calo dagli oltre 300 punti base di prima della crisi finanziaria (335 punti base a fine 2007).