La presente informativa è resa, anche ai sensi dell’art. 13 del D. Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (“Codice Privacy”) 
e degli artt. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679 (“GDPR”), a coloro che si collegano alla presente edizione online del giornale Tribuna Economica di proprietà di AFC Editore Soc. Coop. 

Leggi di più

Secondo i dati diffusi da Elia - il gestore della rete ad alta tensione - nel corso del 2018 l'indisponibilità di alcuni reattori nucleari ha fatto impennare le importazioni belghe di energia elettrica.  Nonostante il nucleare rappresenti ancora la principale fonte di elettricità nel Paese, la sua quota è scesa, infatti,  al 34% del totale corispondente

ad una produzione pari a 27,3 TWh.La produzione di elettricità di fonte nucleare ha toccato i suoi minimi storici in particolare a novembre (1 TWh, 15%) ed a dicembre (1,1 TWh, 17%) dello scorso anno. La quota delle importazioni e della produzione delle centrali a gas è dunque fortemente aumentata. In particolare lo scorso mese novembre, il 43% del mix energetico proveniva dal gas, la più alta percentuale mai registrata. Su base annua le importazioni di energia elettrica hanno coperto il 22% del fabbisogno totale del Paese con un notevole incremento rispetto all'anno precedente in cui esse rappresentavano una quota pari soltanto all'8%. Il 2018 è stato, tuttavia, un anno positivo  per la produzione di energia solare (4% del mix) che, insieme a quella  generata dagli impianti eolici ha fatto crescere la quota delle energie rinnovabili prodotte nel Paese al 12% del totale. (ICE BRUXELLES - www.lalibre.be)