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Il Ministero dell'Energia israeliano ha annunciato una nuova asta per l'assegnazione di 19 blocchi esplorativi off-shore. Si tratta della seconda gara dopo quella bandita nel 2016, i cui risultati furono annunciati nel novembre dello scorso anno; l'esito deludente della gara (furono assegnati solo 6 blocchi dei 20 messi all'asta e

parteciparono solo due compagnie) ha spinto il Ministero a modificare i termini dell'asta.

L'asta, lanciata la scorsa settimana, rimarrà aperta fino al 28 marzo, quando si chiuderà la pre-qualifica; le offerte finali andranno presentate entro il 17 giugno e il 15 luglio verranno annunciate le imprese aggiudicatarie. I blocchi banditi sono 19, estesi fino a 400 km² ciascuno, suddivisi in 5 zone e situati nella parte meridionale della zona economica esclusiva israeliana. Incentivando la possibilità di presentare offerte per più blocchi nella stessa zona, il Ministero dell'Energia mira ad assicurare una migliore corrispondenza tra le aree di esplorazione e le strutture geologiche che potrebbero contenere

riserve di gas. Rispetto alla prima asta, i potenziali investitori avranno accesso a dettagliate informazioni geologiche, incluse indagini sismologiche, sia a due che a tre dimensioni. Ulteriore elemento e' la flessibilità temporale concessa: la licenza può essere estesa fino a 7 anni, dando la possibilita' all'aggiudicatario di poter rimandare fino al quinto anno l'impegno a procedere alle trivellazioni.

Per estendere la partecipazione ad una platea piu' vasta, una singola compagnia non potrà detenere più di 8 licenze e le imprese Delek Drilling (israeliana) e Noble Energy (statunitense), operatori nei giacimenti di Tamar e Leviathan, non potranno partecipare a questa gara, detenendo oltre il 20% dell'ammontare di gas prodotto in tutto Israele.  (Farnesina)